MEMENTO
Di Christopher Nolan
Con Guy Pearce, Carrie-Anne Moss, Joe Pantoliano, Stephen Tobolowski

CRITICA
Howard Hawks sosteneva che un film, per essere ritenuto bello, deve avere tre scene memorabili e nessuna brutta; vista la attuale sterilità della scena cinematografica, dove un copione viene ripetuto all'infinito con minime variazioni da un film all'altro mi permetto di aggiungere che anche l'originalità riveste un ruolo estremamente importante.
In Memento, opera seconda del regista
Christopher Nolan (anche sceneggiatore), di originalità se ne trova davvero
tanta, a partire dallo spunto iniziale: un uomo, in seguito ad un incidente,
perde la cosiddetta "memoria breve" ossia dal momento del trauma non
riesce a ricordare nulla per più di quindici minuti ed è costretto a prendere
appunti per poter ricostruire gli eventi della sua vita.
Ecco
dunque che la vita di Leonard Shelby (Guy Pearce), alla ricerca dell'uomo
colpevole di aver stuprato e ucciso sua moglie, è regolata da una serie di
fotografie, note e appunti (i memento del titolo, e io che pensavo ad una colta
citazione latina...) per la maggior parte tatuati sul suo corpo, che ogni volta
gli permettono di riorganizzare ciò che gli è successo e riconoscere i
personaggi con cui interagisce che assumono ruoli positivi o negativi a seconda
del momento.
Allo
straordinario spunto narrativo si accompagna una struttura assai innovativa che
se inizialmente può confondere alla fine si rivela essere il maggior punto di
forza del film: tutti gli eventi vengono vissuti all'indietro a partire dalla
morte dell'assassino fino all'inizio della vicenda e tutto questo avviene in
sequenze che si sovrappongono l'una all'altra tanto da suscitare nello
spettatore un senso, appunto, di confusione e di incertezza che,
presumibilmente, assomigliano molto alle sensazioni provate dal protagonista.
Aggiungete
anche che la vicenda ha risvolti davvero sorprendenti (che rivelare sarebbe un
delitto) e che tutto il meccanismo è oliato alla perfezione e ottenete quello
che fino ad ora è, per il sottoscritto, il film più bello ed interessante
dell'anno.
Un
plauso a tutto il cast e in particolare a Guy Pearce
che nel ruolo del protagonista conferma la bravura dimostrata in LA
Confidential, speriamo che in futuro continui a fare film seri e non si lasci
tentare da offerte Gladiatorie come qualche altro collega. Brava anche se un po
defilata Carrie-Anne Moss e strepitoso Joe Pantoliano (Matrix)
nell'ambiguo ruolo di Teddy.
Da
vedere, assolutamente![H.B.]
P.S.:
Fate una visita al sito ufficiale del film; io purtroppo ci sono stato dopo
averlo visto ma andarci prima potrebbe essere una buona idea: www.otnemem.com
(questi ci rubano le idee….)
Attenzione!
La seguente recensione contiene alcune rivelazioni sulla trama del film!
Durante
la proiezione di Memento mi è venuto spontaneo pensare che è come
vedere un film montato al contrario, dalla fine all’inizio!
Memento,
infatti, oltre ad avere la scena iniziale effettivamente girata al contrario, ha
una struttura complessa tutta fatta di flashback e flashforward incastrati
l’un l’altro e differenziati dall’uso del colore o del bianco e nero, ed
ha il tipico andamento del gambero. La storia infatti comincia dalla fine e
ricostruisce i fatti procedendo a ritroso fino alla rivelazione finale che
cambia l’ottica di tutto ciò che si è visto fino ad allora. Il fatto
originale è che la sorpresa nella scena finale del film in realtà è
l’inizio della storia raccontata dai fratelli Nolan (Jonathan autore del
romanzo e Christopher sceneggiatore e regista segnalatosi nel 1998 con Following).
Leonard,
il protagonista della vicenda, soffre di una strana malattia che, a causa di un
trauma cranico e relativo shock per l’omicidio della moglie da parte di un
certo John G. o James, non gli consente di trattenere i ricordi, se non per
pochi minuti, degli avvenimenti che accadono dal giorno dell’incidente in poi.
Ripresosi dal trauma trova come unica ragione di vita cercare l’assassino di
sua moglie per ammazzarlo. Per fare questo si organizza con foto polaroid,
appunti e tatuaggi su tutto il corpo in modo da non dimenticarsi di tutto quello
che scopre e delle persone che incontra.
Questa
sua malattia, oltre a rendergli la vita difficile, lo pone a volte in situazioni
paradossali, per noi spettatori divertenti, ma che per lui possono essere molto
pericolose. Per esempio quando si “risveglia”
in una stanza d’albergo con una bottiglia in mano, decide di fare una
doccia ma non si ricorda di essere lì per fare un agguato a un pericoloso
delinquente, oppure quando si “risveglia” durante una corsa, vede un altro
uomo che corre e pensa “Ah già, stavo inseguendo quel tizio” , gli va
incontro e subito dopo, quando l’altro gli spara, cambia idea e pensa “ah
no, è lui che insegue me!”.
Il
film inizia con Leonard (Guy Pearce) che ha appena sparato a un uomo (Joe
Pantoliano). Lentamente, di flashback in flashback, il puzzle si ricompone dando
un quadro completamente diverso da quello che traspare all’inizio. Durante
l’inchiesta condotta da Leonard facciamo la conoscenza delle 2 figure chiave:
Teddy, l’uomo a cui ha sparato all’inizio, che però solamente alla fine del
film scopriamo chi realmente è e da dove è saltato fuori, e la fidanzata di
uno spacciatore interpretata da Carrie-Anne Moss. Entrambi i personaggi
risultano ambigui a tal punto che non si capisce se stiano aiutando il
protagonista o lo stiano sfruttando.
Insomma
un film ben strutturato, ambizioso, intrigante, originale, avvincente, con un
buon ritmo e che tiene desta l’attenzione dello spettatore costringendolo a
seguire ogni singolo fotogramma per potersi districare nell’enigmatica
vicenda. Ottima prova di Pearce nella parte dello smemorato ma anche gli altri
attori risultano essere buone spalle (Pantoliano un gradino al di sopra della
Moss).
Tutto questo secondo il modesto parere di un appassionato del cinema “semplice” , non molto amante dei super effetti speciali fatti col computer, che preferisce film semisconosciuti, giudicati di serie B, ai blockbuster miliardari. Meglio lo spettacolo offerto da un buon film “povero” ma pieno di idee di quello offerto da un film miliardario pieno di effettoni speciali ma con poche idee. E questo film ne è un buon esempio. [Stefano Passera]