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Dossier
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L'argomento che vogliamo affrontare questa volta - perchè sulla bocca di tutti - è quello dell'utilizzo da parte della NATO di munizionamento a base di Uranio impoverito. Il DU (Depleted uranium - uranio impoverito) è un metallo pesante che possiede delle proprietà fisiche particolari derivate principalmente dalla sua elevata densità (19g/cm cubo, 1.7 volte quella del piombo). Un metallo, cioè, pesantissimo con atomi, se potessimo per assurdo vederli, vicissimi l'uno all'altro. Per questo motivo viene utilizzato in applicazioni civili ( schermi per le radiazioni in medicina, zavorre e contrappesi in aviazione ) e militari. In quest'ultimo campo il DU, in virtù del suo alto peso specifico, garantisce una maggior penetrazione ai proiettili anticarro sparati dagli aerei (il cannone GAU-8a dell'A-10) ed è efficace come corazzatura ( il principale carro da battaglia statunitense M-1 Abrams ha strati della corazzatura in DU ). E' utilizzato dalle forze armate degli Stati Uniti, Gran Bretagna, Turchia, Arabia Saudita, Pakistan, Thailandia , Israele e Francia. Per ragioni che probabilmente hanno a che fare più con le paure collettive che si scatenano ogni qualvolta si parla di rischio radioattivo - a proposito o a sproposito - che per motivi plausibili, si è posto l'accento sul pericolo di contaminazione radioattiva nei Balcani a causa del munizionamento contenente DU. In realtà l'uranio, come tutti i metalli pesanti ha una tossicità elevata ma soprattutto chimica e solo in second'ordine radioattiva, specie in considerazione del suo utilizzo in concentrazioni non elevate disperse su una vasta area. Si riconosce l'esistenza di un problema di contaminazione ambientale in senso stretto, ma assolutamente non più rilevante di tanti altri, quali l'incendio di una raffineria di carburante, di una fabbrica chimica o di un deposito di materie plastiche. In conclusione: la guerra, oltre tutto, inquina. Certamente non è consigliabile raccogliere sul campo di battaglia un frammento di proiettile sparato da un A-10 e magari portarselo a casa e non è il caso di aggirarsi fra i resti ancora caldi di un carro colpito...ma quasi quanto non sia consigliabile giocare con un colpo inesploso o avvicinarsi ad un'automobile in fiamme o camminare sul terreno in un' area che sia stata sottoposta ad un attacco aereo. Comunque, la Rete è prodiga di siti sull'argomento e, tra questi, vi consigliamo le pagine delle Nazioni Unite sulla Task Force per lo studio dell'impatto ambientale della guerra nei Balcani. Interessante il sito dell' ufficio assistenza ai reduci della guerra del Golfo. Per completezza di informazione, vi invitiamo a consultare anche la documentazione raccolta per sostenere un altro punto di vista. |
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