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Il
Monferrato offre ai visitatori paesaggi dolci e qualora quasi bizzarri,
punteggiati da antichi centri abitati dove l'atmosfera del vecchio Piemonte
si manifesta nel modo di vivere di una gente orgogliosa della propria
civiltà e delle proprie tradizioni.
Terra
di vini da secoli il Monferrato rappresenta in Italia una delle zone di
più intensa ed eletta tradizione vitivinicola. Gli enologi hanno
stabilito da tempo, a seconda della prevalenza dei vitigni, alcune aree
dove figurano i domini del Barbera, del Moscato, del Freisa, del Grignolino,
del Dolcetto.
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Nel
Monferrato si concentra il meglio della cucina Piemontese, schietta,
prelibata e rispettosa della tradizione. Gli agnolotti (lasagne
o aulinot),
il fritto misto (fricia),
i tagliolini (tajarin),
la bagna
cauda,
il bollito misto accompagato dal bagnet,
la torta di nocciole ed il bunet
sono alcuni dei piatti più caratteristici che in autunno
sono arricchiti dal prezioso tartufo bianco.
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Cereseto
appare tra le verdi colline del Monferrato come una gemma, dominato
dall'imponente castello dalle molteplici torri, uno dei più belli
dell'intera zona. Importante ricordare che a due passi da Cereseto
sorge il noto Santuario
della Madonna di Crea, che dista 5 Km da Moncalvo, la capitale
monferrina del tartufo
bianco.
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Sorto
in vicinanza dell'antica abbazia di S.Cassiano fu infeudato a dei
seguaci di Ardoino d'Ivrea e poi confiscato al cavaliere sàssone
Granseverto suo sostenitore.
Fu quindi possesso dei monasteri della Novalesa e di Breme, dei
marchesi di Monferrato aleramici e paleologi. Alla fine del 1500
Vincenzo I Gonzaga lo concedeva a Germanico Sarvognan costruttore
della cittadella di Casale Monferrato. Dopo le devastazioni del
1600 il castello fu ridotto e restaurato dai conti De-Maistre Lovera
di Maria, e nel 1912 ricostruito dalle fondamenta da Riccardo Gualino.
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Vennero
ricavate ben 160 camere che la consorte Cesarina Gurgo-Salice arredò
con molta competenza e gusto. Il colto finanziere - per sua ammissione
- qui passò i più bei giorni della sua vita, avendo di fronte il
Sacro Monte di
Crea.Ora il Maniero è disabitato, ma resta una grande attrattiva
di rara bellezza estetica con le sue fiabesche torri. Sul muro esterno
e posto come monumento ai caduti un bassorilievo (già destinato
ad un monumento allo Zar a Pietroburgo) opera del Canonica, recuperato
dal Gualino.
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La
Parrocchiale di S.Pietro e le chiese dei santi Filippo e Giacomo,
di S.Rocco e di S.Martino hanno buoni affreschi ed arredi.

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