|
La
città sorge sul pianoro adiacente la famosa Cava
Ispica. Passata sotto il
controllo di diverse famiglie nobiliari siciliane (dai Lanza, ai Chiaramonte, ai
Cabrera, ai Caruso e infine agli Statella), Ispica diventa comune autonomo solo
con la fine del feudalesimo.
Nel centro storico vale la pena visitare la Chiesa
Madre, dedicata all'apostolo San Bartolomeo fatta costruire dagli Statella.
Altra Chiesa di valenza quella dell'Annunziata, il cui interno è abbellito da
un ricco ciclo di stucchi del Gianforma, raffiguranti scene che vanno
dall'Antico testamento fino alla natività di Cristo.
L'edificio più
prestigioso è la Basilica di Santa Maria Maggiore, opera del netino Vincenzo
Sinatra, la cui facciata reca un'artistica cancellata in ferro battuto che si
affaccia su un sagrato circondato da eleganti portici.
L'interno della
chiesa à abbellito dagli affreschi di Olivio Sozzi che raffigurano scene
bibliche. Nel tempio si venera il Cristo flagellato alla colonna, che proviene
dalla Cava Ispica e rappresenta un forte oggetto di culto durante la Settimana
Santa.
Per quanto riguarda le costruzioni civili, Ispica annovera una
delle realizzazioni più significative del Liberty in Sicilia: Palazzo
Bruno di Belmonte, opera di Ernesto Basile e oggi sede municipale. |