21 febbraio- Sarà stata una riunione informale, ma utile per pianificare l'assemblea in programma il 28 febbraio. A Milano, oltre al presidente Galliani e al vice Matarrese, erano presenti Giraudo (Juventus),
Pastorello (Verona), Aliberti (Salernitana), Moroni (Lecce), Gazzoni e Cipollini (Bologna). Non ha partecipato invece alla riunione il presidente dell'Inter, Massimo Moratti.
In via Rosellini si è discusso della riforma della Lega, di allargamento della serie B e del limite dei giocatori extracomunitari. Andiamo per gradi. In primis riforma interna dell'organo che riunisce
le società di A e B.
In questo senso il vicepresidente Antonio Matarrese è stato chiaro: "Questa Lega così non funziona - ha dichiarato - e quindi vanno stabilite subito norme e regole precise. Deve essere tutto più
chiaro: la Lega come era stata ideata alla sua nascita non esiste più e va cambiata.
È questo il mio impegno, quello del presidente Galliani e ho notato che siamo tutti convinti di fare questo passo". La riunione è durata oltre tre ore e al termine il presidente Adriano Galliani
ha preferito non accennare alle proposte, limitandosi a chiarire il tema sul campionato cadetto. "Ci stiamo concentrando sul passaggio dalla B alla C - ha dichiarato il numero uno della Lega -; non voglio ipotizzare niente, ma dico
solo che nella seconda divisione inglese ci sono 24 squadre e in quella spagnola ce ne sono 22. Il problema è l'uscita da questa Lega, fatti salvi i diritti della serie C".
Quindi si va verso un probabile aumento del numero delle squadre ammesse al campionato di B o attraverso un blocco delle retrocessioni o, ancora, attraverso un maggior numero di squadre promosse dalla C
rispetto a quelle che retrocederanno dalla B.
A proposito dello squilibrio esistente fra nord e sud, Galliani ha accennato alla lettera inviata dal presidente della Figc Franco Carraro: "Chi governa il calcio non può ignorare che in questo
momento ci sono cinque squadre del sud negli ultimi cinque posti della serie B e questo fa pensare. Dovremo tentare di non estendere al calcio uno squilibrio tra nord e sud già presente in Italia in tanti settori, ma dobbiamo tentare
di avere un campionato che sia praticato in tutta la superficie italiana".
Infine il tema extracomunitari: "Non voglio esprimere una mia opinione personale - ha affermato Galliani - ma il problema c'è e va regolamentato. Vedremo come"