CONSIGLIO PER LA RICERCA

E LA SPERIMENTAZIONE IN AGRICOLTURA (C.R.A.)

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                                                         bozza 20.09.2001 

 

 

 

 

REGOLAMENTO

DI ORGANIZZAZIONE E FUNZIONAMENTO

 

 

 

 

 

 

approvato dal Consiglio di Amministrazione il 17.9.2001

consegnata al Min. Agricoltura, on. Alemanno, il 20.9.2001

 

 

 

 


 

INDICE

 

 

 

TITOLO I – Organizzazione e funzionamento degli Organi del C.R.A.

 

 

 

TITOLO II – Organizzazione e Funzionamento delle Strutture di ricerca del C.R.A.

 

 

 

TITOLO III – Organizzazione e Funzionamento degli Uffici dell’Amministrazione centrale del C.R.A.

 

 

 

TITOLO IV – Disciplina delle procedure per la determinazione della dotazione organica e per la selezione e l’assunzione ai diversi livelli del personale del C.R.A.

 

 

 

TITOLO V – Presenza del C.R.A. in iniziative comuni ad altri soggetti pubblici e privati, italiani e stranieri.

 


TITOLO I – Organizzazione e Funzionamento degli Organi del C.R.A.

 

 

 

Capo I – Il Presidente

 

 

 Art. 1 – Competenze

 

1. Nell’espletamento delle competenze attribuitegli dall’art. 8 dello Statuto e previa deliberazione del Consiglio di Amministrazione, il Presidente:

a) nomina i Direttori delle Strutture di ricerca e i Dirigenti dei Servizi dell’Amministrazione centrale del C.R.A., i Membri del Comitato di valutazione di cui all’art. 6 dello Statuto, i componenti dell’Organo collegiale di valutazione e controllo strategico di cui al successivo art. 34 e i componenti delle commissioni giudicatrici per il reclutamento del personale del C.R.A.;

b) stipula contratti di consulenza con esperti di alta qualificazione tecnico-scientifica nei limiti previsti dal Consiglio di Amministrazione, anche ai fini della riorganizzazione della rete scientifica del C.R.A.;

c) assume, acquisito il parere del Consiglio Scientifico, per chiamata diretta e nel limite massimo del 2% dell’organico dei ricercatori e tecnologi, figure professionali, italiane e straniere, corrispondenti al massimo livello contrattuale del personale di ricerca del C.R.A.;

d) cura, avvalendosi del Direttore generale, l’elaborazione del Piano triennale di attività, comprendente anche il Piano triennale di fabbisogno del personale, e dei piani esecutivi annuali, e lo sottopone all’approvazione del Consiglio di amministrazione, previa comunicazione alle Organizzazioni Sindacali rappresentative;

e) sottopone all’approvazione del Consiglio di amministrazione i Bilanci triennale ed annuale di previsione ed i consuntivi, predisposti dal Direttore generale;

f) cura, anche attraverso il Direttore generale, i rapporti esterni con Amministrazioni e Istituzioni pubbliche e private, con Istituzioni di ricerca e di cultura, a livello locale, nazionale, comunitario e internazionale;

g) adotta tutti gli altri atti espressamente previsti dallo Statuto e dai Regolamenti.

 

2. Il Presidente assicura il costante raccordo tra la funzione di programmazione scientifica della ricerca, propria del Consiglio Scientifico, quella di indirizzo e di programmazione generale delle attività, propria del Consiglio di Amministrazione, e quella di gestione, propria del Direttore Generale.

 

3. Il Presidente può adottare atti nelle materie di competenza del Consiglio di Amministrazione, individuate con delibera dello stesso Consiglio, nei casi di obiettiva urgenza. Tali atti, accompagnati da motivate e specifiche relazioni, sono trasmessi al Consiglio di Amministrazione nella prima riunione successiva ai fini della loro ratifica. Sono fatti salvi gli effetti di tali atti sino al momento dell’eventuale diniego di ratifica.

 

 

Art. 2 – Ufficio di supporto tecnico

 

1. Per la definizione degli atti di sua competenza, il Presidente può avvalersi di un ufficio di supporto tecnico, nonché di Consulenti ai quali può conferire specifici incarichi professionali, determinandone il compenso nei limiti complessivi di spesa stabiliti dal Consiglio di Amministrazione in sede di deliberazione del bilancio. Il personale del suddetto ufficio e i consulenti, dipendono funzionalmente dal Presidente e svolgono la propria attività secondo le direttive da lui impartite; con deliberazione del Consiglio di Amministrazione, su proposta del Presidente, vengono determinate le eventuali indennità aggiuntive per il personale dipendente del C.R.A.

 

 

 

Capo II – Il Consiglio di Amministrazione

 

 

Art. 3 – Competenze

 

1. Nell’espletamento dei compiti indicati nell’art. 9 dello Statuto e su proposta del Presidente, il Consiglio di Amministrazione :

a) delibera in materia di indirizzo strategico dell’azione delle strutture del C.R.A. ;

b) delibera in materia di accordi e convenzioni generali tra il C.R.A. e altri soggetti pubblici e privati, e nei casi in cui l’impegno finanziario a carico delle singole strutture del C.R.A. sia superiore al limite fissato dall’art. 22, comma 5, dello Statuto;

c) delibera in materia di costituzione o partecipazione del C.R.A. o di singole strutture di ricerca a consorzi, fondazioni e società con altri soggetti pubblici e privati;

d) delibera la costituzione di Commissioni di studio su argomenti di interesse del C.R.A.;

e) delibera, sentito il Direttore generale, sull’organizzazione dell’amministrazione centrale del C.R.A. nonché sul numero e sulle funzioni dei dirigenti;

f) delibera, in merito alla designazione dei rappresentanti del C.R.A. presso istituzioni scientifiche ed enti pubblici e privati, nazionali e internazionali;

g) delibera, sentito, per quanto di competenza, il Direttore Generale, la revoca dell’incarico ai Dirigenti e ai Direttori delle strutture di ricerca e delle eventuali organizzazioni territoriali e la successiva nomina di un commissario “ad acta” in caso di inerzia o di grave inosservanza delle direttive impartite;

h) delibera, sentito il Direttore Generale, la sospensione cautelare in caso di procedimento disciplinare o penale del dipendente;

i) adotta gli atti normativi e i relativi indirizzi interpretativi ed applicativi in materia di stato giuridico,di trattamento economico, di indizione di bandi di concorso e di selezione, di approvazione delle graduatorie di concorso, di assunzione, di affidamento e revoca degli incarichi, di comando, di mobilità tra enti, di trasferimento, distacco e assegnazione temporanea del personale del C.R.A.;

l) autorizza la stipula dei contratti collettivi nazionali decentrati;

m) autorizza lo svolgimento di incarichi ed attività extra-istituzionali dei Direttori e dei Dirigenti del C.R.A.;

n) può procedere all’annullamento degli atti e dei provvedimenti dei Dirigenti esclusivamente per motivi di legittimità;

o) adotta i disciplinari per la gestione delle borse di studio , delle borse di dottorato di ricerca e dei soggiorni dei ricercatori del C.R.A. presso qualificate istituzioni scientifiche italiane e straniere;

p) adotta, nel rispetto dei regolamenti, atti normativi generali concernenti il funzionamento del Consiglio di Amministrazione, del Consiglio Scientifico nonché del Comitato di valutazione di cui all’art. 6 dello Statuto e dell’Organo collegiale di valutazione e controllo strategico di cui al successivo art.34;

q) delibera la concessione del patrocinio del C.R.A. a manifestazioni ed iniziative scientifiche di particolare rilevanza per il sistema agricolo allargato e l'eventuale concessione di un contributo finanziario in caso di partecipazione attiva di ricercatori del C.R.A. a tali manifestazioni;

r) assume ogni altra determinazione espressamente attribuitagli dallo Statuto e dai Regolamenti.

 

2. Il Consiglio di Amministrazione si avvale, a fini consultivi ed istruttori, del Consiglio Scientifico, formulando allo stesso specifiche richieste.

 

 

Art. 4 – Funzionamento

 

1. Il Consiglio di Amministrazione si riunisce, su convocazione del Presidente, di norma presso la sede centrale o le strutture decentrate del C.R.A. Il calendario delle riunioni del Consiglio viene definito e pubblicizzato all’inizio di ogni trimestre. Riunioni straordinarie del Consiglio possono essere convocate in caso di effettiva urgenza o su richiesta motivata di 1/3 dei Componenti. L’avviso di convocazione, contenente l’ordine del giorno predisposto dal Presidente, è trasmesso almeno otto giorni prima della data della riunione, mentre la documentazione relativa ai diversi punti all’ordine del giorno è resa disponibile, anche attraverso mezzi telematici, almeno tre giorni prima di detta data. Il termine per l’avviso di convocazione può essere ridotto a tre giorni in caso di riunioni straordinarie, per motivi di urgenza e in caso di integrazione o modifiche all’ordine del giorno.

 

2. Il Presidente, sentito il Consiglio di Amministrazione, può designare tra i componenti del Consiglio di Amministrazione un Vice-Presidente che lo sostituisce nella presidenza delle riunioni del predetto organo in tutti i casi di impedimento; il Presidente può conferire al Vice Presidente specifiche deleghe.

 

3. Il Consiglio di Amministrazione è validamente costituito con la presenza di 2/3 dei Componenti ed esercita le proprie competenze nella sua collegialità. La mancata partecipazione ai lavori del Consiglio di un componente, che si protragga per oltre tre mesi e che ostacoli la funzionalità dell’organo, è comunicata, per il tramite del Presidente e per le decisioni di competenza, al Ministro delle politiche agricole e forestali.

 

4. Alle riunioni del Consiglio di Amministrazione partecipa, con funzioni consultive, il Direttore generale. Il Consiglio può richiedere l’intervento in seduta dei dirigenti competenti per specifiche materie e limitatamente alla trattazione delle stesse.

 

5. Le funzioni di segretario del Consiglio di Amministrazione sono esercitate dal responsabile dell’Ufficio di diretta Collaborazione con il Consiglio, di cui al successivo art. 10.

 

6. Il Consiglio di Amministrazione delibera su proposta del Presidente. Per le materie relative alla gestione amministrativa e alla organizzazione e funzionamento degli uffici dell’amministrazione centrale del C.R.A., specificamente individuate dai Regolamenti o da deliberazioni generali dello stesso Consiglio, le delibere sono adottate su proposta del Presidente, sentito il Direttore Generale. Le deliberazioni sono assunte a maggioranza assoluta dei presenti e, comunque, con almeno tre componenti favorevoli, tranne quelle relative alla definizione e modifica dello Statuto e dei Regolamenti, alla verifica della compatibilità finanziaria del piano triennale di attività e degli aggiornamenti annuali, ai bilanci e al ricorso al mercato finanziario per le quali è richiesto il voto favorevole della maggioranza dei Componenti. Nelle votazioni, in caso di parità, prevale il voto del Presidente.

 

7. Salvo che il Consiglio non disponga altrimenti, le delibere sono immediatamente esecutive, ad eccezione di quelle relative alla adozione e modifica dello Statuto e dei Regolamenti, per le quali si applicano le disposizioni di cui all’art.7 del decreto legislativo 454/1999, al piano triennale di attività e agli aggiornamenti annuali, per le quali si applicano le disposizioni di cui all’art. 4, commi 3 e 4, dello Statuto.

 

8. La pubblicità delle deliberazioni, in attuazione della normativa vigente e nel rispetto delle norme sulla privacy, è assicurata anche con mezzi telematici. Copie o estratti delle deliberazioni sono rilasciati a richiesta di chi vi ha interesse; il rilascio avviene a spese del richiedente, secondo le modalità stabilite dal Consiglio di Amministrazione. La pubblicità delle deliberazioni non è ammessa nei casi in cui essa possa arrecare danno a terzi ovvero all’ente.

 

9. Il verbale delle riunioni del Consiglio di Amministrazione, contenente una sintetica rappresentazione degli argomenti discussi, del nome degli intervenuti, delle opinioni espresse, delle determinazioni assunte e dell’esito delle votazioni, è sottoscritto dal Presidente e dal Segretario e viene presentato e, di norma, approvato nella riunione successiva. Ciascun Componente del Consiglio e il Direttore generale possono richiedere, durante la riunione, che siano inseriti a verbale il testo integrale del proprio intervento e, per i primi, la propria dichiarazione di voto.

 

 

 

Capo III – Il Consiglio scientifico

 

 

Art. 5 – Competenze

 

1.      Nell’esercizio dei compiti indicati nell’art. 10 dello Statuto, il Consiglio Scientifico :

a) può elaborare, su richiesta del Consiglio di Amministrazione, studi di prefattibilità di programmi di ricerca di cui al comma 3 dell’art. 8, fornendo altresì indicazioni di massima sulle risorse finanziarie ed umane necessarie per la loro realizzazione;

b) cura la predisposizione e l’aggiornamento di un elenco di esperti nazionali e stranieri per le aree scientifiche di interesse del C.R.A.; l’elenco degli esperti e i relativi curricula sono trasmessi periodicamente al Consiglio di Amministrazione ai fini della creazione di un albo di esperti da utilizzare per la nomina delle Commissioni di concorso per l’assunzione di personale e per gli altri adempimenti previsti dai Regolamenti;

c) avanza proposte al Consiglio di Amministrazione in merito alla individuazione dei settori scientifico-disciplinari e tecnologici da utilizzare per l’espletamento di concorsi pubblici per l’assunzione di personale del profilo di ricercatore e tecnologo e all’afferenza dei settori stessi alle singole aree scientifiche e tecnologiche del C.R.A.

d) svolge ogni altra attività consultiva e istruttoria su richiesta del Consiglio di Amministrazione, anche in materie non espressamente indicate nello Statuto e nei Regolamenti; in tali casi, la richiesta stabilisce il termine entro il quale il parere deve essere reso.

 

2.      Il parere del Consiglio Scientifico è obbligatorio per gli adempimenti di seguito indicati :

a) soppressione, fusione, trasformazione degli Istituti, Sezioni e strutture di cui all’Allegato I del D.L.vo 454/1999 e successive integrazioni e modificazioni;

b) creazione, soppressione e trasformazione delle strutture di ricerca derivanti dal piano di riorganizzazione di cui all’art. 20 dello Statuto;

c) assunzioni, per chiamata diretta e nel limite massimo del 2% dell’organico dei ricercatori e tecnologi, di figure professionali, italiane o straniere, corrispondenti al massimo livello contrattuale del personale di ricerca del C.R.A.;

d) deliberazioni del Consiglio di Amministrazione relative ai criteri generali per il conferimento degli incarichi di direzione delle strutture di ricerca del C.R.A.

 

 

Art. 6 – Modalità di costituzione e durata

 

1. Il Consiglio Scientifico è composto dal Presidente del C.R.A. e da 10 membri nominati dal Ministro delle politiche agricole e forestali, secondo le modalità indicate nell’art. 10 dello Statuto.

 

2. Il Consiglio di Amministrazione disciplina, con apposita deliberazione, l’elezione dei cinque membri interni di cui all’art.10, comma 1, dello Statuto, nel rispetto dei principi generali precisati nello stesso articolo e delle seguenti modalità:

a) l’elezione avviene sulla base della presentazione di candidature, con allegato un curriculum del candidato, entro una data limite stabilita dal Consiglio di Amministrazione; tali candidature, con allegati i curricula, sono rese pubbliche 30 giorni prima della data fissata per le elezioni;

b) è costituito un collegio unico per l’elezione dei cinque componenti interni scelti tra i ricercatori e tecnologi di ruolo del C.R.A.;

c) ciascun ricercatore e tecnologo a tempo indeterminato del C.R.A. vota nell’ambito di una delle aree scientifiche e tecnologiche definite dal Consiglio di Amministrazione;

d) l’afferenza dei ricercatori e tecnologi alle singole aree è determinata in rapporto all’appartenenza ai settori disciplinari, così come determinati ai sensi del successivo art. 60, comma 2;

e) ciascun elettore dispone di una preferenza;

f) le votazioni sono indette dal Presidente e si svolgono presso le strutture di ricerca individuate dal Consiglio e presso la sede centrale del C.R.A., con modalità anche di tipo telematico e nel rispetto della segretezza del voto; lo scrutinio dei voti viene effettuato presso la sede centrale del C.R.A. da una apposita Commissione elettorale nominata dal Presidente;

g) per l’elezione dei ricercatori o tecnologi viene formata una graduatoria unica in funzione dei voti riportati; sono dichiarati eletti i ricercatori o tecnologi di ruolo che hanno riportato il maggior numero di voti entro ciascuna delle aree scientifiche e tecnologiche di cui al precedente punto c);

h) alla proclamazione dei risultati e degli eletti si provvede con decreto del Presidente, trasmesso al Ministro delle politiche agricole e forestali per gli adempimenti di sua competenza.

 

3. Il Consiglio scientifico dura in carica  quattro anni. I Componenti del Consiglio possono essere confermati per una sola volta e non possono, durante il mandato, ricoprire incarichi di direzione di strutture di ricerca e di uffici dell’amministrazione centrale del C.R.A.

 

 

Art. 7 – Funzionamento

 

1. Il Consiglio Scientifico si riunisce, su convocazione del Presidente del C.R.A. o su richiesta di almeno 1/3 dei Componenti, di norma presso la sede centrale dell’ente. L’avviso di convocazione, contenente l’ordine del giorno predisposto dal Presidente, è trasmesso almeno otto giorni prima della data della riunione, mentre la documentazione relativa ai diversi punti all’ordine del giorno è resa disponibile, anche con l’ausilio di mezzi telematici, almeno tre giorni prima di detta data.

 

2. Il Presidente, sentiti i rispettivi Consigli, può designare tra i Componenti del Consiglio Scientifico o del Consiglio di Amministrazione un vice-Presidente che presiede le riunioni del Consiglio Scientifico in sua assenza.

3. Il Consiglio Scientifico è validamente costituito con la presenza di 2/3 dei membri ed esercita le proprie competenze nella sua collegialità.

 

4. Alle riunioni del Consiglio Scientifico può assistere il Direttore generale.

 

5. Le funzioni di Segretario del Consiglio Scientifico sono esercitate dal Responsabile dello specifico Ufficio di diretta collaborazione di cui al successivo art. 10.

 

6. Le delibere e i pareri del Consiglio Scientifico sono validamente espressi con il voto favorevole della maggioranza assoluta dei presenti, tranne le delibere relative al piano triennale di attività, agli aggiornamenti annuali e ai pareri di cui al comma 2, lettere a) e b) dell’art. 5, per le quali è richiesto il voto favorevole della maggioranza dei Componenti. Nelle votazioni, in caso di parità, prevale il voto del Presidente.

 

7. Il verbale delle riunioni del Consiglio Scientifico, contenente una sintetica rappresentazione degli argomenti discussi, del nome degli intervenuti, delle opinioni espresse, delle proposte approvate e dell’eventuale esito delle votazioni, è sottoscritto dal Presidente e dal Segretario e viene presentato e, di norma, approvato nella riunione successiva. Ciascun Componente del Consiglio Scientifico può richiedere, durante la riunione, che siano inseriti a verbale il testo integrale del proprio intervento e la propria dichiarazione di voto.

 

8. Il verbale definitivo delle riunioni del Consiglio Scientifico viene trasmesso al Direttore generale, il quale ne assicura l’invio ai Componenti il Consiglio di Amministrazione.

 

 

Art. 8 – Formazione del Piano Triennale e degli aggiornamenti annuali

 

1. Il Consiglio di Amministrazione stabilisce, sulla base degli indirizzi definiti dal Ministro delle politiche agricole e forestali in conformità a quanto prescritto dall’art. 2 del D.L.vo 454/99, le procedure di formazione del Piano Triennale di Attività, articolato in piani esecutivi annuali che contengono gli aggiornamenti per ciascuno dei tre anni di validità, nel rispetto delle prerogative del Consiglio Scientifico, di cui all’articolo 10 dello Statuto, e sulla base dei seguenti criteri:

a) riferimento alla situazione di partenza, al livello di raggiungimento degli obiettivi del piano precedente, alle prospettive strategiche e alle indicazioni contenute negli strumenti di programmazione della ricerca, a livello locale, nazionale e comunitario;

b) valutazione della domanda di ricerca e di sviluppo tecnologico proveniente dal mondo produttivo, dalle regioni e province autonome, dai consumatori e dai portatori di interessi, acquisita anche attraverso strutture  dell’Amministrazione centrale e/o iniziative specifiche individuate dal Consiglio di Amministrazione;

c) analisi di progetti di ricerca e di sviluppo realizzati o in fase di realizzazione da parte degli altri soggetti pubblici che operano nel campo della ricerca per il sistema agricolo allargato in ambito internazionale, comunitario, nazionale e regionale, al fine di determinare possibili collegamenti e/o integrazioni, e di individuare eventuali sviluppi;

d) valutazione critica delle attività e delle potenzialità di ricerca e sviluppo delle strutture afferenti al C.R.A.;

e) definizione delle linee programmatiche per l’attività di ricerca scientifica e tecnologica, di innovazione e di trasferimento tecnologico, per grandi aree scientifico-disciplinari e/o per grandi comparti produttivi.

 

2. Per la definizione delle linee programmatiche di cui alla lettera e) del comma precedente, il Consiglio Scientifico può avvalersi:

a) dell’apporto della comunità scientifica del C.R.A., secondo modalità definite dal Consiglio di Amministrazione e che possono prevedere anche conferenze periodiche per aree scientifiche o per particolari comparti produttivi;

b) del lavoro di specifiche commissioni di studio formate da esperti italiani e stranieri, la cui costituzione è deliberata dal Consiglio di Amministrazione, sentito il parere del Consiglio Scientifico.

 

3. Nell’ambito del piano triennale di attività e degli aggiornamenti annuali, i Programmi di ricerca promossi dal C.R.A. e realizzati in collaborazione con Università, enti di ricerca e imprese, si avvalgono, per gli aspetti relativi alla gestione finanziaria e contabile delle unità operative esterne, del supporto di una specifica unità organizzativa dell’amministrazione centrale.

 

4. L’adozione del piano triennale di attività avviene con delibera del Consiglio di Amministrazione e previa consultazione delle Organizzazioni sindacali per gli aspetti relativi al piano triennale di fabbisogno del personale, con i relativi piani esecutivi annuali, e al programma di valorizzazione delle risorse umane del C.R.A.

 

 

Capo IV – Il Collegio dei Revisori dei Conti

 

 

Art. 9 - Competenze e Funzionamento

 

1. Il Collegio dei revisori dei conti, ai sensi dell’articolo 2403 del codice civile, esercita il controllo sulla gestione complessiva dell’ente e vigila sulla corretta applicazione delle norme di amministrazione e contabilità.

 

2. Il Collegio stabilisce autonomamente la cadenza delle proprie riunioni e le regole del proprio funzionamento.

 

3. I revisori possono assistere alle sedute del Consiglio di Amministrazione.

 

4. Il Collegio può avvalersi, per lo svolgimento dei propri compiti, del supporto di apposito ufficio, da inquadrare tra gli Uffici di diretta collaborazione di cui al successivo art. 10.

 

 

Capo V - Norme Comuni

 

 

Art. 10 – Uffici di diretta collaborazione

 

1. Per lo svolgimento dei propri compiti, il Consiglio di Amministrazione, il Consiglio Scientifico e il Collegio dei Revisori dei Conti possono avvalersi di Uffici di diretta collaborazione, individuati e disciplinati dagli artt.32 e 33 del presente Regolamento.

 

2. Gli Uffici di diretta collaborazione, come pure l’Ufficio tecnico del Presidente di cui al precedente art. 2, svolgono funzioni di supporto agli organi e di raccordo tra questi e l’amministrazione centrale, con esclusione di qualsiasi attività gestionale dell’Ente.

 

 

 

 

Capo VI- Norme transitorie e finali

 

 

Art.11 – Aree scientifiche e tecnologiche per l’elezione dei Componenti interni del Consiglio Scientifico del C.R.A.

 

1. Entro trenta giorni dalla data di ultimazione delle procedure di inquadramento del personale del C.R.A., di cui al successivo art.781, il Consiglio di Amministrazione definisce le aree scientifiche e tecnologiche per l’elezione dei Componenti interni del Consiglio Scientifico, individuando per ciascuna di esse i settori scientifico-disciplinari e tecnologici afferenti, e l’elenco dei ricercatori e tecnologi in servizio presso gli Istituti e le altre strutture di ricerca cui all’allegato 1 al D.L.vo 454/1999, inclusi nelle singole aree.

 

2. Dopo quindici giorni dalla data di assunzione della delibera di cui al comma precedente, durante i quali i ricercatori e tecnologi in servizio possono segnalare eventuali omissioni ed errori o richiedere, allegando adeguata documentazione, l’inserimento in una area scientifica e tecnologica diversa da quella indicata nella proposta di cui al comma precedente, il Consiglio di Amministrazione delibera l’elenco definitivo degli elettori inclusi nelle diverse aree scientifiche e tecnologiche, la data e le modalità di espletamento delle elezioni, nel rispetto di quanto indicato dal precedente art. 6, comma 2.

 

3. Il Consiglio Scientifico, successivamente al suo insediamento, previsto entro quattro dalla data di ultimazione delle procedure di cui al comma 1, può proporre al Consiglio di Amministrazione una diversa definizione delle aree scientifiche e tecnologiche e/o una diversa afferenza dei settori scientifico-disciplinari e tecnologici alle singole aree. L’eventuale delibera in merito assunta dal Consiglio di Amministrazione, non inficia la legittimità e la durata del Consiglio Scientifico costituito con le modalità di cui ai commi precedenti.

 

 

Art.12 – Segretari degli Organi collegiali del C.R.A.

 

1. In attesa della costituzione degli Uffici di diretta collaborazione di cui al precedente art. 10, le funzioni di Segretario degli Organi collegiali sono svolte temporaneamente da personale dipendente, a tempo indeterminato o determinato, nominato dal Presidente .Con la nomina può essere prevista, previa deliberazione del Consiglio di Amministrazione, l’attribuzione di una indennità aggiuntiva al trattamento economico in godimento.

 

 

 


TITOLO II – Organizzazione e Funzionamento delle strutture di ricerca

 

 

 

Capo I – Principi generali

 

 

Art. 13 – Autonomia delle strutture di ricerca

 

1. Il C.R.A. definisce e organizza le proprie strutture di ricerca sulla base di un’elevata capacità operativa, caratterizzata da progettualità, concretezza realizzativa e prioritaria attenzione ai risultati da conseguire, attraverso criteri di flessibilità, funzionalità, di autonomia e responsabilizzazione dei singoli soggetti dell’organizzazione, assicurando al tempo stesso le più ampie sinergie delle stesse con le realtà territoriali in cui operano e con gli altri soggetti impegnati nella ricerca per il sistema agricolo, a livello nazionale e internazionale.

 

2. L’attività di ricerca scientifica e tecnologica del C.R.A. si svolge nelle strutture di ricerca di cui al successivo art. 17, nell’ambito della programmazione annuale e triennale dell’Ente e nel rispetto della libertà scientifica dei ricercatori e tecnologi che vi operano, così come definita dalla normativa vigente e dal contratto collettivo nazionale di lavoro.

 

3. Alle strutture di ricerca è garantita, in accordo con quanto previsto dallo Statuto, autonomia scientifica, amministrativa, organizzativa e di gestione, finanziaria e contabile nei limiti e con le modalità previste nel Regolamento di amministrazione e contabilità, nella definizione dei contenuti e degli obiettivi delle attività di ricerca e nella utilizzazione delle risorse umane e finanziarie e delle attrezzature scientifiche assegnate.

 

4. Nelle strutture di ricerca opera personale di ricerca, tecnico e amministrativo dipendente dal C.R.A. e personale associato alle attività delle strutture, di cui al successivo art. 51, proveniente da università, da enti di ricerca, nonché da altri enti, pubblici e privati.

 

5. Ogni struttura di ricerca è centro di responsabilità e centro di spesa ai sensi del Regolamento di amministrazione e  di contabilità del C.R.A.

 

6. Le strutture di ricerca localizzate nella stessa area territoriale, così come definita dal Consiglio di Amministrazione, potranno dotarsi di servizi amministrativi, tecnici, informatici e logistici comuni, secondo modalità stabilite dallo stesso  Consiglio di Amministrazione.

 

 

Art. 14 –Costituzione, soppressione e modificazione delle strutture di ricerca

 

1. Ciascuna struttura di ricerca, di cui al successivo art.17 , è costituita con atto del Presidente, a seguito di deliberazione del Consiglio di Amministrazione e previo parere del Consiglio Scientifico. Con l’atto costitutivo sono identificate le risorse finanziarie, umane e strumentali da trasferire alle strutture di ricerca per l’avvio delle attività istituzionali.

 

2. Con la stessa procedura di cui al comma 1 si provvede alla soppressione della struttura di ricerca o alla modificazione dell’atto costitutivo.

 

 

Art. 15 – Compiti delle Strutture di ricerca

 

1. Ogni struttura di ricerca svolge,  nel rispetto del piano triennale di attività del C.R.A. e  secondo modalità che garantiscano l’autonoma programmazione, attività di ricerca e di sperimentazione nei settori scientifici e tecnologici e relativamente alle tematiche definite di prioritario interesse nell’atto costitutivo, anche in collaborazione, previa convenzione, con strutture di ricerca di università e enti di ricerca, pubblici e privati, italiani, stranieri e internazionali.

 

2. Alle strutture di ricerca del C.R.A. possono essere affidati compiti di gestione e coordinamento di Programmi di ricerca nazionali, comunitari e internazionali.

 

3. Ogni struttura può svolgere attività di ricerca ad essa affidata, sulla base di convenzioni, da soggetti esterni, pubblici e privati, nonché  fornire servizi ad alto contenuto  scientifico e tecnologico a terzi in regime di diritto privato. I criteri generali per lo svolgimento di tali attività e per l’attribuzione dei compensi al personale che vi partecipa sono stabiliti dal Consiglio di Amministrazione, nel rispetto del Regolamento di amministrazione e di contabilità e della disciplina del contratto collettivo nazionale di lavoro.

La coerenza delle suddette convenzioni con gli obiettivi di ricerca propri della struttura deve essere verificata dal Consiglio Scientifico.

 

4. Le strutture di ricerca, nel raccordo con apposita struttura dell’amministrazione centrale, favoriscono i processi di trasferimento dei risultati anche attraverso l’integrazione con i sistemi dei servizi delle Regioni, secondo modalità stabilite dal Consiglio di Amministrazione.

 

5. D’intesa con l’Amministrazione centrale e all’interno dei programmi formativi pluriennali, le strutture di ricerca concorrono a svolgere, attività di formazione, di alta formazione post-universitaria, di formazione permanente, continua e ricorrente, di formazione superiore non universitaria, ai sensi dell’art. 8 , comma 1 – lettera a), del D.L.vo 454/1999 e secondo le modalità indicate ai successivi artt. 23 e 55. Queste attività , come pure quelle indicate ai commi precedenti, possono essere svolte anche attraverso la partecipazione ad iniziative comuni ad altri soggetti, di cui al Titolo V del presente Regolamento.

 

6. Per le finalità di cui ai commi precedenti, le strutture di ricerca interessate compiono tutti gli atti amministrativi e di diritto privato indispensabili per l’acquisizione dei beni e dei servizi necessari, nonché tutti gli atti utili per l’acquisizione e gestione del personale, a tempo determinato e indeterminato. Nelle materie di cui al presente comma, gli atti di competenza delle strutture di ricerca e quelli di competenza dell’amministrazione centrale sono individuati con deliberazione del Consiglio di Amministrazione.

 

 

Art. 16 – Valutazione delle Strutture di Ricerca

 

1. L’attività scientifica complessiva del C.R.A. e i risultati conseguiti dalle singole strutture di ricerca sono valutati dal Comitato di Valutazione di cui all’art.6 dello Statuto, secondo cadenze temporali, procedure e modalità operative stabilite con delibera del Consiglio di Amministrazione, tenuto conto dei criteri generali definiti dal Comitato di Indirizzo per la Valutazione della Ricerca (CIVR) di cui all’art.5 del D.L.vo 204/1998. I criteri di valutazione , resi noti a priori, dovranno risultare coerenti con le finalità e gli indirizzi assunti dal C.R.A.

 

2. Il Comitato di Valutazione è costituito con delibera del Consiglio di Amministrazione ed è composto da esperti di elevata qualificazione scientifica ed esperienza internazionale, esterni al C.R.A.

 

3. Il Comitato di Valutazione può avvalersi, previa deliberazione del Consiglio di Amministrazione, della collaborazione di esperti in particolari settori scientifici e tecnologici.

 

4. Dei risultati della valutazione si tiene conto in sede di programmazione e assegnazione delle risorse umane e finanziarie, nonché in sede di rinnovo degli incarichi di direzione e di revisione periodica delle strutture di ricerca, ai fini della loro conferma, trasformazione, fusione o soppressione.

 

 

 

Capo II – Strutture di Ricerca

 

 

Art. 17 – Individuazione delle strutture di ricerca

 

1. Sono strutture di ricerca del C.R.A.:

a) i Centri di ricerca.

b) le Unità di ricerca;

 

2. Il Centro di Ricerca si caratterizza per la multidisciplinarietà degli approcci scientifici, per l’ampiezza e la rilevanza delle tematiche scientifiche e/o delle problematiche produttive affrontate. Esso si qualifica come punto di riferimento nel panorama nazionale e internazionale della ricerca nel settore; a tal fine viene dotato di strutture e attrezzature altamente innovative e comparabili con quelle esistenti presso i più qualificati centri di ricerca nazionali e internazionali. Il Centro di ricerca si rapporta con le amministrazioni pubbliche locali e le forze produttive, economiche e sociali di maggior rilevanza sul territorio.

 

3. L’Unità di Ricerca costituisce la struttura di base dell’attività scientifica e tecnologica del C.R.A., in grado di promuovere, progettare e realizzare, autonomamente o in collaborazione con altri soggetti, un programma di ricerca in uno specifico settore scientifico, tecnologico o produttivo di interesse del C.R.A., in base al piano triennale di attività e agli aggiornamenti annuali. E’ dotata di ricercatori, tecnologi, tecnici e amministrativi e delle strutture e attrezzature necessarie per il conseguimento dei propri obiettivi.

 

4. Il Consiglio di Amministrazione può deliberare, anche sulla base delle risultanze del piano di riorganizzazione della rete scientifica di cui all’art. 20 dello Statuto, modificazioni ed integrazioni circa le norme e l’articolazione delle strutture di ricerca indicate nel presente Capo. Tali modificazioni sono sottoposte all’approvazione del Ministero vigilante.

 

5. I Centri e le Unità di ricerca possono avvalersi di aziende agrarie per lo svolgimento delle attività di ricerca e di sperimentazione in campo.

In considerazione della complessità di gestione e previa deliberazione del Consiglio di Amministrazione, alcune aziende agrarie possono essere individuate come centri di responsabilità di secondo livello e centri di spesa, ai sensi del regolamento di amministrazione e di contabilità.  In tutti gli altri casi, i bilanci annuali delle strutture di ricerca debbono evidenziare, in documenti allegati, le  entrate e le uscite imputabili alle aziende agrarie, ai fini della valutazione  e del monitoraggio dei costi di gestione delle stesse.

 

 

Art. 18 –Costituzione del Centro di Ricerca

 

1. Il Centro di ricerca è costituito con le modalità indicate al precedente art. 14, comma 1, in presenza di un numero minimo di trenta ricercatori. Con l’atto costitutivo sono definiti i settori scientifici, tecnologici e/o produttivi e le tematiche di ricerca di prioritario interesse del Centro, la sede, le aziende agrarie e i beni patrimoniali dati in gestione, l’eventuale afferenza delle Unità di ricerca di cui al successivo art. 21.

 

2. Il Centro di ricerca è centro di responsabilità di primo livello e centro di spesa, ai sensi del regolamento di amministrazione e di contabilità del C.R.A.

 

3. Per lo svolgimento dei compiti di ragioneria, nonché dei compiti di acquisizione delle entrate , di erogazione delle spese e di tenuta dell’inventario patrimoniale, presso il Centro di ricerca è costituita una segreteria amministrativa, ufficio di supporto amministrativo e contabile. La segreteria amministrativa, in collaborazione con lo specifico Ufficio dell’amministrazione centrale, cura anche la predisposizione degli atti relativi al personale operante presso il Centro di ricerca.

 

4. L’attività di ricerca del Centro, e delle eventuali Unità di ricerca afferenti, è valutata dal Comitato di Valutazione di cui al precedente art. 16.

 

 

Art. 19 – Articolazione del Centro di Ricerca

 

1. Il Centro di ricerca, localizzato in unica sede, può essere articolato in gruppi di ricerca, differenziati per settore scientifico-disciplinare e/o produttivo,  e in strutture tecniche di servizio, tra le quali rientrano anche le aziende agrarie e i servizi per le “analisi di revisione”. Ai gruppi di ricerca e alle strutture tecniche di servizio, ad eccezione delle aziende agrarie individuate come centri di responsabilità e centri di spesa ai sensi dell’art.17, comma 5, è riconosciuta autonomia operativa, ma non di spesa, nell’ambito della programmazione delle attività del Centro e delle risorse dallo stesso assegnate.

 

2. I gruppi di ricerca e le strutture tecniche di servizio sono costituiti con autonoma determinazione del Direttore del Centro di ricerca, che provvede ad assegnare alle suddette articolazioni il personale di ricerca e il personale tecnico del C.R.A. e quello eventualmente associato alle attività del Centro.

 

3. Al ricercatore responsabile del gruppo di ricerca, al ricercatore, tecnologo o tecnico responsabile della struttura tecnica di servizio e al funzionario di amministrazione responsabile della segreteria amministrativa è attribuita, con delibera del Consiglio di Amministrazione, su proposta del Direttore del Centro e sentito il Direttore generale, una indennità di carica sulla base di quanto previsto dal contratto collettivo nazionale di lavoro.

 

 

 

Art. 20 – Direttore del Centro di Ricerca

 

1. Il Direttore del Centro di ricerca è responsabile delle attività del Centro, sia sul piano della ricerca e dei suoi risultati che su quello finanziario. A tal fine :

a) adotta, sulla base delle indicazioni  e dei vincoli contenuti nel piano triennale di attività del C.R.A. e avvalendosi della collaborazione dei Direttori delle Unità di ricerca afferenti e dei Responsabili dei gruppi di ricerca eventualmente costituiti,  il programma annuale e triennale delle attività del Centro e delle Unità di ricerca, che comprende anche le attività svolte in affidamento, previa convenzione, da soggetti esterni, di cui all’art.15, comma 3; nella formulazione di detti programmi dovrà essere assicurata e favorita la partecipazione dei ricercatori operanti presso il Centro e le Unità di ricerca afferenti;

b) adotta gli atti di costituzione dei gruppi di ricerca e delle strutture tecniche di servizio, comprese le aziende agrarie, e di organizzazione della segreteria amministrativa; nomina i relativi responsabili, con poteri di revoca dell’incarico; la durata di detti incarichi non può eccedere quella del mandato di Direzione;

c) predispone, avvalendosi della collaborazione dei Direttori delle Unità di ricerca, il bilancio preventivo, le relative variazioni di bilancio e il bilancio consuntivo del Centro e delle Unità di ricerca afferenti, nel rispetto delle modalità e dei tempi indicati nello Statuto e nel Regolamento di amministrazione e di contabilità;

d) adotta, gli atti di associazione di ricercatori alle attività del Centro e di conferimento degli incarichi di ricerca;

e) adotta gli atti amministrativi di competenza del centro di ricerca, ivi compresi quelli che impegnano la struttura verso l’esterno, con i limiti stabiliti dall’art. 22, comma 5, dello statuto.

 

2. Il Direttore del Centro di ricerca è nominato con decreto del Presidente, previa deliberazione del Consiglio di amministrazione e sulla base di una selezione pubblica su bando, affidata ad una commissione di 3 esperti, anche stranieri, di alta qualificazione scientifica nei settori di interesse del Centro, scelti nell’albo di cui al precedente art.5, comma 1, lettera b). La selezione avviene con valutazione comparativa dei curricula scientifici e professionali presentati, eventualmente integrata da un colloquio. In caso di conferimento dell’incarico a ricercatori non dipendenti del C.R.A., il Consiglio di Amministrazione condiziona la nomina alla concessione di aspettativa da parte dell’ Amministrazione di provenienza. Il rapporto di lavoro del Direttore del Centro è regolato con contratto di diritto privato di durata massima quadriennale, rinnovabile una sola volta, in presenza di valutazione positiva formulata dal Comitato di cui al precedente art.16, stipulato dal Presidente del C.R.A., previa deliberazione del Consiglio di Amministrazione.. Nel contratto sono stabiliti l’oggetto, gli obiettivi da conseguire, la durata dell’incarico, il trattamento economico onnicomprensivo e la periodicità della valutazione dell’attività svolta da parte del Comitato di cui al precedente art.16. Al termine dell’incarico al Direttore, se dipendente del C.R.A., è riconosciuta  per intero l’anzianità maturata nel profilo e livello di provenienza. Con  la stipula di apposite convenzioni potrà essere disciplinata l’estensione di quest’ultima norma ai Direttori provenienti da altre amministrazioni ed enti pubblici di ricerca. Il Consiglio di amministrazione delibera, sei mesi prima della scadenza del rapporto di lavoro e al verificarsi dei casi indicati al successivo comma 3, la pubblicazione del nuovo bando di concorso al fine di assicurare la necessaria continuità della funzione di direzione.

 

3. In caso di revoca dell’incarico, per valutazioni negative espresse dal Comitato di cui al precedente art. 16, o di dimissioni del Direttore prima del termine del quadriennio, il Consiglio di Amministrazione delibera la nomina di un incaricato per un periodo massimo di sei mesi, in attesa dell’espletamento delle procedure concorsuali di cui al comma precedente.

 

Art. 21 – Costituzione dell’Unità di Ricerca

 

1. L’Unità di ricerca è costituita con le modalità indicate al precedente art. 14, comma 1, in presenza di un numero minimo di dieci ricercatori. Con l’atto istitutivo sono definiti i settori scientifici e/o produttivi e le tematiche di ricerca di interesse della struttura, la sede, le eventuali aziende agrarie e i beni patrimoniali dati in gestione. Con la stessa deliberazione viene altresì stabilita l’afferenza temporanea dell’Unità di ricerca ad uno dei Centri di ricerca di cui al precedente art. 18, ai fini della programmazione dell’attività scientifica e tecnologica e della predisposizione del bilancio preventivo, delle relative variazioni di bilancio e del bilancio consuntivo.

 

2. L’Unità di ricerca è centro di responsabilità di secondo livello e centro di spesa, ai sensi del Regolamento di amministrazione e di contabilità.

 

3. Il Consiglio di Amministrazione, previo parere del Consiglio Scientifico, può deliberare la trasformazione dell’Unità di ricerca o la fusione di più Unità di ricerca in un Centro di ricerca, qualora sussistano le condizioni di cui al comma 2 dell’art.17 e al comma 1 dell’ art.18.

 

 

Art.22 – Organizzazione dell’Unità di Ricerca

 

1. Il Direttore dell’Unità di ricerca può costituire gruppi di ricerca e strutture tecniche di servizio analogamente a quanto previsto per i Centri di ricerca dal precedente art. 19, commi 1 e 2.

 

2. Presso l’Unità di ricerca è costituito un ufficio amministrativo con compiti di ragioneria, di acquisizione delle entrate, di erogazione delle spese e di tenuta dell’inventario patrimoniale. L’ufficio amministrativo cura, in collaborazione con lo specifico Ufficio dell’amministrazione centrale del C.R.A., la predisposizione degli atti relativi al personale operante presso l’Unità di ricerca.

 

3. Il Direttore dell’Unità di ricerca è nominato dal Presidente del C.R.A., previa deliberazione del Consiglio di Amministrazione, sulla base dei risultati di un concorso pubblico effettuato secondo modalità stabilite dal Consiglio di Amministrazione. L’incarico ha la durata di quattro anni, eventualmente rinnovabile per una sola volta e in presenza di valutazioni positive formulate dal Comitato di cui al precedente art. 16.  In caso di valutazione negativa, adottata con deliberazione del Consiglio di Amministrazione, si può procedere nei confronti del Direttore, anche prima della scadenza del quadriennio, alla revoca dell’incarico.

 

4. In caso di dimissioni o revoca dell’incarico prima del termine del quadriennio e in attesa dello svolgimento delle procedure del concorso di cui al precedente comma, le funzioni del Direttore sono svolte, per un periodo massimo di sei mesi, dal ricercatore di ruolo dell’Unità di ricerca con maggiore anzianità di servizio nel livello più elevato.

 

5. Al Direttore dell’Unità di ricerca, se dipendente C.R.A., oltre al mantenimento del trattamento economico in godimento è corrisposta una indennità di carica commisurata alla  complessità della gestione scientifica, organizzativa, amministrativa e patrimoniale della struttura, il cui importo è stabilito dal Consiglio di Amministrazione nel rispetto della disciplina del contratto collettivo nazionale di lavoro. Se dipendente di altra amministrazione  o di altro ente pubblico o privato, oltre all’indennità di cui sopra, spetta il trattamento economico in godimento presso l’amministrazione di provenienza, erogato dal C.R.A.. Il Consiglio di Amministrazione  subordina la nomina dei ricercatori non dipendenti dal C.R.A. all’approvazione della richiesta di aspettativa presentata all’amministrazione di appartenenza. Al termine dell’incarico, al Direttore  dipendente del C.R.A. è riconosciuta per intero l’anzianità maturata nel profilo e livello di provenienza. Con la stipula di apposite convenzioni, potrà essere disciplinata l’estensione di quest’ultima norma ai Direttori provenienti da altre amministrazioni ed enti pubblici di ricerca.

 

6. Il Direttore dell’Unità di ricerca:

a) è responsabile della predisposizione e della realizzazione  delle attività scientifiche dell’Unità di ricerca, nell’ambito della programmazione delle attività del Centro di ricerca cui l’Unità afferisce; nella predisposizione dei programmi di ricerca dell’Unità il Direttore si avvale della collaborazione dei responsabili dei gruppi di ricerca eventualmente costituiti; in ogni caso, dovrà essere assicurata e favorita la partecipazione dei ricercatori operanti presso la struttura;

b) adotta gli atti amministrativi di competenza dell’Unità di ricerca, ivi compresi quelli che impegnano la struttura  verso l’esterno, nel rispetto delle modalità indicate nel Regolamento di amministrazione e di contabilità; in particolare, per le convenzioni e gli ordinativi di spesa che singolarmente superano l’importo di 51.500,00 Euro è richiesta la preventiva autorizzazione del Direttore del Centro di ricerca cui afferisce l’Unità;

c) adotta gli atti di costituzione dei gruppi di ricerca e delle strutture tecniche di servizio;

d) nomina il responsabile dell’azienda agraria, dell’ufficio amministrativo e degli eventuali gruppi di ricerca e strutture tecniche di servizio tra il personale assegnato alla struttura, con poteri di revoca dell’incarico; in nessun caso la durata dell’incarico può superare quella del mandato del Direttore dell’Unità di ricerca;

e) adotta gli atti di associazione di ricercatori esterni alle attività dell’Unità di ricerca e di conferimento degli incarichi di ricerca, secondo le modalità indicate al successivo art.51. Ai responsabili di cui alla precedente lettera d) e al ricercatore incaricato dalla direzione, ai sensi del precedente comma 4, è attribuita , con delibera del Consiglio di Amministrazione, su proposta del Direttore dell’Unità di ricerca e sentito il Direttore generale, una indennità di carica sulla base di quanto previsto dal contratto collettivo nazionale di lavoro.

 

 

 

CAPO  III – Formazione dei giovani, promozione e sostegno della ricerca

 

 

Art. 23 – Borse di studio, dottorato di ricerca e soggiorni di studio

 

1. Ai fini della formazione tecnico-scientifica di giovani diplomati e laureati, i Centri e le Unità di ricerca possono provvedere, con le risorse del proprio bilancio, alla concessione di borse di studio nel rispetto delle disposizioni contenute in apposito disciplinare deliberato dal Consiglio di Amministrazione e dei seguenti principi:

a) le borse di studio hanno durata annuale, rinnovabile fino ad un massimo di tre anni; l’importo annuale della borsa di studio, diversificato per tipologia, è fissato periodicamente con delibera del Consiglio di Amministrazione;

b) le borse di studio possono essere assegnate a giovani in possesso del diploma di scuola media superiore, a giovani in possesso del diploma di laurea e della laurea breve, a laureati e a dottori di ricerca; il Consiglio di Amministrazione stabilisce periodicamente l’età massima per la partecipazione al concorso per ciascuna tipologia di borsa;

c) i bandi, da indire con adeguata pubblicità, debbono contenere indicazioni circa l’età massima per la partecipazione al concorso, il titolo di studio richiesto, la sede di fruizione della borsa, la tematica e le prove da sostenere, i titoli valutabili e i criteri di valutazione degli stessi;

d) le Commissioni di selezione sono formate con atto del Direttore del Centro o dell’Unità di ricerca e  sono composte da tre esperti, di cui almeno due esterni alla struttura di ricerca scelti nell’albo di cui al precedente art.5, comma 1, lettera b); le procedure di selezione per l’assegnazione di tali borse sono svolte presso il Centro o l’Unità di ricerca interessata al bando, che fornisce il necessario supporto amministrativo e finanziario;

e) i vincitori delle borse di studio devono svolgere la propria attività di ricerca presso la sede del Centro o dell’Unità di ricerca; il bando può altresì prevedere la frequenza, per un periodo parziale , presso una qualificata istituzione di ricerca italiana o straniera.

 

2. Per ciascun esercizio finanziario, il numero complessivo di borse di studio da bandire e in atto presso la struttura di ricerca non può superare il 15 per cento del personale con profilo di ricercatore, di tecnologo e di collaboratore tecnico in servizio presso la struttura.

 

3. Il C.R.A. può contribuire, con proprie borse, allo svolgimento di corsi di dottorato di ricerca istituiti dalle università italiane ai sensi dell’art.4 della legge 210/1998; a tal fine, le strutture di ricerca del C.R.A. interessate stipulano apposite convenzioni con le università che attivano corsi di dottorato, nelle quali deve essere previsto lo svolgimento, presso le strutture scientifiche del C.R.A., di attività di ricerca finalizzate alla formazione dei dottori di ricerca e la partecipazione di ricercatori  del C.R.A. ai collegi di dottorato, alle commissioni di accesso ai corsi e alle commissioni di valutazione finale per il conseguimento del titolo di dottore di ricerca.

 

4. Le convenzioni di cui al comma precedente possono essere precedute da una convenzione quadro stipulata dal C.R.A. con la Conferenza dei Rettori delle università italiane.

 

5. Il Consiglio di Amministrazione definisce periodicamente i criteri per l’attivazione di borse di studio e di dottorato di ricerca in particolari settori scientifici, tecnologici e produttivi, ferme restando le borse attivate direttamente dalle strutture di ricerca del C.R.A. di cui ai precedenti commi. In questo caso, la selezione delle domande è affidata a commissioni di esperti nominate dal Consiglio di Amministrazione e l’adozione degli atti necessari spetta al competente ufficio dell’amministrazione centrale del C.R.A. La durata e i requisiti per l’assegnazione delle borse di cui al presente comma sono gli stessi indicati per le strutture di ricerca al precedente comma 1, lettere a)-b)-c), e comma 3.

 

6. Autonomamente o su proposta dei Direttori delle strutture di ricerca, il Consiglio di Amministrazione può finanziare, compatibilmente con le dotazioni di bilancio, soggiorni  di ricercatori e tecnologi del C.R.A. presso qualificate strutture di ricerca italiane e straniere. La durata minima e massima dei soggiorni, l’entità del contributo finanziario e le modalità di presentazione e selezione delle domande sono stabilite con apposita delibera del Consiglio di Amministrazione.

 

 

Art. 24 – Sostegno alle iniziative di ricerca

 

1. Il Consiglio di Amministrazione del C.R.A. può concedere il patrocinio a manifestazioni scientifiche e, nei limiti annualmente stabiliti in sede di approvazione del bilancio preventivo, può contribuire al sostegno finanziario di iniziative scientifiche di particolare interesse per il progresso della ricerca nel settore agricolo, agroindustriale, ittico e forestale. In particolare, il Consiglio di Amministrazione definisce con propria deliberazione i criteri generali e le procedure di finanziamento per le seguenti iniziative:

a) organizzazione di congressi, convegni, seminari e corsi che prevedono la partecipazione attiva di ricercatori e tecnologi del C.R.A.;

b) stampa di monografie, volumi e pubblicazioni periodiche di rilevante interesse scientifico per il sistema agricolo allargato.

 

2. La concessione di finanziamenti per le iniziative di cui al comma precedente è subordinata alla chiara indicazione che le stesse vengono realizzate con il contributo del C.R.A.

 

 

 

Capo V – Norme Transitorie e Finali

 

 

Art. 25 –  Direzione delle Strutture di ricerca

 

1. Le modalità di conferimento degli incarichi di direzione delle strutture di ricerca del C.R.A. indicate nel presente titolo, entrano in vigore a partire dalla data di adozione dei singoli provvedimenti relativi al piano di riorganizzazione della rete scientifica del C.R.A., di cui all’art. 20 dello statuto.

 

2. Gli ex Direttori ordinari e straordinari e i ricercatori con incarico o responsabilità di direzione degli Istituti di ricerca e sperimentazione agraria e delle relative Sezioni operative e gli ex Direttori delle Strutture di cui all’allegato 1 del D.L.vo 454/1999, in servizio alla data di approvazione dello Statuto e dei Regolamenti, con delibera del Consiglio di Amministrazione possono essere confermati nell’incarico fino alla data di ultimazione delle procedure di inquadramento del personale nei ruoli organici del C.R.A., di cui al successivo art. 78.

 

3. Al termine delle procedure di inquadramento del personale, il Consiglio di Amministrazione delibera il conferimento temporaneo, fino alla data di adozione dei singoli provvedimenti relativi al piano di riorganizzazione della rete scientifica del C.R.A., degli incarichi di direzione degli  Istituti di ricerca e sperimentazione agraria, delle relative Sezioni operative e delle Strutture di cui all’allegato 1 del D.L.vo 454/1999, al personale con profilo di ricercatore del ruolo organico del C.R.A.

 

4. Ai Direttori di cui ai precedenti commi 2 e 3 appartenenti al ruolo organico del C.R.A. è corrisposta, limitatamente alla durata dell’incarico, una indennità di carica aggiuntiva al trattamento economico in godimento, il cui ammontare è stabilito dal Consiglio di Amministrazione sulla base di quanto previsto dal contratto collettivo nazionale di lavoro, tenuto conto delle attività  di ricerca  e della complessità di gestione della struttura.

 

5. Fino alla attuazione del piano di riorganizzazione della rete scientifica di cui all’art. 20 dello statuto, tutti gli accordi e le convenzioni tra le strutture di ricerca e altri soggetti pubblici e privati sono attivati a seguito di deliberazioni del Consiglio di Amministrazione.

 

 

Art. 26 – Organizzazione provvisoria delle Strutture di ricerca

 

1. Dalla data di approvazione dello statuto e dei regolamenti, gli Istituti e le Strutture indicati nell’allegato 1 del D.L.vo 454/99 sono assimilati ai Centri di ricerca; dalla stessa data, le Sezioni operative periferiche e centrali degli Istituti di ricerca e sperimentazione agraria sono assimilate , rispettivamente, alle Unità di ricerca e ai Gruppi di ricerca.

 

2. Entro quarantacinque giorni dalla data di approvazione dello Statuto e dei Regolamenti, il Consiglio di Amministrazione delibera la costituzione temporanea di strutture di ricerca periferiche dell’Istituto di sperimentazione per la Pioppicoltura, da assimilarsi alle Unità di ricerca di cui ai precedenti artt. 21 e 22, e la nomina temporanea dei rispettivi Direttori.

 

3. Le strutture di cui ai commi precedenti restano in vigore sino alla data di adozione dei singoli provvedimenti relativi al piano di riorganizzazione della rete scientifica di cui all’art. 20 dello Statuto.

 

4. Nell’adozione degli atti relativi all’amministrazione, alla predisposizione dei bilanci e delle eventuali variazioni, alla programmazione delle attività di ricerca, all’associazione dei ricercatori e alla nomina dei responsabili delle strutture tecniche di servizio, i Direttori di cui al comma 2 e al precedente art.25 , commi 2 e 3, si atterranno a quanto stabilito in materia dai precedenti artt. 20 e 22.

 

 

Art. 27 –Trattamento economico del personale e controllo amministrativo-contabile delle strutture di ricerca

 

1. Dopo l’approvazione dello Statuto e dei Regolamenti e in attesa della organizzazione degli uffici dell’amministrazione centrale del C.R.A. e della completa informatizzazione del sistema amministrativo–contabile, gli Istituti di ricerca e sperimentazione agraria e gli altri Istituti e Strutture di ricerca inclusi nell’allegato 1 del D. lgs. 454/1999 provvedono, con le risorse del proprio bilancio, alla erogazione del trattamento economico al personale dagli stessi assunto a tempo determinato e, sino alla conclusione delle procedure di inquadramento del personale nei ruoli organici del C.R.A., a tempo indeterminato. A seguito della stipula di apposita convenzione, il trattamento economico del personale inquadrato nei ruoli organici del C.R.A. è erogato, fino alla data stabilita nella convenzione stessa, dagli Uffici Provinciali del Tesoro.

 

2. Gli Istituti di cui al comma precedente predispongono il bilancio consuntivo relativo all’anno 2001 sulla base delle modalità in vigore prima dell’approvazione dello Statuto e dei Regolamenti ; gli stessi Istituti provvedono a trasmettere al Direttore generale del C.R.A. entro il termine stabilito dal Consiglio di Amministrazione, copia dei bilanci consuntivi del triennio 1998-2000.

 

3. Entro trenta giorni dalla data di approvazione dello Statuto e dei Regolamenti, gli Istituti di cui al precedente comma 1 trasmettono al Direttore generale del C.R.A. il bilancio preventivo dell’anno 2002, predisposto con le modalità in vigore prima dell’approvazione dello Statuto e dei Regolamenti, per la relativa approvazione. Con  successive deliberazioni del Consiglio di Amministrazione sono trasferite le competenze previste dal Regolamento di amministrazione e di contabilità alle strutture di ricerca e sono precisate le date e le modalità di presentazione delle proposte di variazione e di assestamento di bilancio.

 

4. Dalla data di approvazione dello Statuto e dei Regolamenti e sino alla completa organizzazione degli uffici dell’amministrazione centrale, il controllo amministrativo-contabile degli Istituti di cui al precedente comma 1 è affidato al Collegio dei Revisori dei Conti del C.R.A., il quale può avvalersi di collaboratori, previa delibera del Consiglio di Amministrazione e sentito il Direttore generale.

 

 

 

 

Art. 28 – Mobilità del personale tra Strutture di ricerca del C.R.A.

 

1. Entro sessanta giorni dalla data di approvazione dello Statuto e dei Regolamenti, il personale di ruolo operante presso gli Istituti e le strutture di ricerca di cui all’All.1 del D.L.vo 454/99, può presentare al Consiglio di Amministrazione  motivata richiesta di trasferimento presso altra struttura di ricerca del C.R.A., allegando adeguata documentazione e l’eventuale dichiarazione favorevole del Direttore della struttura di ricerca presso la quale si richiede il trasferimento.

 

2. Entro trenta giorni dal termine fissato dal precedente comma, il Consiglio di Amministrazione delibera in merito alle richieste di trasferimento tenuto conto delle motivazioni addotte e della necessità di accrescere la massa critica di personale presso le singole strutture di ricerca.

 

 

Art.29 – Fondazioni

 

1. All’atto dell’approvazione dello Statuto e dei Regolamenti, il Consiglio di Amministrazione definisce, con apposita delibera, le modalità di gestione del patrimonio e delle attività delle Fondazioni afferenti agli Istituti di ricerca e sperimentazione agraria e lo “status” del relativo personale dipendente, nel rispetto delle norme statutarie delle fondazioni stesse.

 


TITOLO III – Organizzazione e funzionamento degli uffici dell’Amministrazione centrale del C.R.A.

 

 

 

Capo I – Principi generali

 

 

Art. 30 – Definizione dell’Amministrazione centrale

 

1. Il Presente titolo disciplina le linee fondamentali di organizzazione degli uffici dell’amministrazione centrale del C.R.A.; individua gli uffici di maggiore rilevanza, ne determina le competenze e disciplina i modi di conferimento della titolarità dei medesimi.

 

2. Per amministrazione centrale si intende il complesso degli uffici che svolgono le funzioni attribuite al C.R.A. dal decreto legislativo 454/1999, esplicitate dall’art. 2 dello Statuto, non attribuite alle strutture di ricerca.

 

3. Tutti gli atti, amministrativi e di diritto privato, di organizzazione degli uffici e del lavoro dell’amministrazione centrale, sono adottati, nel rispetto dei principi generali indicati nell’art. 16, comma 2, dello Statuto. Inoltre, il C.R.A. può costituire, per lo svolgimento delle proprie attività istituzionali e di ogni altra attività connessa, strutture esterne, anche nella forma di società di diritto privato, con controllo dell’ente e con possibile partecipazione di altri soggetti, pubblici e privati. La costituzione di tali strutture è deliberata dal Consiglio di Amministrazione.

 

4. L’amministrazione centrale costituisce un unico centro di spesa ai sensi del regolamento di amministrazione e di contabilità del C.R.A..

 

 

Art. 31 – Compiti dell’amministrazione centrale

 

1. Sono compiti dell’amministrazione centrale del C.R.A.:

a) il supporto agli organi collegiali;

b) la programmazione e valorizzazione delle risorse umane e professionali, finanziarie e patrimoniali;

c) l’attivazione e la gestione degli strumenti di monitoraggio e valutazione dei costi, dei rendimenti e dei risultati;

d) il supporto tecnico e amministrativo per il funzionamento delle strutture di ricerca;

e) il supporto tecnico e amministrativo allo svolgimento dei compiti istituzionali, così come definiti dall’art. 2 dello Statuto;

f) il supporto tecnico e amministrativo allo svolgimento dei compiti di monitoraggio e valutazione delle attività di ricerca del C.R.A.;

g) l’insieme dei servizi tecnici riguardanti l’elaborazione dati, le reti di comunicazione, i compiti di prevenzione e protezione di cui al D.L.vo n. 626/94 e successive modificazioni e integrazioni, la consulenza legale e giuridico-amministrativa e il contenzioso, il supporto alle attività di valutazione e gestione dei brevetti, le relazioni con il pubblico e con altre istituzioni, nazionali e internazionali, le funzioni di ragioneria, il patrimonio, l’acquisizione del personale in servizio presso l’amministrazione centrale, nonché la gestione economica e giuridica di tutto il personale del C.R.A., le relazioni sindacali, i servizi generali della sede centrale;

h) tutte le altre funzioni attribuitegli dallo Statuto e dai Regolamenti.

2. I compiti di cui alle lettere b) e c) del comma 1 sono attribuiti al Direttore generale che li svolge attraverso la Direzione generale di cui al successivo art. 35, comma 3.

 

3. Tutti gli altri compiti dell’amministrazione centrale sono attribuiti ai livelli organizzativi di cui al successivo art. 37.

 

 

 

Capo II – Organizzazione degli uffici dell’amministrazione centrale

 

 

Art. 32 - Uffici di diretta collaborazione con gli organi del C.R.A.

 

1. Gli Uffici di diretta collaborazione con gli organi del C.R.A., costituiti sulla base delle disposizioni del presente Capo, sono posti alle dirette dipendenze dei rispettivi organi e svolgono esclusivamente le funzioni di supporto e di raccordo tra gli organi e l’amministrazione, di cui all’art. 14, comma 2, del D.L.vo n. 165/2001 e successive modificazioni e integrazioni.

 

2. E’ escluso lo svolgimento da parte degli Uffici di diretta collaborazione di attività gestionali rientranti nelle competenze degli Uffici di cui ai successivi articoli 35, comma 3, e 37.

 

3. Il complesso degli Uffici di diretta collaborazione costituisce un unico centro di responsabilità, ai sensi del regolamento di contabilità, affidato al Presidente.

 

 

Art. 33 – Individuazione e disciplina degli Uffici di diretta collaborazione

 

1. La individuazione degli Uffici di diretta collaborazione e la determinazione dei relativi compiti, nonché della eventuale indennità da corrispondere ai responsabili, è effettuata con deliberazione del Consiglio di Amministrazione, su proposta del Presidente, sentito il Direttore generale.

 

2. I responsabili degli Uffici di diretta collaborazione dipendono funzionalmente dagli organi a cui sono preposti e svolgono la propria attività secondo le direttive dagli stessi impartite.

 

 

Art. 34 – Valutazione e controllo strategico

 

1. La funzione di valutazione e controllo strategico di cui al D.L.vo 30/7/1999, n. 286 è assicurata da un organo collegiale composto da tre esperti, di cui almeno due esterni al C.R.A., nominati dal Presidente, previa deliberazione del Consiglio di Amministrazione.

 

2. L’attività di valutazione e controllo strategico verifica la corrispondenza tra gli atti di gestione e gli atti di indirizzo. A tal fine provvede all’analisi, preventiva e successiva, della congruenza e degli eventuali scostamenti tra le missioni affidate, gli obiettivi operativi individuati e le scelte effettuate, nonché alla identificazione degli eventuali fattori ostativi e dei possibili rimedi.

 

3. L’organo collegiale di cui al comma 1 opera in autonomia e risponde direttamente al Presidente e al Consiglio di Amministrazione, presentando in via riservata relazioni periodiche sull’attività svolta; si avvale dei risultati delle rilevazioni effettuate dal Comitato di valutazione, di cui al precedente art.16.

4. L’organo collegiale di cui al comma 1 si può avvalere del supporto organizzativo, amministrativo e informatico di un apposito ufficio dell’Amministrazione centrale, da inquadrare tra gli Uffici di diretta collaborazione di cui al precedente art. 32.

 

 

Art. 35 – Direttore generale. Compiti

 

1. Oltre ai compiti di cui all’art. 31, comma 1, lettere b) e c), il Direttore generale cura l’attuazione delle deliberazioni del Consiglio di Amministrazione e degli atti assunti dal Presidente, dirige e coordina l’attività dei dirigenti dell’amministrazione centrale. A tal fine:

a) è responsabile della gestione del C.R.A. al fine di garantire il perseguimento di livelli ottimali di efficacia e di efficienza;

b) predispone le relazioni di accompagnamento al bilancio preventivo, alle variazioni di bilancio e al bilancio consuntivo del C.R.A. sottoposti dal Presidente all’approvazione del Consiglio di Amministrazione;

c) coadiuva il Presidente nella predisposizione del documento dei piani di gestione contenente gli obiettivi da raggiungere e i risultati attesi per l’attività di competenza dei diversi centri di responsabilità, nonché nella predisposizione del bilancio pluriennale; tali atti sono assunti dal Presidente sentito il Direttore generale;

d) dirige, coordina e controlla l’attività dei dirigenti dei Servizi, di cui al successivo art. 37, e può proporre al Consiglio di Amministrazione l’adozione, nei confronti degli stessi dirigenti, dei provvedimenti di cui al successivo art. 44;

e) promuove la semplificazione amministrativa, relativamente alla organizzazione degli uffici e del lavoro e alle procedure, secondo le direttive del Consiglio di Amministrazione e d’intesa con i dirigenti dei Servizi.

 

2. Il Direttore generale svolge ogni altro compito indicato nello Statuto e nei Regolamenti. Ai sensi dell’art. 15, comma 2, del D. L.vo n. 165/2001, le attribuzioni del Direttore generale non si estendono alla gestione della ricerca.

 

3. Il Direttore generale organizza lo svolgimento dei compiti di cui al presente articolo attraverso gli Uffici della Direzione generale, posti al medesimo livello organizzativo degli Uffici di cui al successivo art. 37, comma 1, lettera b); nell’ambito dei suddetti Uffici sono individuate le unità organizzative per il controllo di gestione di cui all’art.4 del D.L.vo n.286/1999.

 

4. La Direzione generale è centro di responsabilità di primo livello ai sensi del regolamento di amministrazione e di contabilità.

 

5. Il Direttore generale partecipa, con funzioni consultive alle riunioni del Consiglio di Amministrazione e può assistere alle riunioni del Consiglio Scientifico.

 

 

Art. 36 – Nomina del Direttore generale

 

1. Il Direttore generale è nominato dal Presidente su conforme parere del Consiglio di Amministrazione, con le modalità previste dall’art. 13, comma 1, dello Statuto.

 

2. L’incarico, rinnovabile una sola volta, ha durata non superiore a quattro anni.

 

3. Il rapporto di lavoro del Direttore generale è regolato con contratto di diritto privato, stipulato dal Presidente, previa deliberazione del Consiglio di Amministrazione. L’incarico è incompatibile con rapporti di lavoro dipendente, pubblici e privati, e con lo svolgimento di attività professionali. Il Direttore generale, se pubblico dipendente, con esclusione dei dipendenti del C.R.A. e dei professori e ricercatori universitari, è collocato fuori ruolo. Se professore o ricercatore universitario o dipendente del C.R.A. è collocato in aspettativa senza assegni , con riconoscimento dell’anzianità maturata nel profilo di provenienza.

 

4. Il trattamento economico del Direttore generale è determinato con decreto del Ministro delle Politiche Agricole e Forestali, di concerto con il Ministro dell’Economia e delle Finanze.

 

5. Il Direttore generale non può avere interessi diretti o indiretti nelle imprese che partecipano a programmi di ricerca del C.R.A.

 

 

Art. 37 – Livelli organizzativi dell’Amministrazione centrale

 

1. L’amministrazione centrale è articolata nei seguenti livelli organizzativi:

a) Servizi, individuati e costituiti con delibera del Consiglio di Amministrazione che provvede a distribuire tra essi le competenze di cui all’art. 31, comma 1;

b) Uffici, articolazioni dei Servizi, individuati e costituiti con atto del competente Dirigente del Servizio, di intesa con il Direttore generale.

 

 

Art. 38 – Individuazione e organizzazione dei Servizi

 

1. L’individuazione e l’organizzazione dei Servizi è effettuata con deliberazione del Consiglio di Amministrazione su proposta del Direttore generale.

 

2. Ciascun Servizio è centro di responsabilità di primo livello ai sensi del regolamento di amministrazione e di contabilità del C.R.A.

 

 

Art. 39 – Nomina e funzioni dei Dirigenti dei Servizi.

 

1. I dirigenti dei Servizi sono nominati con decreto del Presidente, previa deliberazione del Consiglio di Amministrazione e  sulla base di motivate proposte del Direttore generale, tra esperti di elevata qualificazione professionale, interni o esterni al C.R.A.; la nomina di esperti esterni avviene secondo le modalità e i limiti di cui al successivo art. 43, comma 3. Ai Dirigenti dei Servizi si estendono le norme sul rapporto di lavoro e sulle incompatibilità di cui ai commi 2, 3 e 5 dell’art. 36.

 

2. I dirigenti dei Servizi:

a) curano l’attuazione dei piani e dei programmi di gestione, secondo le direttive del Direttore generale;

b) adottano gli atti relativi all’organizzazione degli Uffici all’interno dei Servizi e propongono al Direttore generale la nomina dei relativi responsabili;

c) definiscono e aggiornano il piano annuale delle attività del Servizio, anche mediante periodiche conferenze con i dirigenti degli Uffici;

d) dirigono, coordinano e controllano l’attività dei dirigenti degli Uffici e dei responsabili dei procedimenti amministrativi, e possono proporre al Direttore generale l’adozione, nei confronti dei dirigenti, delle misure previste dall’art. 44.

Art. 40 – Articolazione dei Servizi

 

1. I Servizi sono articolati in Uffici, il cui numero complessivo è stabilito con delibera del Consiglio di Amministrazione, individuati dal competente Direttore del Servizio d’intesa con il Direttore generale.

 

2. Gli Uffici di cui al comma precedente e quelli indicati al comma 3 dell’art. 35 sono centri di responsabilità di secondo livello ai sensi del Regolamento di amministrazione e di contabilità.

 

 

Art. 41 – Nomina e funzioni dei responsabili degli Uffici

 

1. I responsabili degli Uffici in cui si articolano i Servizi e la Direzione generale, sono nominati con atto del Direttore generale tra i dirigenti amministrativi, i ricercatori e i tecnologi del C.R.A. oppure tra gli esperti esterni di cui all’art. 43, comma 3, su proposta, per gli Uffici compresi nei Servizi, del Direttore del Servizio stesso.

 

2. I dirigenti responsabili degli Uffici nell’esercizio dei poteri e delle attribuzioni di cui al successivo art. 42, comma 2, e sulla base degli obiettivi, dei programmi e delle priorità definiti dal documento dei piani di gestione:

a) esercitano i poteri in materia di entrate e di spese, per quanto di competenza, nonché i poteri di gestione inerenti alla realizzazione dei progetti e delle attività di competenza degli Uffici;

b) promuovono e resistono alle liti ed hanno il potere di conciliare e transigere;

c) curano la verifica periodica del carico di lavoro e della produttività delle unità organizzative, previo eventuale esame con le OO.SS.;

d) verificano il carico di lavoro e la produttività di ogni singolo dipendente;

e) provvedono alla gestione del personale assegnato e adottano iniziative, ivi comprese, in caso di insufficiente rendimento, la attivazione delle sanzioni disciplinari di competenza, o per situazione di esubero, il trasferimento ad altro Ufficio e il collocamento in mobilità nel rispetto della normativa vigente;

f) attribuiscono al personale i trattamenti economici accessori, per quanto di competenza, nel rispetto dei contratti collettivi;

g) individuano, in base alla legge 7 agosto 1990, n. 241, i responsabili dei procedimenti che fanno capo all’ Ufficio e verificano, anche su richiesta di terzi interessati, il rispetto dei termini e degli altri adempimenti;

h) provvedono, per quanto di competenza, alle misure concernenti la sicurezza e l’igiene nell’ambiente di lavoro, previo confronto con le organizzazioni sindacali.

 

 

 

Capo III – La Dirigenza

 

 

Art. 42 – Dirigenza

 

1. Le disposizioni del presente Titolo relative alla dirigenza si applicano ai dirigenti degli Uffici dirigenziali dell’amministrazione centrale, di cui agli artt. 35, comma 3, e 37, nonché ai Direttori dei Centri di ricerca.

 

2. Ai dirigenti di cui al comma precedente è riservata in via esclusiva l’adozione degli atti e provvedimenti amministrativi, compresi tutti gli atti che impegnano l’amministrazione verso l’esterno, nonché la gestione finanziaria, tecnica e amministrativa mediante autonomi poteri di spesa, di organizzazione delle risorse umane e di controllo.

 

3. Nelle strutture di ricerca la responsabilità della gestione della ricerca spetta ai Direttori, nel rispetto della libertà scientifica e dell’autonomia professionale dei ricercatori, così come definita nel contratto collettivo nazionale di lavoro.

 

 

Art. 43 – Incarichi di funzioni dirigenziali presso l’Amministrazione centrale.

 

1. Per il conferimento di ciascun incarico di funzione dirigenziale presso l’Amministrazione centrale e per il passaggio a funzioni dirigenziali diverse, si tiene conto della natura e delle caratteristiche dei programmi da realizzare, delle attitudini e delle capacità professionali del singolo dirigente, anche in relazione ai risultati conseguiti in precedenza.

 

2. Tutti gli incarichi di direzione di uffici dirigenziali dell’Amministrazione centrale sono conferiti a tempo determinato per un periodo variabile tra un minimo di due e un massimo di quattro anni.

 

3. Gli incarichi possono essere conferiti, con contratto a tempo determinato e con le medesime procedure, a persone di particolare e comprovata qualificazione professionale ai sensi dell’art.19, comma 6, del D.L.vo 165/2001. Il trattamento economico può essere integrato da una indennità commisurata alla specifica qualificazione professionale, tenuto conto della temporaneità del rapporto e delle condizioni di mercato relative alle specifiche competenze professionali richieste. Per il periodo di durata del contratto, i dipendenti di pubbliche amministrazioni sono collocati in aspettativa senza assegni, con riconoscimento dell’anzianità di servizio.

 

4. I dirigenti dipendenti del C.R.A. ai quali non sia affidata la titolarità di uffici dirigenziali svolgono, su incarico del Direttore generale, funzioni ispettive, di consulenza, studio e ricerca o altri incarichi specifici. Le modalità e i criteri generali per l’utilizzazione dei predetti dirigenti sono stabilite con deliberazione del Consiglio di Amministrazione.

 

 

Art. 44 – Responsabilità dirigenziale

 

1. I dirigenti sono responsabili del risultato dell’attività svolta dagli uffici ai quali sono preposti e della realizzazione dei programmi e dei progetti loro affidati in relazione agli obiettivi fissati nel documento dei piani di gestione.

 

2. I risultati negativi dell’attività amministrativa e della gestione o il mancato raggiungimento degli obiettivi, valutati con i sistemi disciplinati dai successivi artt. 45 e 46, comportano per il dirigente interessato la revoca dell’incarico e, nel caso di dirigente del ruolo organico del C.R.A., la destinazione ad altri incarichi, ivi compresi quelli di cui all’art. 43, comma 4.

 

3. Nel caso di grave inosservanza delle direttive impartite dall’Organo competente o di ripetuta valutazione negativa, ai sensi del comma 2, il dirigente del ruolo organico del C.R.A., previa contestazione e contraddittorio, può essere escluso dal conferimento di ulteriori incarichi di livello dirigenziale corrispondente a quello revocato, per un periodo non inferiore a due anni. Nei casi di maggiore gravità, il C.R.A. può recedere dal rapporto di lavoro, secondo le disposizioni del codice civile e dei contratti collettivi.

4. I provvedimenti di cui al precedente comma sono adottati previo parere del comitato dei garanti di cui all’articolo 22 del D.L.vo 165/2001, rilasciato nei termini indicati nello stesso articolo.

 

 

Art. 45 – Valutazione dei dirigenti. Principi generali

 

1. Il Consiglio di Amministrazione, nel rispetto della normativa vigente in materia, disciplina con propria deliberazione la cadenza, le modalità e i criteri generali per l’attività di valutazione dei dirigenti.

 

2. La valutazione ha per oggetto, sulla base anche dei risultati del controllo di gestione e in coerenza con quanto stabilito dai contratti collettivi nazionali, le prestazioni dei dirigenti, nonché i comportamenti relativi all’organizzazione degli uffici e del lavoro e allo sviluppo delle risorse professionali e umane ad essi assegnate.

 

3. La valutazione delle prestazioni e delle competenze organizzative dei dirigenti tiene particolarmente conto dei risultati dell’attività amministrativa e di gestione. Il procedimento per la valutazione è ispirato ai principi della diretta conoscenza dell’attività del valutato da parte dell’organo proponente o valutatore di prima istanza, dell’approvazione o verifica della valutazione da parte dell’organo competente o valutatore di seconda istanza, della partecipazione al procedimento del valutato.

 

4. La procedura di valutazione costituisce presupposto per l’applicazione delle misure di cui all’art. 44, commi 2, 3 e 4. Tali misure si applicano allorchè i risultati negativi dell’attività amministrativa e della gestione o il mancato raggiungimento degli obiettivi emergono dalle ordinarie procedure di valutazione. Tuttavia, quando il rischio grave di un risultato negativo si verifica prima della scadenza prevista, il procedimento di valutazione può essere anticipatamente concluso.

 

 

Art. 46 – Valutazione dei dirigenti. Competenze

 

1. La valutazione dei dirigenti responsabili degli Uffici compresi nei Servizi è approvata dal Direttore generale sentiti i Direttori dei Servizi; per i dirigenti degli Uffici della Direzione generale la valutazione è approvata dal Presidente sentito il Direttore generale.

 

2. La valutazione dei dirigenti dei Servizi è proposta dal Direttore generale ed è approvata dal Presidente.

 

 

 

Capo IV – Norme transitorie

 

 

Art. 47 – Prima organizzazione degli uffici dell’Amministrazione centrale

 

1. Le deliberazioni del Consiglio di Amministrazione che individuano, ai sensi degli articoli 37, e 38, i Servizi sono adottate entro 90 giorni dalla data di entrata in vigore del presente regolamento.

 

2. L’organizzazione dei Servizi e dei relativi Uffici prevista dal presente titolo è operativa a partire dalla data di esecutività delle deliberazioni di cui al comma 1. Tale organizzazione ha carattere sperimentale per la durata di un anno, al termine del quale il Direttore generale può formulare al Consiglio di Amministrazione nuove proposte di individuazione dei Servizi, con diversa distribuzione delle competenze tra i Servizi e tra essi e la Direzione generale.

 

3. Ai Servizi e agli Uffici organizzati secondo i criteri e le procedure di cui ai commi precedenti, le nuove competenze amministrative e di gestione sono attribuite entro sei mesi dalla data della loro costituzione.

 

4. Fino al compimento del processo di organizzazione dei Servizi e degli Uffici dell’Amministrazione centrale del C.R.A., il controllo amministrativo-contabile delle strutture di ricerca e la gestione del trattamento economico del personale avviene con le modalità indicate al precedente art. 27 e sulla base di specifiche delibere del Consiglio di Amministrazione.

 

5. In attesa della programmazione delle assunzioni e dell’espletamento dei relativi concorsi, al fabbisogno di personale necessario per l’organizzazione degli uffici dell’Amministrazione centrale si provvede sia mediante trasferimento temporaneo dalle strutture di ricerca del C.R.A. di personale, anche con contratto a tempo determinato, adeguato allo svolgimento dei nuovi compiti, sia ricorrendo a nuove assunzioni con contratto a tempo determinato e al comando o trasferimento temporaneo di personale da altri enti, secondo modalità e criteri stabiliti dal Consiglio di Amministrazione, al fine di non pregiudicare la funzionalità delle strutture di ricerca il cui organico risulta, al momento, sottodimensionato.

 


TITOLO IV – Disciplina delle procedure per la determinazione della dotazione organica e per la selezione e l’assunzione ai diversi livelli del personale a tempo indeterminato e determinato.

 

 

 

CAPO I – Principi generali

 

 

Art. 48 – Definizione dell’ambito di riferimento.

 

1. Il presente titolo fa riferimento al personale di ricerca, tecnico e amministrativo:

a)      assunto con contratti a tempo indeterminato, a tempo pieno o parziale, disciplinati secondo il CCNL degli Enti di ricerca e sperimentazione scientifica;

b)      assunto con contratti triennali per attività di ricerca scientifica e tecnologica;

c)      assunto con contratti a termine e con contratti di diritto privato;

d)      comandato da altre amministrazioni o proveniente da università italiane e straniere, da organismi internazionali, da enti pubblici e privati, da imprese, sulla base delle normative vigenti in materia o di apposite convenzioni o accordi di collaborazione.

 

 

Art. 49 – Rapporto di lavoro

 

1. Il rapporto di lavoro del personale dipendente dal C.R.A., di cui alle lettere a), b) e c) del precedente articolo, è regolato ai sensi delle disposizioni del D.L.vo 165/2001 e successive modificazioni e integrazioni, dell’ articolo 15 della legge 196/1997, dell’art. 51, comma 6, della legge 449/1997, delle disposizioni del Codice Civile e dei contratti individuali e collettivi di lavoro.

 

2. Alle selezioni pubbliche per l’assunzione presso il C.R.A. possono partecipare, se in possesso dei requisiti richiesti, anche cittadini stranieri.

 

 

Art. 50 – Lavoro interinale

 

1. Nei limiti previsti dalla legge 196/1997, dalla legge 488/1999, dall’Accordo Nazionale Quadro sottoscritto il 23/5/2000 tra ARAN e OO.SS., dalle successive modificazioni e integrazioni in materia e nel rispetto di quanto disciplinato dal CCNL degli enti di ricerca e sperimentazione scientifica, il C.R.A. può far ricorso alla fornitura di lavoro temporaneo o “interinale”, quale strumento di gestione flessibile delle risorse umane nell’ambito dell’Ente. A tal fine, sulla base della legislazione vigente e assicurando la preventiva informazione delle OO.SS., il C.R.A. può predisporre apposito disciplinare con indicazione dei criteri generali e delle modalità per il ricorso alla fornitura di lavoro temporaneo.

 

 

Art. 51 – Associazione temporanea del personale di ricerca

 

1. Al fine di disciplinare l’associazione dei ricercatori e tecnologi del C.R.A. presso le Università, per lo svolgimento di attività scientifiche e tecnologiche di cui all’art. 19 dello Statuto, nonché l’associazione di professori e ricercatori universitari per lo svolgimento di attività di ricerca presso le strutture di ricerca dell’ente, queste ultime possono stipulare, con atto del Direttore, convenzioni con le singole università. Tali convenzioni possono essere precedute, ai fini dell’uniformità delle disposizioni, da una convenzione quadro stipulata dal Presidente, previa deliberazione del Consiglio di Amministrazione, con la Conferenza dei Rettori delle università italiane.

 

2. Nelle convenzioni di cui al precedente comma sono disciplinate le procedure di associazione, che contemplano anche la possibilità di una retribuzione a carico del bilancio della struttura di ricerca del C.R.A. interessata, in caso di esonero, totale o parziale, dai carichi didattici che gli Organi dell’Università dispongono per tali professori e ricercatori, nonché di una retribuzione a carico dell’università per il personale C.R.A. associato a tempo parziale. I compensi di cui al presente comma sono disposti nel rispetto delle disposizioni di legge e del contratto collettivo nazionale di lavoro.

 

3. Gli atti con i quali sono disposte le associazioni sono adottati dal Direttore della struttura di ricerca del C.R.A. interessata, nel rispetto della convenzione. Tali atti determinano la durata dell’associazione e il relativo impegno di tempo, in rapporto alle ricerche da svolgere, oltre l’eventuale retribuzione di cui al comma precedente.

 

4. Al fine di agevolare la mobilità temporanea dei ricercatori e tecnologi tra il C.R.A. ed altri enti di ricerca, il C.R.A. stipula, con atto del Presidente e previa deliberazione del Consiglio di Amministrazione, convenzioni con gli enti interessati.

 

5. Alla associazione dei ricercatori di cui al comma precedente si estendono, in quanto applicabili, le disposizioni di cui ai precedenti commi 2 e 3.

 

6. Il riconoscimento ai ricercatori associati presso il C.R.A. dei diritti di cui al successivo art. 56 è subordinato all’esistenza di condizioni di reciprocità presso l’Università e l’ente di provenienza del ricercatore, da evidenziare nella convenzione.

 

 

Art.52 - Mobilità e trasferimento del personale

 

1. Il C.R.A. assicura la mobilità volontaria del proprio personale tra le diverse strutture di ricerca e tra queste e l’amministrazione centrale. A tal fine, il dipendente interessato presenta motivata richiesta al Consiglio di Amministrazione il quale delibera in merito entro 60 giorni dalla richiesta, anche acquisendo ulteriore documentazione da parte del dipendente e dai responsabili delle strutture di ricerca o degli uffici interessati.

 

2. Il trasferimento del personale a tempo indeterminato del C.R.A. presso altro Ente del comparto o altra Amministrazione, come pure il passaggio ad altre Amministrazioni del personale del C.R.A. in eccedenza, di cui all’art. 33 del D.Lgs n. 165/2001, è regolato dalle norme del contratto collettivo nazionale di lavoro

 

 

Art.53 - Mobilità tra profili a parità di livello

 

1. Il C.R.A., può disporre, con deliberazione del Consiglio di Amministrazione e a seguito di richiesta dell’interessato, l’assegnazione del personale a tempo indeterminato ad un profilo diverso, a parità di livello, da quello dell’attuale inquadramento, purchè in possesso del titolo di studio e degli altri requisiti richiesti per l’assegnazione al nuovo profilo, come previsto dal contratto collettivo nazionale di lavoro.

 

 

Art. 54 – Formazione e valorizzazione delle risorse umane del C.R.A.

 

1. La organizzazione degli uffici e del lavoro dell’amministrazione centrale e periferica e delle strutture di ricerca garantisce la realizzazione della migliore utilizzazione delle risorse umane, curando la formazione e lo sviluppo professionale dei dipendenti, nell’ambito del programma di valorizzazione delle risorse umane dell’ente contenuto nel piano triennale di attività, nonché le pari opportunità alle lavoratrici e ai lavoratori, applicando condizioni uniformi rispetto a quelle del lavoro privato, sulla base di quanto previsto dal contratto collettivo nazionale di lavoro.

 

2. Nella adozione degli atti di organizzazione degli uffici e del lavoro di cui al comma 1, è garantito il rispetto degli istituti di partecipazione anche con riferimento agli atti aventi riflessi sul rapporto di lavoro, nonché la piena valorizzazione del sistema dei rapporti sindacali, così come disciplinati dai contratti collettivi nazionali di lavoro

 

3. Nell’ambito del programma di valorizzazione delle risorse umane, il Consiglio di Amministrazione determina, a seguito di consultazione con le OO.SS. e nel rispetto di quanto previsto dal contratto collettivo nazionale di lavoro, i criteri e le modalità per l’analisi dei bisogni formativi, la valutazione dei risultati della formazione, la costituzione del fondo per tale attività ed i criteri di ripartizione tra i Centri, le Unità di ricerca e gli uffici dell’Amministrazione centrale.

 

4. Le linee, i criteri e gli obiettivi delle attività di formazione del personale sono formulate nel programma annuale e triennale delle strutture di ricerca e degli uffici dell’amministrazione centrale e sono oggetto di specifica valutazione da parte del Consiglio di Amministrazione, ai fini della determinazione delle risorse finanziarie da trasferire alle singole strutture di ricerca e agli Uffici dell’amministrazione centrale.

 

5. L’Amministrazione centrale, i Centri e le Unità di ricerca provvedono, con le risorse del proprio bilancio, allo svolgimento diretto o in collaborazione tra loro e con i soggetti esterni al C.R.A. delle attività di formazione, curando in via prioritaria l’aggiornamento professionale e la formazione del personale di ricerca, tecnico ed amministrativo dipendente del C.R.A., sia a tempo indeterminato che determinato.

 

 

Art. 55 – Diritti e doveri dei ricercatori e tecnologi operanti presso il C.R.A.

 

1. Per ricercatori e tecnologi operanti presso il C.R.A. si intendono i dipendenti di ruolo inquadrati nel profilo di ricercatore e di tecnologo, i titolari di contratti di lavoro a tempo determinato per posizioni corrispondenti a quella di ricercatore e di tecnologo, i ricercatori e tecnologi di altri enti di ricerca italiani, stranieri e internazionali, i ricercatori e i professori delle università, nonché personale di altri enti, pubblici e privati, che siano associati, per periodi determinati e con valutazione dell’impegno di tempo, allo svolgimento di specifici programmi, progetti e attività di ricerca compresi nel programma annuale e triennale delle strutture di ricerca, ai sensi del precedente art. 51.

 

2. I ricercatori e i tecnologi di ruolo o con contratto a tempo determinato del C.R.A. sono inquadrati, nei settori scientifico-disciplinari e nei settori tecnologici, così come individuati ai sensi del successivo articolo 60, che disciplina le procedure di selezione ai diversi livelli dei suddetti profili.

 

3. Ai ricercatori e ai tecnologi operanti presso le strutture di ricerca del C.R.A. si applicano le disposizioni sui diritti e i doveri di cui all’art. 13 del Decreto legislativo 29/9/1999, n. 381. In particolare, ai ricercatori e ai tecnologi associati è riconosciuto il diritto a partecipare alla programmazione delle attività delle strutture di ricerca del C.R.A. alle condizioni di reciprocità di cui al precedente articolo 51, comma 6.

 

4. Le disposizioni di cui al comma precedente non si applicano ai titolari di incarichi gratuiti di ricerca conferiti, per lo svolgimento di attività di ricerca e di collaborazione alla ricerca che non richiedano l’associazione presso la struttura di ricerca, con atto del Direttore.

 

 

Art. 56 – Libertà scientifica e autonomia professionale dei ricercatori e tecnologi

 

1. Gli atti normativi, amministrativi e di diritto privato, con i quali sono organizzate le attività delle strutture di ricerca devono in ogni caso rispettare la libertà scientifica, l’autonomia professionale e i diritti morali e patrimoniali dei ricercatori e dei tecnologi, così come stabilito dal contratto collettivo nazionale di lavoro.

 

 

 

Capo II – Procedure di determinazione della dotazione organica complessiva del C.R.A.

 

 

Art. 57 – Dotazione organica complessiva del C.R.A.

 

1. Con la dotazione organica sono stabilite, previa verifica degli effettivi fabbisogni e con criteri di flessibilità e di coerenza con il piano triennale di attività, le esigenze complessive di personale in rapporto ai compiti istituzionali, alle attività e all’organizzazione dell’Ente.

 

2. In considerazione delle attività e dei compiti istituzionali del C.R.A., di cui all’art. 2 dello Statuto, nella definizione della dotazione organica deve essere perseguito l’obiettivo di assicurare sia un rapporto funzionale tra il personale addetto alle attività di ricerca scientifica e tecnologica e il personale tecnico, sia una adeguata presenza di personale amministrativo, comunque non superiore al 15 per cento  dell’organico complessivo a regime.

 

 

Art. 58 – Determinazione della dotazione organica

 

1. Il C.R.A., previa consultazione delle OO.SS. ai sensi dell’art. 9 del Decreto legislativo 165/2001 e successive modificazioni e integrazioni, determina in autonomia gli organici del personale e le assunzioni nelle diverse tipologie contrattuali, con i soli vincoli derivanti dal piano triennale di attività di cui all’art. 4 dello Statuto.

 

2. La dotazione organica complessiva è determinata, con deliberazione del Consiglio di Amministrazione, su proposta del Presidente e sentito il Direttore generale, ed è ridefinita periodicamente e comunque con cadenza triennale, in occasione della predisposizione del piano triennale di attività, nonché quando risulti necessario a seguito di riorganizzazione delle strutture scientifiche e degli uffici o in caso di attribuzione di nuove funzioni.

 

 

 

Capo III – Disciplina delle procedure di selezione per l’assunzione ai diversi livelli del personale a tempo indeterminato del C.R.A.

 

 

Art. 59 – Principi generali in materia di reclutamento del personale

 

1. Il presente capo disciplina, ai sensi dell’articolo 11 del D.L.vo 30 gennaio 1999, n. 19, e nel rispetto dei principi generali di cui agli artt. 35 e 36 del D.L.vo 165/2001, n. 29 e successive modificazioni ed integrazioni, le procedure di selezione per l’assunzione ai diversi livelli dei profili di ricercatore e di tecnologo del C.R.A.

 

2. L’accesso alla qualifica di dirigente avviene nel rispetto delle disposizioni dell’articolo 28 del D.L.vo 165/2001 e successive modificazioni ed integrazioni.

 

3. Il C.R.A. assume a tempo indeterminato il personale dei restanti livelli, ai sensi delle disposizioni del decreto del Presidente della Repubblica 9 maggio 1994, n. 487 e successive modificazioni, in quanto applicabili.

 

 

Art. 60 - Concorsi pubblici per l’assunzione ai diversi livelli del personale del profilo di ricercatore e tecnologo

 

1. Il C.R.A. assume a tempo indeterminato personale ai diversi livelli del profilo di ricercatore o di tecnologo attraverso concorsi pubblici distinti per settori scientifico-disciplinari o per settori tecnologici.

 

2. I settori scientifico-disciplinari e i settori tecnologici di cui al comma 1 sono determinati con deliberazione del Consiglio di Amministrazione, sentito il Consiglio Scientifico, in applicazione del decreto legislativo 29 settembre 1999, n. 381, e successive integrazioni e modificazioni. I settori sono sottoposti a revisione periodica, previa ricognizione delle attività scientifiche e tecnologiche in atto presso il C.R.A.

 

3. Per i concorsi di cui al presente capo è esclusa ogni riserva di posti per il personale già in servizio, fatta salva la riserva di cui all’art.9, comma 7, del D.L.vo 454/99.

 

 

Art. 61 – Programmazione delle assunzioni

 

1. I concorsi di cui al presente capo sono avviati sulla base del piano triennale di cui all’articolo 4 dello Statuto e dei relativi aggiornamenti annuali, previa consultazione delle OO.SS.

 

2. I concorsi sono indetti, di regola con cadenza annuale. I relativi bandi sono emanati dal Presidente, previa deliberazione del Consiglio di Amministrazione. A tal fine i Direttori delle strutture di ricerca, nonché i responsabili dei competenti uffici dell’amministrazione centrale per assunzioni di tecnologi, presentano, entro la data stabilita dal Consiglio di Amministrazione, le proprie richieste distinte per livello, settore scientifico-disciplinare o settore tecnologico.

 

3. Ai fini di cui al comma 2, le richieste devono trovare adeguata copertura finanziaria sulla base delle risorse assegnate dal Consiglio di Amministrazione in sede di programmazione economica e finanziaria. La verifica della copertura finanziaria dei posti da bandire è effettuata dal competente ufficio dell’amministrazione centrale.

 

4. Nei limiti di cui al comma 3, le richieste possono comportare, nel rispetto della dotazione organica complessiva del C.R.A., la trasformazione di profilo, di livello, di settore scientifico-disciplinare e di settore tecnologico dei posti rispetto a quelli assegnati. Le richieste di trasformazione di cui sopra, adeguatamente motivate, sono sottoposte all’approvazione del Consiglio di Amministrazione.

 

 

Art. 62 - Bandi

 

1. I bandi di concorso sono definiti sulla base di schemi-tipo, approvati dal Consiglio di Amministrazione, articolati per i diversi livelli del profilo di ricercatore e di tecnologo.

 

2. Il bando specifica il profilo, il livello, il settore scientifico-disciplinare o il settore tecnologico interessato e definisce i requisiti di ammissione, i titoli scientifici e tecnologici valutabili, le prove da sostenere, nonché la sede della struttura di ricerca o dell’ufficio amministrativo di servizio, con l’indicazione della tipologia delle competenze scientifiche e tecnologiche richieste.

 

3. Il bando determina preventivamente il numero massimo delle pubblicazioni scientifiche da presentare a scelta del candidato.

 

 

Art. 63 – Svolgimento dei concorsi

 

1. I concorsi sono svolti presso la struttura di ricerca che ha richiesto il bando, che provvede anche alle spese per il funzionamento delle commissioni. Per le assunzioni di personale del profilo di tecnologo presso uffici dell’amministrazione centrale, i concorsi sono svolti presso la sede centrale.

 

2. Per ogni concorso è nominato un responsabile del procedimento, esterno alla commissione, nominato dal Direttore generale, con il compito di garantire e accertare la regolarità formale e il rispetto dei termini relativi ad ogni fase dello stesso procedimento.

 

3. Le valutazioni comparative sono compiute entro il termine di quattro mesi dalla data di insediamento della commissione. Il Presidente del C.R.A., in casi eccezionali e per comprovate esigenze, può disporre una proroga non superiore a due mesi. Scaduto il termine finale senza la conclusione dei propri lavori, la commissione decade e i relativi componenti non possono essere chiamati a far parte di commissioni di valutazione per l’assunzione nei successivi tre anni.

 

4. Al termine dei propri lavori la commissione forma la graduatoria e indica tanti vincitori quanti sono i posti a concorso.

 

 

Art. 64 – Assunzione e gestione del rapporto di lavoro

 

1. L’assunzione avviene nel rispetto di quanto previsto dal contratto collettivo nazionale di lavoro, mediante stipula del contratto individuale di lavoro tra il vincitore del concorso e il Presidente del C.R.A., con delega di sottoscrizione al Direttore della struttura di ricerca interessata. Per le assunzioni di personale del profilo di tecnologo presso uffici dell’amministrazione centrale, il contratto è stipulato dal Dirigente del competente Ufficio dell’amministrazione centrale, all’uopo delegato dal Presidente.

 

2. Il rapporto di lavoro è disciplinato, ai sensi del D.Lvo 30 marzio 2001, n. 165 e successive modificazioni ed integrazioni, dalle disposizioni del codice civile e dei contratti individuali e collettivi di lavoro.

 

3. La gestione del rapporto di lavoro spetta al Direttore della struttura di ricerca o al Dirigente dell’ufficio dell’amministrazione centrale, che opera con la capacità e i poteri del privato datore di lavoro. Il Servizio competente dell’amministrazione centrale fornisce, tutto il necessario supporto amministrativo.

 

4. Ai ricercatori e tecnologi si applicano le disposizioni di garanzia della libertà scientifica, di cui all’art. 56.

 

 

Art. 65 – Composizione e formazione delle commissioni di concorso. Disposizioni generali

 

1. La composizione delle commissioni di concorso è determinata con i criteri indicati nel successivo articolo 66.

 

2. Delle commissioni fanno parte esperti italiani o stranieri di comprovata esperienza internazionale, appartenenti al medesimo settore scientifico-disciplinare o tecnologico del posto da coprire o a settore affine.

 

3. I componenti delle commissioni sono nominati dal Presidente previa deliberazione del Consiglio di Amministrazione, e sono scelti nell’albo di esperti di cui all’art. 5, comma 1, lettera b). Nell’albo, articolato per livelli professionali, settori scientifico-disciplinari o settori tecnologici, sono inseriti i ricercatori e i tecnologi del C.R.A. e degli enti pubblici di ricerca, i ricercatori e professori delle università, nonché esperti stranieri, tutti di comprovata esperienza internazionale. Le commissioni scelgono al proprio interno il Presidente tra i dirigenti di ricerca o dirigenti tecnologi del C.R.A. o di altro ente del comparto, ovvero tra i professori universitari di prima fascia.

 

4. I componenti delle commissioni non possono essere nominati in successive commissioni per un periodo di un anno dalla conclusione dei lavori della commissione di cui hanno fatto parte.

 

 

Art. 66 – Composizione delle commissioni di concorso per ricercatori e tecnologi

 

1. Le commissioni per l’assunzione dei dirigenti di ricerca e dei dirigenti tecnologi sono composte da tre membri scelti tra i dirigenti di ricerca e i dirigenti tecnologi del C.R.A. o di altro ente pubblico di ricerca, tra i professori universitari ordinari e tra gli esperti stranieri di pari livello, in modo tale da garantire che nella commissione sia presente un solo dirigente di ricerca o dirigente tecnologo del C.R.A. Tali componenti sono scelti per sorteggio su tre terne di esperti, individuate dal Consiglio di Amministrazione attingendo all’albo di cui all’articolo 65, comma 3.

 

2. Le commissioni per l’assunzione dei primi ricercatori e dei primi tecnologi sono composte da tre membri scelti tra i ricercatori e tecnologi di I e II livello del C.R.A. o di altro ente pubblico di ricerca e  tra i professori universitari ordinari e associati, in modo da garantire che nella commissione sia presente un solo ricercatore o tecnologo di I o II livello del C.R.A.. Tali componenti sono scelti per sorteggio su tre terne di esperti, individuate dal Consiglio di Amministrazione attingendo all’albo di cui all’articolo 65, comma 3.

 

3. Le commissioni per l’assunzione dei ricercatori e tecnologi di livello iniziale sono composte da tre membri scelti tra i ricercatori o tecnologi del C.R.A. o di altro ente pubblico di ricerca, e tra i professori e ricercatori universitari, in modo tale da garantire che nella commissione sia presente un solo ricercatore o tecnologo del C.R.A. Tali componenti sono scelti per sorteggio su tre terne approvate dal Consiglio di Amministrazione, attingendo all’albo di cui all’art. 65, comma 3:

 

 

Art. 67 – Requisiti di ammissione e prove per il profilo di ricercatore e di tecnologo

 

1. Per i concorsi per l’assunzione di dirigenti di ricerca e di dirigenti tecnologi, la commissione predispone la graduatoria sulla base dei curricula e dei titoli scientifici e professionali.

 

2. Per i concorsi per l’assunzione dei primi ricercatori e primi tecnologi occorre essere in possesso del diploma di dottore di ricerca o del diploma di laurea, se ricercatore o tecnologo del C.R.A. e di altri enti pubblici di ricerca o ricercatore universitario. La selezione avviene sulla base della valutazione comparativa dei curricula e dei titoli scientifici e professionali, integrata da un colloquio.

 

3. Per i concorsi per l’assunzione al livello iniziale del profilo di ricercatore e tecnologo occorre:

- essere in possesso del titolo di dottore di ricerca o equivalente;

- ovvero essere in possesso del diploma di laurea e aver usufruito di borse di studio per almeno un triennio presso strutture di ricerca del C.R.A., università o qualificati enti e centri di ricerca pubblici e privati, anche stranieri;

- ovvero aver svolto per un triennio attività di ricerca nell’ambito dei contratti a termine ex art. 36 della legge 70/1975 e ex art. 23 del D.P.R. 171/1991 degli assegni di ricerca banditi dal C.R.A. o da altri enti di ricerca ai sensi dell’articolo 51, comma 6, della legge 27 dicembre 1997, n. 449 e dei contratti triennali di cui al successivo articolo 69;

La selezione avviene sulla base della valutazione dei curricula, dei titoli scientifici e professionali e dei risultati di tre prove: due prove scritte e una prova orale; le prove scritte per il profilo di ricercatore avranno un maggiore carattere teorico-scientifico, mentre per il profilo di tecnologo avranno un maggiore carattere tecnico-applicativo.

 

4. Per i concorsi di cui ai commi precedenti, il bando prevede e disciplina i criteri di valutazione dei curricula e dei titoli scientifici e professionali.

 

 

 

 

 

 

 

Capo IV – Disciplina delle procedure di assunzione di personale con contratto a tempo determinato

 

 

Art. 68 – Norme generali

 

1. Il presente capo disciplina le procedure di assunzione del personale a tempo determinato del C.R.A.

 

2. Nei rapporti di lavoro a tempo determinato si applica la disciplina del codice civile, delle leggi sui rapporti di lavoro subordinato nell’impresa e dei contratti collettivi nazionali di lavoro.

 

3. Al personale di ricerca assunto con contratti di lavoro a tempo determinato si estendono, in quanto applicabili e per la durata del contratto, le disposizioni di garanzia della libertà scientifica di cui all’art. 56.

 

 

 Art. 69 – Contratti triennali

 

1. Le strutture di ricerca e gli uffici dell’amministrazione centrale del C.R.A. possono stipulare, nei limiti stabiliti dal Consiglio di Amministrazione e nel rispetto del contratto collettivo nazionale di lavoro, contratti di lavoro di durata triennale per attività di ricerca scientifica, attività tecnologica, tecnica e amministrativa, ai sensi dell’art. 11, comma 3, lettera a), del D.L.vo. n.19/1999.

 

2. L’età massima per la partecipazione ai concorsi è periodicamente stabilita con delibera del Consiglio di Amministrazione.

 

3. La retribuzione dei contratti di cui al comma 1 è fissata, con deliberazione del Consiglio di Amministrazione, sulla base del contratto collettivo nazionale di lavoro.

 

 

Art. 70 – Contratti triennali per laureati

 

1. I contratti di cui al precedente articolo 69 possono essere stipulati con giovani , in possesso del diploma di laurea o del titolo di dottore di ricerca; il contratto, di durata triennale non è rinnovabile salvo casi eccezionali, espressamente deliberati dal Consiglio di amministrazione, previa valutazione positiva dell’attività svolta secondo le modalità stabilite dallo stesso Consiglio di Amministrazione, ai sensi dell’art. 11, comma 3, lettera a), del D. L.vo n.19/1999.

 

2. Le risorse finanziarie necessarie per i contratti triennali per attività di ricerca fanno carico ai bilanci delle strutture di ricerca, le quali provvedono ad indire, con adeguata pubblicità, i relativi bandi di concorso con indicazione del settore scientifico-disciplinare per il quale il contratto verrà stipulato, dei requisiti richiesti per la partecipazione e delle modalità di espletamento del concorso. Le commissioni di selezione sono costituite con atto del Presidente, su proposta del Direttore della struttura di ricerca interessata, e sono composte da tre esperti di livello almeno pari a primo ricercatore  o a professore universitario associato, di cui due esterni alla struttura di ricerca interessata scelti nell’albo di cui all’art. 65, comma 3. La valutazione comparativa si svolge presso la struttura  di ricerca interessata, che fornisce il necessario supporto amministrativo e finanziario, e consiste nella valutazione dei titoli, in una prova scritta, a prevalente carattere teorico, e in una prova orale.

3. Per i contratti triennali per attività tecnologica le risorse finanziarie necessarie sono comprese nei bilanci delle strutture di ricerca o degli uffici dell’amministrazione centrale interessati, i quali provvedono ad indire i relativi bandi di concorso con le stesse modalità di cui al comma precedente. Le commissioni di selezione sono formate con atto del Presidente, su proposta del Direttore o del Dirigente della struttura interessata al concorso, e sono composte da tre ricercatori o tecnologi di cui due esterni alla struttura, scelti nell’albo d cui all’art.65, comma 3. La valutazione comparativa si svolge presso la struttura interessata al bando, che fornisce il necessario supporto amministrativo e finanziario, e consiste nella valutazione dei titoli, in una prova scritta, a prevalente carattere applicativo, e in una prova orale.

 

4. Alla scadenza dei contratti di cui ai commi precedenti è prevista la valutazione dell’attività svolta ai sensi  del comma 2, lettera a) dell’art. 11 del D.L.vo 19/1999.

 

 

Art. 71 – Contratti triennali per diplomati

 

1. I contratti di cui all’art. 69 possono essere stipulati anche per attività tecnica o amministrativa con giovani in possesso di diploma di scuola media superiore. Il contratto ha durata triennale e non può essere rinnovato.

 

2. Le risorse finanziarie necessarie per i contratti di cui sopra fanno carico ai bilanci delle strutture di ricerca e degli uffici dell’amministrazione centrale interessati, i quali provvedono ad indire il bando e ad espletare la selezione secondo le modalità indicate al comma 3 dell’art. 70.

 

3. Le commissioni di concorso sono formate con atto del Presidente e sono composte da un ricercatore o tecnologo o dirigente amministrativo della struttura interessata, con funzione di Presidente, e da due esperti esterni alla struttura. La valutazione comparativa si svolge sulla base della valutazione dei titoli, di una prova scritta, una prova pratica e un colloquio sugli argomenti indicati nel bando.

 

 

Art. 72 – Contratti a termine connessi ad attività programmate

 

1. Il C.R.A., ai sensi dell’art.11, comma 3, lettera a), del D.L.vo n.19/1999, può assumere con contratto a termine, per esigenze temporanee di cui al successivo art. 73, personale con posizione corrispondente a quella di ricercatore o di tecnologo.

 

2. Il C.d.A. disciplina con propria deliberazione le procedure per la stipula dei contratti di cui al precedente comma, nel rispetto dei criteri di cui al successivo art. 73. Tale disciplina dovrà unificare e semplificare le procedure di assunzione a tempo determinato di personale ricercatore o tecnologo previste dall’art. 23 del D.P.R. n.171/1991.

 

 

Art. 73 – Durata e procedure di selezione dei contratti a termine

 

1. I contratti di cui al precedente art. 72 sono stipulati con personale di elevato livello scientifico e professionale, anche di cittadinanza straniera, previa selezione pubblica, ovvero, per l’assunzione di personale di particolare qualificazione, per chiamata diretta.

 

2. I contratti a termine sono stipulati esclusivamente per far fronte alle esigenze dei Programmi nazionali e internazionali di ricerca, o dei programmi affidati alle strutture di ricerca  da soggetti esterni, pubblici o privati.

 

3. E’ esclusa la stipula dei contratti a termine per le attività comprese nella programmazione ordinaria delle strutture di ricerca.

 

4. I contratti hanno una durata pari a quella strettamente necessaria per il soddisfacimento delle esigenze preventivamente definite dai Direttori delle strutture di ricerca interessate, approvata dal Consiglio di Amministrazione, e non possono essere rinnovati alla scadenza.

 

5. Nel caso di ricorso alla selezione pubblica, questa deve essere  adeguatamente pubblicizzata ed essere affidata ad una commissione nominata con atto del Presidente, presieduta dal Direttore della struttura di ricerca interessata e da due esperti di adeguata professionalità, anche stranieri, scelti nell’albo di cui all’art. 65, comma 3.

 

 

Art. 74 – Assunzione a tempo determinato di operai agricoli

 

1. Le Aziende agrarie sperimentali, nell’ambito delle risorse di bilancio delle strutture di ricerca cui afferiscono, possono assumere operai agricoli a tempo determinato per far fronte ad esigenze straordinarie connesse alla stagionalità dell’attività agricola e della sperimentazione in campo, secondo le modalità previste dalla normativa vigente e nel rispetto dei contratti collettivi di lavoro del settore.

 

2. Le assunzioni di cui al comma 1 sono autorizzate dal Direttore della struttura di ricerca cui afferisce l’azienda agraria.

 

3. L’assunzione dell’operaio agricolo a tempo determinato in nessun caso può superare la durata massima di novanta giornate annue.

 

 

 

CAPO V - Norme transitorie e finali

 

 

Art. 75 – Contratti a tempo determinato

 

1. La disciplina dei contratti a tempo determinato di cui al Capo IV è efficace dal 1 gennaio 2003. Da quest’ultima data, e per due anni, in tutte le selezioni per le assunzioni a tempo determinato disposte dal C.R.A. si prescinde dagli eventuali limiti di età fissati nei bandi per i titolari di borse di studio o di assegno di ricerca che hanno operato presso gli Istituti e le strutture di cui all’allegato 1 del D.L.vo 454/99 per almeno due anni alla data di approvazione dello Statuto e dei Regolamenti.

 

2. Tutti i contratti di lavoro a tempo determinato in atto presso gli Istituti e le strutture di cui all’Allegato I del D.L.vo 454/1999 alla data di approvazione dello Statuto e dei Regolamenti sono rinnovabili fino al 31 dicembre 2002, ferma restando la temporanea interruzione dei contratti stessi alla scadenza originariamente prevista, secondo le modalità stabilite dalla normativa vigente in materia.

 

Art. 76 – Concorsi per l’assunzione ai diversi livelli del profilo di ricercatore e di tecnologo

 

1. Le disposizioni del presente titolo relative all’assunzione ai diversi livelli del personale del profilo di ricercatore e di tecnologo sono compiutamente applicate a partire dalla tornata di concorsi da bandirsi per l’anno 2003, in presenza del piano triennale di attività di cui all’art. 4 dello Statuto.

 

2. Per le assunzioni di personale del profilo di ricercatore e di tecnologo per l’anno 2002 si applicano le procedure disciplinate con deliberazione del Consiglio di Amministrazione, nel rispetto dei seguenti criteri:

a) per accedere alla selezione per il livello iniziale dei due profili sono richiesti i requisiti di cui al comma 3 del precedente art. 67; possono inoltre partecipare, purchè in possesso del titolo di studio richiesto dal bando, i titolari di borsa di studio, di assegni di ricerca e di contratti a tempo determinato che hanno svolto per almeno due anni la loro attività presso gli Istituti di cui all’All. 1 del D.Lvo. 454/1999;

b) resta ferma la necessità di distinti bandi di concorso per livello e per settore scientifico-disciplinare o tecnologico;

c) i componenti delle commissioni di concorso di cui al precedente articolo 66, sono scelti dal Consiglio di Amministrazione su proposta del Presidente, tra esperti esterni e interni al C.R.A..

 

3. I settori scientifico-disciplinari e tecnologici di cui all’articolo 60, comma 2, sono individuati in via provvisoria, in attesa dell’attivazione del Consiglio Scientifico del C.R.A, con le modalità e i tempi indicati nel precedente art. 11 e sono immediatamente applicati ai bandi di concorso pubblicati successivamente  alla data di esecutività della delibera di individuazione. Anche ai fini della mobilità di cui all’articolo 19 dello Statuto, i settori scientifico-disciplinari sono, di norma, corrispondenti ai settori scientifico-disciplinari così come determinati ai sensi dell’articolo 17 della legge 15 maggio 1997, n. 127.

 

 

Art. 77 – Dotazione organica provvisoria

 

1. In attesa della definizione, ai sensi dell’articolo 4 dello Statuto, del primo piano triennale di attività, prevista entro dodici mesi dalla data di approvazione dello Statuto e dei Regolamenti, con il quale sarà definita la dotazione organica del C.R.A. per il triennio 2003-2005, nella Tabella A è riportata la dotazione organica provvisoria del C.R.A. alla data del 31/12/2001.

 

2. La dotazione organica provvisoria, di cui al comma precedente, è determinata sulla base della pianta organica dei 23 ex Istituti di ricerca e sperimentazione agraria, del personale assunto a tempo indeterminato dagli stessi Istituti, del numero di operai agricoli di cui al comma 8 dell’art. 9 del D.L.vo 454/99, del personale assunto a tempo indeterminato presso l’Istituto di sperimentazione per la pioppicoltura e le aziende annesse e presso l’Istituto nazionale di apicoltura, del personale appartenente al ruolo MiPAF in servizio presso l’UCEA, il Laboratorio centrale di idrobiologia, il Laboratorio di analisi entomologiche e presso gli IRSA, compreso quello addetto al servizio controllo vivai. L’organico complessivo così determinato è incrementato del 12 per cento per far fronte a esigenze indifferibili rappresentate, in particolare, dalla necessità immediata di costituire una struttura minima dell’amministrazione centrale del C.R.A., al momento inesistente, di procedere in tempi brevi ad una prima assunzione di giovani ricercatori, di dare una prima concreta attuazione a quanto previsto dall’art. 9, comma 7, del D.L.vo 454/99.

 

3. Ultimate le procedure di primo inquadramento del personale di cui al successivo art. 78, o, comunque, entro quattro mesi dalla data di approvazione dello Statuto e dei Regolamenti, l’articolazione della dotazione organica sarà ridefinita, fermo restando il numero complessivo di personale indicato nella tabella A, per riassorbire eventuali situazioni di soprannumero in singoli profili.

 

4. Con la definizione della dotazione organica 2003-2005 dovrà essere avviata un’azione di riequilibrio tra le aree scientifico-tecnologica, tecnica e amministrativa, così come previsto dall’art. 57, comma 2, mirando ad un progressivo potenziamento dell’ area scientifico-tecnologica rispetto alla situazione riportata nella Tabella A.

 

Art. 78 – Procedure di primo inquadramento del personale

 

A

B

1. Il primo inquadramento nel ruolo organico del C.R.A. del personale non incluso nei profili del comparto degli enti pubblici di ricerca ma operante a diverso titolo negli Istituti e strutture indicate nell’Allegato 1 al D.L.vo n. 454/1999, avverrà sulla base di apposite tabelle di equiparazione predisposte con le modalità indicate nell’art. 9 del citato D.L.vo 454/1999, tenuto conto delle professionalità esistenti nei suddetti Istituti e strutture di ricerca e sperimentazione e dei profili e livelli definiti nel D.P.R. n. 171/1991 e successive integrazioni e modificazioni. In sede di primo inquadramento, a tutto il personale che transita nei ruoli del C.R.A. viene riconosciuta la retribuzione in godimento, se più favorevole.

 

2. A decorrere dalla data di approvazione dello Statuto e dei Regolamenti del C.R.A., il ruolo del personale degli Istituti di ricerca e sperimentazione agraria del Ministero delle politiche agricole e forestali, di cui all’art. 51 del D.P.R. 1318/1967 e successive modificazioni e integrazioni, è soppresso. A decorrere dalla stessa data, gli ex Direttori ordinari e straordinari degli Istituti di ricerca e sperimentazione agraria e gli ex Direttori ordinari e straordinari delle relative Sezioni operative, sono inquadrati nel I livello del profilo professionale di ricercatore del comparto ricerca, con riconoscimento dell’anzianità prevista per l’inquadramento nel livello professionale di dirigente di ricerca o dell’anzianità maturata nel ruolo di provenienza, se più favorevole.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Agli ex Direttori ordinari degli Istituti di ricerca e sperimentazione agraria, in servizio da almeno dieci anni alla data di entrata in vigore del D.L.vo 454/1999, continuano ad applicarsi le norme di cui agli artt. 310, commi 1-2 e 3, e 311 del D.P.R. n. 3/1957.

Per il personale dell’ex ruolo unico degli Istituti di ricerca e sperimentazione agraria transitato in esso a seguito di concorso pubblico e precedentemente dipendente dagli Istituti di ricerca e sperimentazione agraria (ex operai agricoli a tempo indeterminato, ex addetti ai laboratori di analisi, ecc.) è dato per acquisito il profilo di appartenenza e sarà riconosciuta l’anzianità complessiva anche per la determinazione del livello di inquadramento alla data di entrata in vigore dello Statuto e dei Regolamenti. Effettuati gli inquadramenti di cui sopra ed ai commi 3, 4 e 5 del presente articolo e previa determinazione dei fabbisogni organici di ciascun profilo professionale, da predisporre entro 90 gg. dalla effettuazione dell’inquadramento stesso, i dipendenti dell’ex ruolo unico degli Istituti di ricerca e sperimentazione agraria che alla data di entrata in vigore dello Statuto e dei Regolamenti abbiano maturato 8 anni di anzianità nel profilo e che siano in possesso del titolo di studio per l’accesso al profilo immediatamente superiore, sono ammessi a partecipare ad appositi concorsi per titoli e/o esami per l’attribuzione, nel limite massimo del 50 per cento dei posti disponibili nei rispettivi profili e con effetto dalla data della deliberazione relativa alla determinazione dei fabbisogni di cui sopra, al livello iniziale del profilo immediatamente superiore.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

3. A decorrere dalla stessa data di cui al comma precedente, i Direttori dell’Istituto di sperimentazione per la pioppicoltura e dell’Istituto nazionale di apicoltura, nonché i Direttori delle altre strutture di cui all’allegato 1 del D.L.vo 454/1999 che hanno presentato al MiPAF, nei termini previsti dall’art. 9, comma 6, del D.L.vo 454/99, domanda di inserimento nei ruoli del C.R.A., sono inquadrati, ai sensi dell’art. 9, comma 4, del citato D.L.vo, nel I livello professionale del profilo di ricercatore con attribuzione della classe stipendiale iniziale, con mantenimento del trattamento economico in godimento, più favorevole. Il restante personale appartenente al ruolo del Ministero delle politiche agricole e forestali, in servizio presso le strutture di cui all’art. 9, comma 6, del D.L.vo 454/99, che ha presentato domanda di inserimento nei ruoli del C.R.A. nei termini indicati dallo stesso decreto, a decorrere dalla stessa data di cui al precedente comma 2, è inquadrato nei profili e livelli del ruolo organico del C.R.A. sulla base di apposita tabella di equiparazione definita ai sensi del precedente comma 1.

 

4. Entro tre mesi dalla data di cui al precedente comma 2, il personale assunto a tempo indeterminato dagli Istituti di ricerca e sperimentazione agraria, dall’Istituto di sperimentazione per la pioppicoltura e dall’Istituto nazionale di apicoltura è sottoposto a verifica di professionalità da parte di apposite Commissioni nominate dal Consiglio di Amministrazione. Lo stesso Consiglio di Amministrazione stabilisce criteri e modalità per l’espletamento di tale verifica, prevedendo in tutti i casi la valutazione dei titoli ed un colloquio. Ultimata la verifica di professionalità di cui sopra, l’inquadramento del personale nei corrispondenti profili e livelli del ruolo organico del C.R.A. avviene sulla base di apposita tabella di equiparazione predisposta ai sensi dell’art. 9, comma 5, del D.L.vo 454/99. L’inquadramento nel ruolo organico del C.R.A. di detto personale decorre dalla data di cui al precedente comma 3.

 

5. Il personale operaio di cui al comma 8 dell’art. 9 del D.L.vo 454/99 che ha prestato servizio per almeno 5 anni alla data di entrata in vigore del D.L.vo 454/99 presso gli istituti e le strutture di cui all’All. 1 del citato Decreto è inquadrato alla data di cui al precedente comma 2 nel profilo del ruolo organico del C.R.A. corrispondente alla qualifica rivestita e previa verifica di professionalità, effettuata con le stesse modalità di cui al precedente comma.

 

 

 

 

 

 

6. Nei tre anni successivi all’approvazione dello Statuto e dei Regolamenti, in tutte le assunzioni disposte dal C.R.A., il 50 per cento dei posti è riservato in favore del personale che ha prestato servizio, con contratti a tempo determinato, per due anni a partire dalla data del 4 dicembre 1994 e fino alla data di approvazione dello Statuto e dei Regolamenti. Alla data di approvazione dello Statuto e dei Regolamenti il C.R.A. attiva, il più celermente possibile, le procedure di indizione dei concorsi nell’ambito della disponibilità organica complessiva derivante dalla tabella A.

 

 

 

1. Il primo inquadramento nel ruolo organico del C.R.A. del personale non incluso nei profili del comparto degli enti pubblici di ricerca ma operante a diverso titolo negli Istituti e strutture indicate nell’Allegato 1 al D.L.vo n. 454/1999, avverrà sulla base di apposite tabelle di equiparazione predisposte con le modalità indicate nell’art. 9 del citato D.L.vo 454/1999, tenuto conto delle professionalità esistenti nei suddetti Istituti e strutture di ricerca e sperimentazione e dei profili e livelli definiti nel D.P.R. n. 171/1991 e successive integrazioni e modificazioni. In sede di primo inquadramento, a tutto il personale che transita nei ruoli del C.R.A. viene riconosciuta la retribuzione in godimento, se più favorevole.

 

2. A decorrere dalla data di approvazione dello Statuto e dei Regolamenti del C.R.A., il ruolo del personale degli Istituti di ricerca e sperimentazione agraria del Ministero delle politiche agricole e forestali, di cui all’art. 51 del D.P.R. 1318/1967 e successive modificazioni e integrazioni, è soppresso. A decorrere dalla stessa data, gli ex Direttori ordinari e straordinari degli Istituti di ricerca e sperimentazione agraria e gli ex Direttori ordinari e straordinari delle relative Sezioni operative, sono inquadrati nel I livello del profilo professionale di ricercatore del comparto ricerca, con riconoscimento dell’anzianità prevista per l’inquadramento nel livello professionale di dirigente di ricerca o dell’anzianità maturata nel ruolo di provenienza, se più favorevole. Limitatamente al periodo di attuazione del piano di razionalizzazione della rete scientifica di cui all’art. 20 dello Statuto e, comunque, per non più di due anni dalla data di approvazione dello Statuto e dei Regolamenti, agli ex Direttori ordinari degli Istituti di ricerca e sperimentazione agraria e delle relative Sezioni operative può essere concessa, con motivata delibera del Consiglio di Amministrazione, l’opzione per la permanenza nell’ex ruolo, congelando i relativi posti nell’organico dell’ente. Nel caso dell’ opzione per l’ex ruolo si applicano le norme previste dall’art. 25, comma 3, per il conferimento temporaneo degli incarichi di direzione delle strutture di ricerca del C.R.A.

Agli ex Direttori ordinari degli Istituti di ricerca e sperimentazione agraria, in servizio da almeno dieci anni alla data di entrata in vigore del D.L.vo 454/1999, continuano ad applicarsi le norme di cui agli artt. 310, commi 1-2 e 3, e 311 del D.P.R. n. 3/1957.

Per il personale dell’ex ruolo unico degli Istituti di ricerca e sperimentazione agraria transitato in esso a seguito di concorso pubblico e precedentemente dipendente dagli Istituti di ricerca e sperimentazione agraria (ex operai agricoli a tempo indeterminato, ex addetti ai laboratori di analisi, ecc.) è dato per acquisito il profilo di appartenenza e sarà riconosciuta l’anzianità complessiva anche per la determinazione del livello di inquadramento alla data di entrata in vigore dello Statuto e dei Regolamenti. Effettuati gli inquadramenti di cui sopra ed ai commi 3, 4 e 5 del presente articolo e previa determinazione dei fabbisogni organici di ciascun profilo professionale, da predisporre entro 90 gg. dalla effettuazione dell’inquadramento stesso, i dipendenti dell’ex ruolo unico degli Istituti di ricerca e sperimentazione agraria che alla data di entrata in vigore dello Statuto e dei Regolamenti abbiano maturato 8 anni di anzianità nel profilo e che siano in possesso del titolo di studio per l’accesso al profilo immediatamente superiore, sono ammessi a partecipare ad appositi concorsi per titoli e/o esami per l’attribuzione, nel limite massimo del 50 per cento dei posti disponibili nei rispettivi profili e con effetto dalla data della deliberazione relativa alla determinazione dei fabbisogni di cui sopra, al livello iniziale del profilo immediatamente superiore.

 In deroga a quanto previsto dall’art. 9, comma 3 del D.L.vo 454/99, i ricercatori ammessi con riserva e che hanno superato il giudizio di idoneità, per l’inquadramento a primo ricercatore, di cui all’art. 53 del contratto collettivo nazionale di lavoro del 5/3/1998, sono inquadrati alla data di approvazione dello Statuto e dei Regolamenti nel II livello del profilo di ricercatore del C.R.A.

 

3. A decorrere dalla stessa data di cui al comma precedente, i Direttori dell’Istituto di sperimentazione per la pioppicoltura e dell’Istituto nazionale di apicoltura, nonché i Direttori delle altre strutture di cui all’allegato 1 del D.L.vo 454/1999 che hanno presentato al MiPAF, nei termini previsti dall’art. 9, comma 6, del D.L.vo 454/99, domanda di inserimento nei ruoli del C.R.A., sono inquadrati, ai sensi dell’art. 9, comma 4, del citato D.L.vo, nel I livello professionale del profilo di ricercatore con attribuzione della classe stipendiale iniziale, con mantenimento del trattamento economico in godimento, più favorevole. Il restante personale appartenente al ruolo del Ministero delle politiche agricole e forestali, in servizio presso le strutture di cui all’art. 9, comma 6, del D.L.vo 454/99, che ha presentato domanda di inserimento nei ruoli del C.R.A. nei termini indicati dallo stesso decreto, a decorrere dalla stessa data di cui al precedente comma 2, è inquadrato nei profili e livelli del ruolo organico del C.R.A. sulla base di apposita tabella di equiparazione definita ai sensi del precedente comma 1.

 

4. Entro tre mesi dalla data di cui al precedente comma 2, il personale assunto a tempo indeterminato dagli Istituti di ricerca e sperimentazione agraria, dall’Istituto di sperimentazione per la pioppicoltura e dall’Istituto nazionale di apicoltura è sottoposto a verifica di professionalità da parte di apposite Commissioni nominate dal Consiglio di Amministrazione. Lo stesso Consiglio di Amministrazione stabilisce criteri e modalità per l’espletamento di tale verifica, prevedendo in tutti i casi la valutazione dei titoli ed un colloquio. Ultimata la verifica di professionalità di cui sopra, l’inquadramento del personale nei corrispondenti profili e livelli del ruolo organico del C.R.A. avviene sulla base di apposita tabella di equiparazione predisposta ai sensi dell’art. 9, comma 5, del D.L.vo 454/99. L’inquadramento nel ruolo organico del C.R.A. di detto personale decorre dalla data di cui al precedente comma 3.

 

5. Il personale operaio di cui al comma 8 dell’art. 9 del D.L.vo 454/99 che ha prestato servizio per almeno 5 anni alla data di entrata in vigore del D.L.vo 454/99 presso gli istituti e le strutture di cui all’All. 1 del citato Decreto, e il personale assunto con contratti a tempo determinato presso gli Istituti di cui sopra per un periodo complessivo di 30 mesi negli ultimi cinque anni alla data di entrata in vigore del D.L.vo 454/99, è inquadrato alla data di cui al precedente comma 2 nel profilo del ruolo organico del C.R.A. corrispondente alla qualifica rivestita e previa verifica di professionalità, effettuata con le stesse modalità di cui al precedente comma.

 

6. Nei tre anni successivi all’approvazione dello Statuto e dei Regolamenti, in tutte le assunzioni disposte dal C.R.A., il 50 per cento dei posti è riservato in favore del personale che ha prestato servizio, con contratti a tempo determinato, per due anni a partire dalla data del 4 dicembre 1994 e fino alla data di approvazione dello Statuto e dei Regolamenti. Alla data di approvazione dello Statuto e dei Regolamenti il C.R.A. attiva, il più celermente possibile, le procedure di indizione dei concorsi nell’ambito della disponibilità organica complessiva derivante dalla tabella A.

 

 


TABELLA A – DOTAZIONE ORGANICA PROVVISORIA (31/12/2001)

 

 

 

 

AREA

PROFILO

LIVELLO

ORGANICO

 

 

Amministrativa

 

 

 

Dirigenti

 

 

 

Funzionario di Amm.ne

Coll. Di Amm.ne

Operatore di Amm.ne

Ausiliare di Amm.ne

 

Dirigente Generale

 

Dirigenti degli Uffici, dei Servizi e Dir.Amm.centrali e periferici

 

VI-V

V-VII

VII-IX

IX-X

max 2

 

 

 

max 30

 

 

    58

  110

  150

    90

 

 

 

  440                 22.6%

 

 

Scientifico-

tecnologica

 

 

 

 

Ricercatore

 

 

 

Tecnologo

 

 

I

II

III

 

I

II

III

 

120

210

220

 

  20

  35

  40

 

 

 

  645                  33.0%

 

 

Tecnica

 

 

 

Collaboratore tecnico

Operatore tecnico

Ausiliario tecnico

 

IV-VI

VI-VIII

IX-X

 

  305

  330

  230

 

 

 

  865                  44.4%

TOTALE

 

 

1950                100%

 

 

 

 


TITOLO V – Disciplina della Presenza del C.R.A. in iniziative comuni ad altri Soggetti Pubblici e Privati, Italiani e Stranieri

 

 

 

Art. 79 – Principi generali

 

1. Per il perseguimento dei propri fini istituzionali il C.R.A. svolge, ai sensi dell’articolo 3 del D.L.vo 29 ottobre 1999 n. 454, le attività di cui all’art. 2 dello Statuto e quelle connesse, ivi compreso l’utilizzo economico dei risultati della propria ricerca, anche attraverso la collaborazione con altri soggetti pubblici e privati, italiani e stranieri in consorzi, fondazioni, società, ed enti analoghi.

 

2. Le attività consortili attivate dal C.R.A. e le eventuali società costituite ai sensi del presente Titolo, non rappresentano motivo di incompatibilità tra la carica di Presidente o componente del Consiglio di amministrazione del C.R.A. e le cariche nei consorzi e società medesime.

 

3. La presenza del C.R.A. in iniziative comuni ad altri soggetti, come manifestazione del potere di esercizio di autonomia privata, è improntata a principi di correttezza della iniziativa economica e di trasparenza ed economicità dell’azione amministrativa; nel caso di partecipazione ad enti con scopo di lucro, essa è vincolata al reimpiego di ogni eventuale utile nelle attività istituzionali.

 

 

Art. 80 – Procedure di valutazione e decisione della partecipazione del C.R.A. alle iniziative.

 

1. Il Consiglio di Amministrazione definisce i criteri generali e le procedure per la presenza del C.R.A. in iniziative comuni ad altri soggetti nel rispetto delle disposizioni generali del presente titolo.

 

2. La presenza del C.R.A. in iniziative comuni è disposta sulla base di una istruttoria effettuata dai competenti uffici dell’amministrazione centrale, tenendo conto dell’adeguatezza dell’iniziativa a realizzare gli interessi del C.R.A. in relazione ai seguenti elementi:

a) l’oggetto dell’ente partecipato e la sua capacità di contribuire al perseguimento dei fini istituzionali del C.R.A.,quali:

1)      le attività ad alto contenuto scientifico e tecnologico;

2)      le attività di sperimentazione;

3)      la valorizzazione ed il trasferimento tecnologico dei risultati delle ricerche;

4)      la formazione;

5)      la collaborazione con enti e organismi sovranazionali;

6)      il supporto tecnico-scientifico alle amministrazioni pubbliche e agli enti locali;

7)      la costituzione di imprese altamente innovative;

b) la natura dell’ente partecipato e le sue caratteristiche significative, quali:

1)      l’applicazione o meno del diritto italiano;

2)      lo scopo di lucro o mutualistico;

3)      la destinazione dei risultati economici della gestione;

4)      il rischio economico che la partecipazione può comportare;

5)      la dimensione dell’ente e la sua struttura organizzativa;

6)      il carattere aperto o chiuso delle partecipazioni;

c) il coinvolgimento delle “strutture di ricerca” e la possibilità, per tali strutture, di operare al fine di consentire la efficace partecipazione del C.R.A. all’iniziativa;

d) le caratteristiche degli altri partecipanti, da valutare al fine di evitare rischi, di carattere economico e per l’immagine, nell’adesione all’iniziativa;

e) il ruolo che il C.R.A. è chiamato a svolgere, ad esempio di promozione scientifica, guida dell’iniziativa, sostegno tecnico o finanziario;

f) i termini dell’eventuale coinvolgimento di beni, strutture e personale del C.R.A., i riflessi di tale coinvolgimento sulla normale funzionalità dell’azione istituzionale, la previsione dell’esigenza di interventi conseguenti;

g) le prospettive di riconoscimento ai rappresentanti del C.R.A. nell’iniziativa di un ruolo negli organi di scelta, di gestione, di controllo, di valutazione tecnica ed i riflessi di tale assunzione di ruoli sulla normale funzionalità dell’azione istituzionale.

 

3. La presenza del C.R.A. nelle iniziative comuni è disposta dal Presidente, previa deliberazione del Consiglio di Amministrazione, sentito il Direttore generale.

 

 

Art. 81 – Coinvolgimento delle strutture di ricerca del C.R.A.

 

1. Nel caso di cui all’art. 80, lettera c), di coinvolgimento diretto di una struttura di ricerca del C.R.A., l’interesse alla partecipazione diretta è espresso dal Direttore della struttura, relativamente alla convenienza, della stessa, dell’adesione, sulla base del rapporto tra il prevedibile impegno in termini di personale, beni e attrezzature scientifiche ed i prevedibili benefici. Tali pareri sono resi entro trenta giorni dalla richiesta.

 

2. Nel caso di cui al comma 1, il Consiglio di Amministrazione del C.R.A., nel disporre la presenza nell’iniziativa, può, con la delibera di approvazione, determinare le competenze, proprie o delegate, della struttura di ricerca interessata alla gestione della partecipazione, fermo restando la possibilità di direttive generali da parte dello stesso Consiglio relativamente agli obblighi di comunicazione periodica e di segnalazione di questioni urgenti di particolare rilevanza.

 

 

Art. 82 – Intese programmatiche

 

1. Le procedure di valutazione e approvazione dei progetti di presenza del C.R.A. in iniziative comuni di cui agli articoli 80 e 81 si applicano anche nel caso di intese programmatiche con gli altri soggetti interessati all’iniziativa, o di modificazione successiva di tali intese.

 

2. Nell’approvazione delle intese programmatiche di cui al precedente comma, particolare attenzione tra gli elementi di valutazione dovrà essere riservata alla quantificazione ed alla individuazione delle risorse economiche necessarie per la realizzazione dell’iniziativa, alle fonti di finanziamento accessibili, agli apporti e conferimenti da parte del C.R.A. anche in termini di immagine e di apporto di opera scientifica ed alla adeguatezza degli apporti e conferimenti degli altri partecipanti, alla durata dell’iniziativa ed alle ipotesi di recesso o altri comportamenti resi necessari per il C.R.A. da modifiche legislative o della propria regolamentazione.

 

 

 

 

 

Art. 83 – Rappresentanti del C.R.A. nelle iniziative comuni

 

1. Per ogni iniziativa alla quale l’ente aderisce, il Presidente del C.R.A., nel rispetto della disciplina di cui all’art. 80, comma 1, fermo restando la presenza di rappresentanti delle strutture di ricerca eventualmente coinvolte nell’iniziativa, designa un rappresentante del C.R.A. nell’ente partecipato, conferendogli l’incarico di verificare, nella gestione della partecipazione, il rispetto delle regole e degli adempimenti di cui al presente Titolo, ed in particolare di operare perchè il Consiglio di Amministrazione e l’Ufficio competente del C.R.A., di cui al successivo articolo, dispongano di adeguata informazione sullo stato dell’iniziativa partecipata e sull’insorgenza di questioni di particolare rilievo.

 

 

Art. 84 – Ufficio dell’amministrazione centrale

 

1. Le attività di istruttoria e monitoraggio delle diverse iniziative di presenza del C.R.A., di cui al presente Titolo, sono svolte da apposito Ufficio dell’amministrazione centrale.

 

2. l’Ufficio di cui al comma 1 è dotato di adeguate risorse operative e di personale, ai fini di una gestione complessiva, coordinata ed organica, di tutte le partecipazioni assunte e della predisposizione di una informazione adeguata anche alle esigenze di conoscenza e valutazione del Consiglio di Amministrazione e del Ministero delle Politiche Agricole e Forestali.

 

3. L’Ufficio di cui al comma 1, fornisce alle strutture di ricerca direttamente coinvolte l’assistenza, giuridica e tecnica, necessaria per la migliore gestione della loro presenza nelle iniziative comuni.

 

 

Art. 85 – Relazione al MIPAF

 

1. Annualmente a partire dal 1 gennaio 2003, il C.R.A. presenta al MIPAF, ai sensi del combinato disposto dall’art. 8 del D. L.vo 454/99 e dell’art. 3, comma 2, del D.L.vo 19/99, una relazione nella quale sono evidenziati i dati relativi alla gestione complessiva delle partecipazioni utili per valutarne i risultati e per orientare le scelte successive, i riferimenti più significativi a singole iniziative per le quali vengono in considerazione scelte circa la prosecuzione o la modifica dell’azione, gli elementi essenziali della programmazione relativa all’anno successivo a quello della relazione.

 

2. La relazione, predisposta dal dirigente dell’Ufficio di cui all’articolo 84, è presentata dal Direttore Generale al Consiglio di Amministrazione per l’approvazione.

 

 

Art. 86 – Revisione delle iniziative in atto

 

1. Il Consiglio di Amministrazione provvede, entro 12 mesi dalla data di approvazione del presente regolamento, a una generale revisione della presenza del C.R.A. in iniziative comuni eventualmente in atto alla data dell’ 1 gennaio 2002, al fine di valutarne la coerenza con le disposizioni del presente Titolo.

 

 

 

Art. 87 Norme transitorie e finali

 

Il presente Regolamento ha carattere sperimentale per la durata di due anni, nel corso dei quali può essere modificato con delibera del Consiglio di Amministrazione e previa consultazione con le OO.SS., anche sulla base delle risultanze del piano di riorganizzazione della rete scientifica e nel rispetto delle procedure stabilite dal comma 2. dell’art. 7 del D.L.vo 454/99. A tal fine il Consiglio di Amministrazione attiva, entro sei mesi dall’approvazione dello Statuto e dei Regolamenti , un piano di monitoraggio del funzionamento delle strutture e della rispondenza alle finalità del C.R.A. delle procedure indicate nel presente regolamento, predisponendone tempi, modalità operative ed eventuali strutture di studio e di supporto.