strada di Ivrea, saggiamente intitolato dai suoi amministratori al nome del loro illustre concittadino. Grazie all'intervento di comuni amici ci fu possibile, successivamente, conoscere l'avvocato Paolo Cattani, pronipote dello scrittore e la sua gentile consorte, la signora Lisa, che ci offrirono una squisita ospitalità proprio nello studio del Giacosa, nella stessa stanza in cui erano nati alcuni dei suoi lavori.

     Seduti sul comodo divano, con le spalle al grande tavolo da lavoro dello scrittore sembrava quasi di volgere le spalle alla sua persona con la sensazione che egli fosse ancora seduto lì, intento a comporre, a scrivere forse di quella terribile partita a scacchi del paggio Fernando!

     Parlammo a lungo della figura di Giuseppe Giacosa di cui avevamo letto gran parte dei lavori, e l'Avv. Cattani ci fornì molte spiegazioni, soffermandosi in particolare sul legame con il Canavese, dove lo scrittore era nato, aveva vissuto e lavorato per molti anni. Fu per noi spontaneo accostare la sua figura a quella del Nigra e, poiché non avevamo notizie in merito ad eventuali rapporti fra i due personaggi, chiedemmo informazioni all'avvocato. Dopo una breve ricerca nello scaffale archivio del bisnonno, con nostra grande sorpresa, ci porse una cartella contenente un plico di lettere in cui, senza esitazione, riconoscemmo la minuta e caratteristica calligrafia del Nigra.

 

     Il carteggio contiene 12 lettere indirizzate dal Nigra al Giacosa negli anni compresi fra il 1890 e il 1903. Le lettere sono scritte per la maggior parte da Vienna dove Nigra ricopriva la carica di ambasciatore del Regno d'Italia. Purtroppo non abbiamo, né per ora siamo stati in grado di rintracciare, le lettere che a sua volta Giacosa aveva inviato a Nigra, ma attraverso un'attenta lettura di queste che abbiamo esaminato è pur facile intuirne i contenuti.

     Giacosa, di circa vent'anni più giovane di Nigra, era nato a Colleretto Parella, ora come già detto Colleretto Giacosa, nel 1847 e si era laureato anch'egli in Legge alla Regia Università di Torino. In quegli anni, in cui ancora erano sentiti gli echi degli ardori risorgimentali, iniziò la sua formazione letteraria e, successivamente, fu uno dei massimi esponenti della Scapigliatura piemontese. La vocazione di scrittore ebbe così il sopravvento sulla professione di avvocato da lui esercitata, solo per un breve periodo, nello studio paterno. La sua produzione spaziò prevalentemente in tre campi, il giornalismo, la narrativa, il teatro e a quest'ultimo, in modo particolare, furono legati i suoi più grandi successi, Le più famose attrici teatrali del tempo, quali Sarah Bernhardt ed Eleonora Duse, interpretarono i suoi drammi mietendo grandi trionfi.

     Altrettanto successo ebbe la sua attività di librettista in collaborazione con Luigi Illica, per i tre capolavori di Puccini: Bohème, Tosca e Madama Butterfly.


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