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Forse sei confusa e incapace di concentrarti.
Spesso ti senti in ansia e hai paura per te e per i tuoi figli.
Credi che lui abbia l’intero controllo della situazione.
Probabilmente stai pensando che non ci sono soluzioni.
Forse cerchi di capirlo e di giustificare la sua violenza, perché lui ha avuto un'infanzia difficile o un padre violento.
Provi vergogna e temi che nessuno ti possa capire.
Forse dopo aver accennato alla situazione, che stai vivendo ti sembra che un’amica abbia preso le distanze
Forse ritieni di essere l’unica ad aver vissuto situazioni di questo genere
Pensi di essere sbagliata e ti sei convinta di essere una cattiva madre e una pessima moglie
Forse sei arrabbiata con te stessa.
Ti senti sola e hai pochi contatti con familiari e amici.
Probabilmente ritieni che quello che stai vivendo sia normale, faccia parte ormai della tua vita.
Ti sembra che nessuno prenda una posizione o si schieri dalla tua parte.
E’ probabile che tu abbia paura di affrontare la vita senza di lui.
Forse hai paura che i tuoi figli possano soffrire.
Magari hai paura che lui possa divenire più violento se decidi di lasciarlo.
E’ possibile che tu sia preoccupata per lui e per quello che gli può succedere.
Forse ti sei sentita dire da qualcuno che “devi sopportare“ per la famiglia.

Donne che hanno vissuto situazioni di violenza all’interno della coppia provano sentimenti e paure di questo genere. Gli uomini che maltrattano tendono ad isolare, svalorizzare e umiliare le donne vittime della loro violenza. Questo porta le donne a convincersi di essere inadeguate, colpevoli e di meritarsi il maltrattamento. Inoltre è difficile spezzare un legame in cui hanno creduto ed investito affettivamente, soprattutto se sole e senza appoggio. “Dargli un’altra possibilità” diventa un modo per tentare di salvare la relazione e tenere unita la famiglia. E’ importante che ogni donna ricordi : “Tu non sei il problema, tu hai un problema“.
Quando chi maltratta è il partner è facile chiedersi perché lo faccia, cercare dei motivi e delle giustificazioni...in alcuni casi cercare di aiutarlo. Anche lui infatti

Forse non si rende conto di perdere il controllo e nega la propria responsabilità.
Quasi sempre, dopo gli episodi di violenza, piange, ti chiede scusa e ti promette che non succederà più.
Forse ti dice che non vuole farti del male, ma che sei tu a costringerlo perché lo provochi con le tue parole o con i tuoi comportamenti.
Forse ti ripete che se tu fossi più comprensiva tutto questo non accadrebbe.
Forse ti convince che la sua violenza è colpa dell'alcool o della sua infanzia " difficile".
Probabilmente  ha bisogno di aiuto per capire come mai non controlla le proprie reazioni, ma non puoi essere soltanto tu ad aiutarlo.

Gli uomini che maltrattano utilizzano la forza per affrontare le discussioni all’interno della coppia. Sentono minacciato il loro potere e temono di perdere il controllo sulla propria famiglia. La violenza, dunque, rappresenta un modo per imporsi nella relazione con la partner e con i figli. Talvolta è quello che hanno conosciuto nella famiglia d'origine. Naturalmente questa può essere una spiegazione, ma non una giustificazione della violenza. Riconoscere la propria violenza e ammettere di avere un disagio, talvolta dovuto ad un’antica e profonda sofferenza, è il primo passo per affrontare il problema. Per questo è importante trovare qualcuno con cui parlare per essere aiutato.
In Italia ancora non esistono servizi specifici per chi vuole abbandonare comportamenti violenti, tuttavia è possibile rivolgersi ai servizi psico-sociali o di mediazione familiare. Nei links troverete anche delle liste di discussione e degli approfondimenti sull'argomento.

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Se sei madre:

Forse hai notato che tuo/a figlio/a durante le scene violente  “si è messo/a in mezzo” e ha cercato di difenderti.
Ti sei accorta da qualche tempo che fatica a concentrarsi e ha difficoltà scolastiche.
Ti sembra che abbia problemi di alimentazione.
Forse non dorme tranquillo/a, ha incubi ricorrenti e ha ricominciato a fare la pipì a letto.
Hai notato che spesso è agitato/a e ha paura a rimanere solo/a.
Probabilmente ti sembra arrabbiato/a con te.
Forse hai visto o ti hanno riferito comportamenti aggressivi a casa o a scuola con i coetanei.
Ti sembra che non ci faccia più caso, che anche per lui/lei la violenza sia la normalità.

Questi possono essere segnali importanti su cui riflettere. Nelle famiglie violente anche quando i bambini non subiscono maltrattamenti sono comunque esposti a forti pressioni. Spesso le donne, anche a tutela dei figli, tentano di nascondere e minimizzare, ma questo non modifica il clima di tensione e sofferenza. Per un bambino essere testimone di violenza può essere devastante quanto esserne vittima diretta. Per questo è importante trovare un aiuto adeguato. Per approfondire il tema dei maltrattamenti ai bambini e alle bambine vedi la pagina dei link.

 

Ricordati che non sei sola e che uscire dalla violenza si può...puoi iniziare a parlarne con qualcuno, ad informarti su cosa potresti fare, su quali servizi ti potrebbero dare una mano.

Clicca qui per avere qualche suggerimento in proposito

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