Il nucleo originario Al
centro della fertile pianura Campana, la Campania Felix
dei romani, territorio dei
Liburni
(da
Leuterni
da cui
Leboria o Liburni), antica popolazione affine ai
Cimmeri,
i cui confini erano delimitati a sud dal Ducato di
Napoli a est e a nord dal fiume Clanio e ad ovest dal mar
Tirreno, sorse la città di Aversa che qualche recente
studio vuole di fondazione etrusca. Recenti scavi nella zona
ovest della città e nel comune limitrofo di
Gricignano di Aversa, hanno riportato alla luce insediamenti
capannicoli del tardo Neolitico (fine IV millennio a.C.),
ripartizioni agrarie e solchi di ruote di carri
nonché fosse con scheletri rannicchiati della media
età del Bronzo (fine del III inizio II millennio a.
C.) e numerose tombe del IV-III sec. a.C. |
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Gricignano di
Aversa. Capanna o deposito di 28 x 7 metri. Antica
età del Bronzo (fine III millennio a.C.) |
Aversa (presso Istituto ITIS): strada in terra battuta con impronte di ruote di carro. (antica fase avanzata dell'età del Bronzo, XVIII secolo a.C.). (Da "Archeo", n. 4, Aprile |
Gricignano di Aversa.
Deposito rannicchiato umano. Antica rtà del Bronzo
(fine III inizio II millennio a.C.). (Da "Archeo", n. 4,
Aprile ) |
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Il
Villaggio o Castello che fosse Giovanni Villano lo
riporterà nelle Cronache napoletane. Dell'antica
città rimarrebbero alcune suppellettili della
necropoli della sua zona nord, presso Teverola, qualche
scritta, rilievi di animali, vasellame nonché una
rete di cunicoli sotterranei, in buona parte ancora
percorribili, che collegavano tra loro le varie aree
sacre. |
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