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Le donne possono avere situazioni personali, che aggiungendosi ai problemi della violenza, creano ulteriori ostacoli e impediscono di chiedere aiuto all’esterno. Alcuni esempi possono essere:

Ø      Una donna immigrata senza permesso di soggiorno potrebbe avere più difficoltà a chiedere un aiuto per sé e per i propri figli, per il timore di essere espulsa nel momento in cui rende pubblica sia la propria condizione di clandestina.

Ø      Una donna omosessuale potrebbe temere di essere giudicata per le proprie scelte sessuali, sentirsi maggiormente isolata e ricevere un trattamento diverso rispetto ad una donna eterosessuale.

Ø      Una donna con problemi di dipendenza (alcool, droghe leggere e pesanti, problemi spesso legati alla situazione di violenza) oppure con problemi di salute mentale potrebbe pensare di non essere creduta e per questo non essere aiutata.

Ø      Una donna disabile, che decida di rivelare all’esterno la situazione, potrebbe pensare di rimanere sola e di perdere l’unico apparente sostegno dato che chi si prende cura di lei è colui che agisce la violenza. Inoltre, può temere che, se non ha l’appoggio di qualcuno, le vengano sottratti i figli.

 In realtà sia in Italia che all’estero è possibile rivolgersi ai Centri antiviolenza per affrontare la situazione complessiva e trovare aiuto.

 

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                                                                                                                                                                               Pat Carra © per le immagini

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