L'OPPOSIZIONE DI GIOVE 1998-99

di

Davide Mauro (CODAS – Siracusa)

Un’analisi delle osservazioni effettuate dagli astrofili di Siracusa e di Catania


Il presente rapporto è il risultato dell’analisi di 45 osservazioni visuali di Giove, effettuate dal CODAS di Siracusa e dal GAC "G. Ruggieri" di Catania durante l’opposizione del 1998. La prima osservazione risale al 16 giugno ‘98; l’ultima è del 12 gennaio ‘99, con il pianeta ormai basso all'orizzonte. Gli osservatori e i telescopi sono i seguenti:

COPERTURA OSSERVATIVA

Nella seguente tabella è riportata la copertura osservativa del pianeta per tutto il periodo d'osservazione e la quantità di osservazioni eseguite.
 
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Giugno

Osservando all'alba il seeing si è mantenuto più che accettabile con la conseguente migliore visibilità dei dettagli. Da segnalare diversi avvistamenti della Grande Macchia Rossa (GMR) e di White Oval Spots (WOS). Quattro osservazioni.

Luglio

E' stato coperto da due sole osservazioni, con seeing mediocre.

Agosto

E' stato un mese caratterizzato da utili rilevamenti al Meridiano Centrale (MC) della GMR. Avvistate anche due WOS ed eseguito uno Strip Sketch il 27 agosto. Sette osservazioni e uno Strip Sketch.

Settembre

Il 1° settembre la SEB, tradizionalmente separata in due componenti (una nord e una sud) è apparsa unita per un'ampia estensione di longitudine. E’ stato rilevato un altro passaggio al MC della GMR. Due osservazioni e uno Strip Sketch.

Ottobre

Tra le quindici osservazioni effettuate è utile fare riferimento al giorno 16 (figura 1) caratterizzato da una sequenza di 4 disegni del pianeta. Alle ore 20:20 TU Marino osserva alcuni festoni equatoriali della NEB, un dettaglio scuro nella NTB ancora non al meridiano, nonché dei "ponti" scuri tra NEB e NTB. Un'ora dopo Lo Savio e Mauro osservano il dettaglio scuro della NTB più spostato a sinistra per effetto della rotazione del pianeta (anche se non si concorda nella

Fig.1: Giove osservato il 16 ottobre 1998 a breve distanza di tempo. Da sinistra verso destra: Marino alle 20:20 di Tempo Universale (TU), Lo Savio 21:20 TU, Mauro 21:20 TU, Marino 21:43 TU


 
 

 posizione osservata dai due osservatori) Lo Savio registra inoltre un rilevante numero di festoni, mentre uno solo è segnalato da Mauro. Nel complesso i dettagli sono comunque confrontabili. La EB è presente in tutti e quattro disegni. Alle 21:43 TU Marino riconferma il festone notato da Mauro, con l'aggiunta di dettagli e con il sorgere della GMR.

Il giorno dopo Lo Savio osserva per primo una GMR ormai oltre il MC, registrata in uno Strip Sketh; poi Marino, alle 21:25 TU, osserva un festone non ancora al meridiano, mentre Salvaggio alle 22:10 TU osserva lo stesso festone oltre il MC e registra ulteriori dettagli.

Il 18, sempre Lo Savio, osserva per primo il pianeta alle 17:10 con tre festoni in vista e il transito di Io sul bordo del disco; alle 19:33 TU Marino osserva solo l'ombra nera di Io sul pianeta e una WOS nella STZ; infine alle 20:10 Lo Savio riosserva il pianeta con la WOS oltre il meridiano.

Novembre

Il seeing non buono ormai condiziona le osservazioni, infatti la qualità delle osservazioni si è abbassata rispetto ai mesi precedenti. Sei osservazioni.

Dicembre

Altre quattro osservazioni, con molti festoni evidenziati.

Gennaio

Il mese conclude la campagna osservativa con tre osservazioni. Ma il seeing è scadente, per cui la qualità dei disegni è bassa.



LE BANDE

SPR: la regione polare sud non ha presentato cenni di attività e si è mostrata sempre stabile e immutata.

SSTB: osservata diverse volte soprattutto dagli astrofili catanesi. La banda alle volte si mostrava separata dalla calotta polare e altre volte come un elemento interno e più scuro prossimo alla regione polare.

STB: piuttosto attiva la banda è stata osservata spesso con la presenza di una WOS. A volte si è osservata nettamente separata dalla SPR, altre volte pareva farne parte. Molto evidente. Si vedano i successivi paragrafi per la descrizione di ulteriori dettagli.

SEB(s)-(n): si è notato che la componente nord era più scura. Tra le due componenti si sono spesso avvistate WOS. Nei giorni 27/8, 30/8 e 1/9/98 nella zona tra i 96° e i 200° di longitudine al sist II, Mauro ha osservato un evidente accavallamento della SEB(s) su quella (n), accentuato dalla notevole differenza di colore esistente tra le componenti. Il fenomeno, osservato per tre volte dallo stesso osservatore, non si è più riscontrato nei disegni successivi; nelle osservazioni dei catanesi non si denotava alcuna separazione della SEB.

EB: la banda è stata spesso osservata, in unione con alcuni festoni. Però la componente soggettiva dell’osservazione visuale ha portato ad una diversa interpretazione della conformazione della banda stessa, che è stata vista a volte unita e continua e altre volte a tratti.

NEB: molto attiva con diversi festoni e alcune baie. Anche qui è evidente la differenza d’interpretazione dell’immagine telescopica tra gli osservatori: chi osservava i festoni uniti alla EB, chi invece notava un arco in ricaduta sulla banda. Va notato che Marino e Spampinato hanno osservato molti più dettagli e contrasti in questa banda rispetto gli altri osservatori.

  Fig. 2: Spostamento dei dettagli in prossimità della GMR

NTB e NNTB: sempre presenti nelle osservazioni e molto evidenti, ma scarsa attività che l'ha caratterizzata. Rilevati, una WOS il 27/8 da parte di mauro e alcuni grumi scuri osservati dagli altri osservatori.

NPR: si è mantenuta stabile e uniforme.

GMR: i diversi passaggi della GMR, denotano la usa netta disuniformità già notata negli anni passati. Nella figura 2, risulta evidente la sua evoluzione e il progressivo avvicinamento di una WOS, in seguito osservata come una successione di tre ovali da Lo Savio (figura 2).
 
 

E’ stato possibile fissare la longitudine della GMR grazie a tre rilevamenti di Mauro, dalle quali si è riscontrato un MC di 65° sist. II. Non è stato possibile calcolare le dimensioni in km della GMR, pur avendo una stima dei gradi di longitudine degli estremi della stessa.

WOS: sono state osservate diverse WOS nel corso di tutta l'opposizione, ma la quantità di passaggi al MC rilevati è insufficiente al fine di uno studio sugli spostamenti. Una WOS (o presunta tale) è stata notata tra la SEB(n) e la SEB(s). La stessa è stata avvistata più volte da Mauro come singola, mentre successivamente le osservazioni di Lo Savio hanno indotto a pensare che in realtà la WOS fosse composta da altri due vortici. La figura 2, mostra la GMR in un primo periodo priva di WOS e successivamente, una singola WOS in avvicinamento. Poi tre WOS notate il 30/9, il 17/10 e il 29/10. Un altro ovale è stato osservato a nord, vicino alla NNTB ma in una sola occasione. Infine alcuni ovali sono stati osservati nella STrZ.

Dei cinque rilevamenti di transiti al MC di ovali, solo due, relativi alla WOS della SEB (quella che si è avvicinata alla GMR) sono utilizzabili. Ho riscontrato, nel giro di 7 giorni, che la stessa si è spostata di 23° verso longitudini decrescenti; ciò porta a una velocità media di 80 Km/h coerente, anche se un po’ in eccesso, con i calcoli di velocità eseguiti nell'opposizione del '95.



STIME D'INTENSITA' E COLORE DELLE BANDE

Bande intensità osservatori colore

SPR 4,4 (22) marrone-grigio

SSTB 3,6 (4) marrone

STB 4,4 (14) marrone

SEB(s) 5,7 (22) marrone-grigio

SEB(n) 5,3 (22) marrone-grigio

EB 2,9 (8)

NEB 5,9 (22) marrone-grigio-rosso

NTB 5,8 (22) marrone-grigio-rosso

NNTB 5,1 (10) marrone-grigio

NPR 4,3 (22) marrone-grigio

RS 4,1 (8) marrone-rosa


L’ATTIVITA’ DELLA STB

Un interessante confronto tra gli osservatori riguarda l'evoluzione dell'unione della STB alla calotta polare sud (figura 3). Il 15/10 Mauro ha osservato l'unione a 203° sist. II, il 18 dello stesso mese Marino osserva la zona con vari dettagli e con una WOS. Il 23, anche Spampinato conferma l'osservazione di Marino, ma con una presenza di maggiori dettagli, comunque confrontabili. Il 20 di novembre ancora Spampinato riosserva la stessa zona ormai priva delle strutture già osservate e più schematica. Infine il 12 gennaio 99 Mauro osserva a 125° di MC una struttura simile e con pochi dettagli. Forse il dettaglio è direttamente confrontabile con quelli sopra descritti dato l'eventuale spostamento in longitudine, ma rimane qualcosa da verificare.


FIG. 3a Mauro 15/10/98

FIG. 3b Marino 18/10/98

FIG 3c Spampinato 23/10/98


 
 
 

FIG. 3d Spampinato 20/11/98

FIG. 3e Mauro 12/01/99

CONCLUSIONI

Nell’insieme il pianeta è stato sufficientemente coperto dalle osservazioni e la collaborazione con gli astrofili catanesi è stata importante. Il problema principale è stato il seeing che ha penalizzato la maggior parte delle osservazioni, rendendole in alcuni casi assai poco dettagliate. Altro problema, la scarna quantità di rilevamenti al MC, penalizzante per un lavoro


preciso. Comunque la quantità di osservazioni e di osservatori ha dato la possibilità ad interessanti confronti.

Infine voglio aggiungere un commento al grafico delle stime d'intensità delle bande gioviane dal '95 al '98 (figura 4). Il risultato, a dire il vero, non è dei più attendibili perché si fonda sulle stime d'intensità degli anni precedenti e ristretto ai pochi osservatori di Siracusa. Si nota comunque un generico affievolirsi delle bande (nel '97 le stime sono state insufficienti). Speriamo che la collaborazione, magari allargata ad altri osservatori possa dare dati più precisi ed interessanti.