Come tutti sappiamo, tra il corpo umano e I'ambiente circostante, vi è un continuo scambio di calore. Ciò consente all'uomo di autoregolare il "bilancio termico", attraverso la superficie cutanea, necessario per permettere un ottimale funzionamento del processo chimico biologico del metabolismo.
Chiaramente, se I'uomo viene a trovarsi in un ambiente a temperatura molto più bassa di quella, quasi costante, del suo corpo, a causa della grande migrazione di calore che si instaura fra il corpo e I'ambiente stesso, egli avvertirà una spiacevole sensazione di freddo.
Supponiamo invece adesso di trovarci in un ambiente avente temperatura dell'aria
appena al di sotto di quella generalmente individuata come temperatura di comfort
(e cioè, in periodo invernale, prossima ai 20°C), il quale sia delimitato da
pareti, pavimenti e soffitti con temperatura superficiale molto bassa, prossima
alla temperatura dell'aria esterna.
In questo caso, anche un minimo scarto, verso il basso, della temperatura dell'aria
ambiente provocherebbe una sensazione di disagio; per contro, a parità di temperatura
dell'aria ambiente, una temperatura superficiale delle pareti più elevata rispetto
alla precedente, porta ad una maggiore sensazione di benessere.
Ciò perchè, in quest'uitimo caso, la temperatura ambiente risulta più uniforme
nel suo complesso e risultano cosi ridotte al minimo le correnti d'aria o "moti
microconvettivi" dovuti alle differenze di temperatura.
E' il concetto che viene sfruttato dagli impianti a "pannelli radianti" a pavimento, (ed anche a parete), i quali avvalendosi di una notevole superficie riscaldante possono funzionare con temperature di mandata del fluido termoveftore relativamente basse (30/35°C), permettendo di ottenere una temperatura uniforme in tutto I'ambiente.
Con ciò è possibile impostare una minore temperatura dell'aria ambiente, a parità di comfort.
Risultato analogo può essere ottenuto con una buona coibentazione che sia in grado di innalzare la temperatura. superficiale delle facce interne delle pareti esterne. Un ottimo risultato, a tal proposito, si ottiene tramite una coibentazione a cappotto interno mediante materiali che abbiano una "temperatura corporea" elevata; si elimina cosi la sensazione della parete fredda (e non solo la sensazione) e quindi si ottiene un analogo livello di comfort, pur diminuendo di un grado o due la temperatura operante in ambiente.
Ciò consente un notevole risparmio energetico ed una migliore qualità dell'aria.
Quanto ora detto è un aspetto del quale tenere sempre più conto poichè la nuova
Legge n° 10 del 9 Gennaio 1991 (Norme per I'attuazione del Piano energetico
nazionale in materia di uso razionale dell'energia, di risparmio energetico
e di sviluppo delle fonti rinnovabili di energia), non si limita più ad imporre
soltanto un limite massimo per le dispersioni termiche dell'edificio, ma introduce
anche I'obbligo dell valutazione dei consurni energetici, attraverso la stima
del fabbisogno energetico stagionale normalizzato (FEN).
Calcolo delle dispersioni termiche di un edificio