
ROLANDO A RONCISVALLE *

Rolando a Roncisvalle
cadde coi suoi paladini
lottando i saracini;
invano nella valle
suonò il suo olifante
per richiamare Carlo,
morì senza codardia
stringendo durindarda.
E’ come fosse ieri:
nella gola di Capaci
anche Giovanni cadde
coi suoi cavalieri;


una spada impugnava,
quella della Giustizia,
morente suonava l’olifante
per radunar la gente
contro il vile gigante
della mala.
Non l’uccise l’infedele moro

che il volto mostra,
l’uccise il volto oscuro
di Cosa Nostra;

una lacrima scorse pel suo viso
quando vide il corpo della compagna
di sangue intriso.
E allor Giovanni più forte suonò il corno
e la sua Patria venne a lui attorno:
piantò per sempre sotto il suo balcone
l’albero della Libertà chiamato Falcone.
*In parallelo con l’epica
morte di Rolando e dei suoi cavalieri caduti nell’anno 778 nell’agguato di
Roncisvalle per mano degli infedeli (episodio eternato da Turoldo ne “La chanson
de Roland”), la ballata rievoca l’altrettanta epica morte di uno degli eroi più
fulgidi dei nostri giorni, il giudice Giovanni Falcone, ucciso,assieme agli
agenti della sua scorta,nell’agguato di Capaci il 23 maggio 1992.