Le cellule del sughero sono, come detto,
del tutto vuote o, per meglio dire, racchiudono nel loro interno una minima
quantità di materiale bruno amorfo (residui del protoplasto) e una grande quantità
d'aria o, secondo Saccardy, di gas, che difficilmente viene scacciata a causa
della citata impermeabilità delle pareti e della mancanza su di esse di qualsiasi
perforazione. Fra le cellule sugherose non ha quindi luogo alcuno scambio di
liquidi.
Per i detti motivi, gli strati di sughero costituiscono delle barriere
del tutto impenetrabili sia all'acqua che ai gas.
Da queste particolari proprietà fisiche delle membrane cellulari dipendono
le principali caratteristiche del materiale sugheroso, vale a dire la grande
leggerezza, l'assoluta impermeabilità ai liquidi ed ai gas, l'ottima coibenza.
Per il fatto poi che le membrane suberificate si conservano, nella generalità
dei casi, sottili, i complessi di cellule suberificate godono di proprietà
in certo modo opposte a quelle dei complessi di cellule ispessite, sono cioè
dotati di morbidezza e di facile deformabilità.
Poiché la suberina appartiene alle sostanze organiche conosciute più resistenti, il sughero è assai resistente e di difficile attacco da parte degli enzimi secreti dai parassiti.
Il sughero è attraversato radialmente in tutto il suo spessore da lenticelle, che appaiono come canali pieni di polvere bruno scura formata da cellule morte, attraverso i quali può aver luogo sulla pianta lo scambio gassoso fra i tessuti interni del fusto e l'aria circostante, ma appunto perché normali all'asse della plancia, esse non hanno alcuna importanza ai fini della trasformazione della materia prima in turacciolo e del successivo impiego di questi nella chiusura dei contenitori.
Un'altra importantissima caratteristica del sughero che va attribuita, oltre che alla natura fisico-chimica, alla particolare struttura istologica (struttura cellulare) della materia prima, è quella di avere il " fattore rapporto " o " coefficiente di Poisson" uguale a zero. Il sughero cioè, se sottoposto a compressione, si accorcia senza che le sue dimensioni trasversali varino.
Il sughero, infine, è una sostanza perfettamente elastica, perché
le deformazioni provocate dalle forze applicate su di esso spariscono al cessare
delle forze stesse.
Quest'ultima importantissima proprietà del sughero, quindi la forza di espansione
di esso contro la parete interna rigida del contenitore, spiega la perfetta
aderenza di tale sostanza alla parete interna, anche se non regolare del collo
della bottiglia; aderenza aumentata notevolmente dall'azione di ventosa esercitata
sulla parete stessa dalle cavità delle cellule superficiali del sughero spezzate
all'atto della trasformazione di questo in turacciolo e svuotatesi dell'aria
durante la tappatura del recipiente.
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