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IL BAGUAZHANG DI SUN LUTANG

Il Baguazhang di Sun Lutang è uno dei più conosciuti metodi di pratica della Boxe degli Otto Trigrammi. Risale infatti a Sun Lutang la sequenza di Baguazhang che compare illustrata anche nei manuali della Republica Popolare Cinese odierna. Sun, uomo di cultura e letterato, fu infatti il primo tra gli insegnanti di arti marziali della vecchia generazione a pubblicare nel 1916 un libro destinato al pubblico dei praticanti su questa arte. Già nel 1915 aveva pubblicato un testo sullo Xingyiquan, e prima di morire ne scriverà altri tre sul Taijiquan, sulla spada del Baguazhang e sulla "Vera Essenza della Boxe". Il suo diario, documento eccezionale per le testimonianze di un maestro che visse accanto a personaggi come Yang Chenfu, Fu Chengsun, Wang Xiangzhai, Guo Yunshen e altri ancora, è andato purtroppo perduto, rubato alla figlia di Sun Lutang, Sun Jianyun.

Sun era famoso per la sua destrezza, al punto di essere soprannominato dal suo maestro di Xingyiquan Guo Yunshen una "scimmia vivente". Era nota la sua capacità di spostarsi a passi piccoli e molto veloci, tale che il suo movimento appariva fulmineo, e di saper spostare il suo Qi e il suo baricentro in tutto il corpo come un millepiedi. Pare che il suo fajing avessa raggiunto livelli d’eccezione, al punto da ferire seriamente le braccia dell’avversario solo utilizzando il suo contro-fajing.

Il Baguazhang non era stato comunque il primo sistema di Sun Lutang. Con Li Kuiyuan e Guo Yunshen aveva studiato per molti anni Xingyiquan, uno stile di boxe interna essenziale, concreta e diretta, che aveva trasformato il giovane e depresso Sun in un combattente maturo. Si racconta ancora dei suoi allenamenti a palmi nudi contro enormi enormi affusti di cannone, e si narra che dopo anni di allenamento riuscisse a spostarli leggermente con la potenza dei suoi colpi. Intorno ai trent’anni Sun riesce ad arrivare a Beijing e a studiare Baguazhang con Cheng Tinghua. Il suo apprendimento del sistema è facilitato dall’abilità già raggiunta nello Xingyiquan, e dopo tre anni Sun lascerà Cheng Tinghua (che lo ribattezzerà "Colui che è ancora più furbo di una scimmia vivace") per rimettersi in cammino attraverso la Cina e conoscere nuove realtà.

Ma il Baguazhang resterà per Sun un’esperienza fondamentale: giunto a 50 anni viene in contatto con il Taijiquan della scuola Wu attraverso Gao Weizhen, e dentro il Taiji stile Sun ritroviamo le seguenti caratteristiche, descritte da Sun Jianyun: "La tecnica dei passi è del Baguazhang, le tecniche di gamba e di bacino dello Xingyiquan, e la morbidezza del corpo del Taijiquan". Il suo Taijiquan si chiamerà "Huo Bu Kai He Taijiquan", passi veloci - aprire e chiudere, ancora un riferimento evidente al Baguazhang.

Il Baguazhang di Sun Lutang è il primo a utilizzare nomi e riferimenti di animali, con molta probabilità prendendo spunto dallo Xingyiquan, che di tecniche riferite ad animali ne ha dieci o dodici, forse per rendere meglio lo spirito del movimento. Fino ad allora le tecniche nel Baguazhang erano sempre state trasmesse e codificate con una terminologia più classica e diretta (ad es. "pugno rovesciato", "sollevare la veste e colpire", etc.) Il tipo di Baguazhang di Sun doveva essere in linea teorica molto vicino a quello del suo insegnante Cheng Tinghua, maestro di Shuai Jiao (lotta cinese), del quale si racconta che Sun prendesse scrupolosamente nota di tutto quanto gli veniva insegnato. In effetti il metodo di Sun è simile nei suoi principi a quello della scuola Cheng, ma si differenzia per una serie di piccoli e grandi particolari.

Luigi ZaniniLa gestione delle distanze e la possibilità di concludere il combattimento nel corpo a corpo, o almeno con il corpo a contatto, è una delle caratteristiche della scuola Cheng, che ritroviamo anche nel sistema di Sun, ma è evidente la semplificazione di rotazioni e di torsioni che Sun ha operato, e che sono sicuramente da ricondurre in parte all’esperienza di boxe precedente nello Xingyiquan. Scrive nel suo "Baguaquan Xue": "Come nello Xingyiquan, per alzare la mano prima porta avanti il piede sinistro. Usa il piede destro come radice. Questa è la postura corretta del corpo. Perciò Xingyiquan in cerchio corrisponde alla terra. E’ il fenomeno della terra. Quindi Xingyiquan ha la forma dell’incrocio al centro e ricerca la creazione del movimento. (...) Xingyiquan e Baguazhang sono le due facce della stessa moneta. Il loro principio è l’energia che si contrae al centro del movimento, il quale fa in modo che il Qi diventi unito e ritorni al Dan Tien". E’ evidente che partendo da una omogeneità di principio degli stili interni, Sun sia stato istintivamente più orientato verso una ricerca di semplicità nel Baguazhang.

La sequenza descritta nel suo libro risulta infatti piuttosto semplificata, se confrontata con sequenze di altre scuole, come ad esempio quelle di Fu Chengsun o quelle originarie di Cheng Tinghua, in quanto sono molto meno visibili quelle torsioni, quelle rotazioni evidenti, quella generale accentuata flessione del corpo che sembra caratterizzare il Baguazhang. Allievi anziani di prima generazione di Sun Lutang hanno riferito che comunque la forma del libro era solo una versione elementare, ad uso e consumo degli "esterni" alla scuola, mentre la pratica della scuola di Sun era molto più profonda. Ma davanti alla richiesta esplicita di spiegare in che senso fosse più profonda, la risposta è rimasta evasiva. E’ da supporre che la profondità del Bagua di Sun non fosse nelle ricercatezza delle forme o nella intricatezza dei movimenti quanto piuttosto nell’agilità e nella potenza dell’esecuzione pratica.

Nella sequenza degli Otto Animali (Baxingzhang) Sun vuole introdurre il concetto di mutazione e di evoluzione da un Qua (trigramma) all’altro senza insistere su troppe forme e troppi movimenti, ma solo sull’essenziale. Chi vuol capire - e soprattutto chi può capire, cioè chi ha esperienza - capisce. I riferimenti esoterici, alchemici, teorici dei Mutamenti dell’Yijing ci sono tutti, ma forse rappresentano in certi casi più il punto d’arrivo teorico di Sun Lutang che non l’approccio pratico. C’è senza dubbio l’influenza dell’essenzialità dello Xingyiquan, che riduce un intero sistema ai cinque modi di esprimere energia con un pugno. Prova di questa influenza "semplificatrice" l’abbiamo anche nelle altre forme di Baguazhang, che la scuola di Sun Lutang ci ha lasciato, e nella pratica che ancora oggi la figlia Sun Jianyun conduce: si tratta sempre del Baguazhang di Sun, con i suoi marchi caratteristici (come per esempio la postura del Falco o l’avvitamento del Serpente), che per quanto complesso è sempre riconducibile alla sua essenza di otto metodi per usare il palmo.

Nel Baguazhang si tramanda da generazioni che la base dello stile stia negli Otto Palmi Madre, otto posture statiche da mantenere mentre si cammina in cerchio, e che il segreto invece sia il Zhuan Zhang, il Palmo Penetrante. In effetti non occorrono grandi varietà di tecniche, l’importante è che ciò che si conosce sia efficace, allenato alla perfezione e verificato in combattimento. Wang Xianzhai, amico di Chen Tinghua e di Liu Fengchun, ripeteva che la verità del Baguazhang stava nel cambio singolo e nel cambio doppio di palmo, e che ogni praticante doveva concentrarsi solo su queste due semplici tecniche. Una sorta di "minimalismo marziale", quello di Sun Lutang, confermatoci oggi dall’efficacia di scuole di combattimento che vanno all’essenza delle cose e che, come Bruce Lee direbbe, chiedono di assorbire quello che è utile e gettare via il resto.

Luigi Zanini