
Ma Luciano non è solo un grande musicista , ma anche un grande regista! Eh si , avete capito bene, perchè il Liga ha fatto anche un film! Un film ottimamente riuscito visti i risultati ottenuti ed i premi vinti alla Mostra del Cinema di Venezia , come regista esordiente , tra cui 3 David di Donatello , 2 Nastri d' argento , 1 Globo d 'oro, e 3 Ciak d' oro.
Insomma che dire , ormai manca solo che Ligabue si dia alla..PITTURA!!
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Volevo scrivervi qui quello che penso io del film di Ligabue. E volevo dirvi che a parte i 3 David di Donatello che Ligabue ha vinto come regista esordiente , il film , che ha visto protagonista Stefano Accorsi è davvero un gran bel film. Le tematiche trattate non sono certo semplici da gestire, la droga è sempre un tema "scottante" e delicato , e secondo me devi pure essere in grado di parlarne per non essere travolto dalle critiche perchè si sa, sulle droghe ci sono sempre pareri abbastanza discordanti. Il film di Luciano , anche se un po crudo (ma lo deve essere per forza visto il tema trattato) secondo me "rende bene" l' idea e anche se questo film ha allontanato per un pò Luciano dalle scene musicali vere e proprie , sono molto contento che l' abbia fatto. |
IL FILM
Il film di Luciano prende spunto dai racconti del suo libro "Fuori e dentro il borgo" da un paio di questi racconti, variamente arricchiti con facce prese a prestito da altre storie, è tratto il film che Ligabue ha scritto e diretto, con la collaborazione di Antonello Grimaldi . <<Da quando faccio il mestiere di cantautore-dice Ligabue- racconto leggende locali della mia zona, che è Correggio>>, dove RADIOFRECCIA è stato ambientato e girato. Il film narra il mondo eccitato e ingenuo delle cosiddette "radio libere" nell'Italia degli anni '70, ma soprattutto mette in vetrina una variopinta fauna umana, giovanile e no, che si raccoglie attorno ai tavolini dei bar di provincia. <<Il bar>>, spiega Ligabue, <<è il ritrovo obbligato per grandi e piccoli meeting, il luogo nel quale si andava a raccontare e si faceva esercizio di fantasia, inventando episodi che spesso non erano altro che palle clamorose. Ma sempre fantasia era>>. Nei bar che racconta Ligabue, di cui il Bar Mario è l' esempio per tutti <<vigevano regole ferree, maschiliste e le donne non avevano posto, se non nelle favoleggiate imprese erotiche, e no, dei maschi>>. La colonna sonora del film è composta da musiche celebri di canzoni degli anni 70 e naturalmente da musiche curate dallo stesso artista <<Abbiamo speso un mucchio di quattrini per acquistarne i diritti>>, conferma il cantautore. E' firmata da Ligabue la canzone dei titoli di coda, Ho perso le parole.
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