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Nel segno di Maria

Da Pentecoste, una importante esperienza ecclesiale:

I'Anno Mariano. Alcune domande a Chiara Lubich.

In: "Città Nuova", 31 (1987), n. 11, pp. 10-11.

Com'è risuonato in te l'annuncio dell'Anno Mariano?

L'annuncio dell'Anno Mariano ha portato nel mio cuore una grande gioia. M'ha messo l'anima in festa, forse semplicemente perché voglio bene a Maria. Aver l'occasione di vivere più intensamente con la Vergine, perché si parlerà più spesso di lei, la si andrà a visitare nei suoi santuari, la si pregherà più frequentemente, mi mette un senso di paradiso nell'anima.

Cosa suggeriresti per vivere bene quest'Anno Mariano?

Penso si debba far fruttare il più possibile quanto la Chiesa offre durante quest'anno perché sia incrementata la conoscenza e la devozione verso Maria. Così sarà bene meditare profondamente l'Enciclica del Santo Padre Giovanni Paolo II Redemptoris Mater ed altri documenti mariani del Magistero della Chiesa, come l'ottavo capitolo della Lumen Gentium e le encicliche di Paolo VI.

Sarà utile seguire - nei limiti del possibile - congressi, dibattiti, conferenze su Maria, trasmissioni televisive, stampa e studi approfonditi che si terranno su questo argomento. Verrà spontaneo solennizzare tutte le feste di Maria, visitare le basiliche, i santuari e le chiese a lei dedicate. Verrà da sé poi, per i vari movimenti e associazioni, mettere in evidenza quanto lo Spirito Santo ha suggerito a ciascuno per una più approfondita conoscenza di Maria ed un più ardente amore verso di lei.

Si può arrivare ad un certa comunione d'anima con Maria? Cosa proponi per approfondire il rapporto con lei?

Sappiamo di molte persone di tutti i tempi che hanno raggiunto questo traguardo Non saprei però, esattamente, in che maniera ed in che momento del loro itinerario spirituale. Risponderò perciò a questa domanda riferendomi in modo particolare al Movimento dei Focolari ed alla via dell'unità che i suoi membri percorrono.

Quando essi intraprendono questa strada non è che arrivino subito o presto all'unione con Maria. È normale per essi sperimentare prima un'unione anche profonda con il Padre, con Gesù e con lo Spirito Santo. Solo più tardi, con gli anni, avvertono una certa unione con Maria.

Si ha l'impressione, infatti, che, come all'inizio della storia della Chiesa, Maria si è eclissata, per lasciar tutto lo spazio a chi lo doveva avere: Gesù, il Figlio di Dio, venuto in terra come dono del Padre per la nostra salvezza, così faccia anche ora nelle piccole storie d'ogni anima.

Moltissimi, infatti, affermano che, pur essendosi impegnati anche da anni nel servizio di Dio, secondo il carisma del nostro Movimento, non sentono nessuna unione particolare con Maria.

La venerano per quello che è, la seguono come la più perfetta discepola di Cristo, la amano... ma il loro cuore non è ancor aperto ad esempio ad un colloquio spontaneo con lei.

Per raggiungere questo obiettivo infatti occorre tempo. E ciò che può accelerare l'unione sentita con Maria è vivere da veri seguaci di Gesù, da gente che abbraccia con amore tutte le croci che si presentano durante la giornata.

Per questo atteggiamento verso il dolore si consolidano nelle persone tutte le virtù: la pazienza, l'umiltà, l'obbedienza , la carità... E ciò fa sì che si diventi ogni giorno più simili a Maria che, come si sa, possiede le virtù in modo eminente. È anche questa somiglianza con Maria, via via sempre più perfetta, che farà maturare la comunione con lei.

Lungo questo cammino per imitare sempre più perfettamente Maria, a cui l'Anno Mariano ci stimola, quale altro spunto ti sembra soprattutto importante tenere presente?

Maria è essenzialmente la Madre. È madre di Gesù e madre spirituale nostra. Gesù l'ha data a noi sulla croce nella persona di Giovanni. Maria è madre nostra e di tutti gli uomini. Di tutti. Perché come la redenzione di Gesù è stata universale, così è universale la maternità di Maria sugli uomini

Ella non ama solo i cattolici, ma tutti gli altri cristiani ed anche gli ebrei, i musulmani, i buddisti, gli induisti..., gli uomini di buona volontà e tutti gli altri. Da molti non è certamente riamata, ma ciò non vuol dire che lei non li ami. Ora, per imitare Maria, noi dobbiamo far nostro un po' il suo cuore, amare come e chi lei ama. Amare tutti.

Occorre, perciò, mettersi di fronte ad ogni prossimo che incontriamo, o per il quale lavoriamo, come fossimo sua madre o suo padre. In questa maniera il nostro atteggiamento nei suoi confronti diventa il più perfetto possibile. Una madre, infatti, accoglie sempre il proprio figlio, lo incoraggia sempre, spera sempre da lui qualcosa di buono, fosse pure un delinquente, un terrorista, un condannato dalla società. Una madre sa sempre coprire, perdonare, sopportare.

C è insomma nel cuore di una madre un amore simile alla carità di Cristo. E sarà questo modo di fare che, con la grazia di Dio, ci farà cogliere molti frutti di conversione a lui, prima di tutto in noi e poi nei nostri prossimi. Sì, perché dove passa Maria, fiorisce anche il deserto.