Il muso
Gli standards americano e canadese ribadiscono più volte quanto sia importante il punto di fusione del muso al cranio che sarà dolce, per via dello stop poco pronunciato e della perfetta inserzione delle facce laterali dei mascellari.
Visto da qualsiasi angolatura, il muso, presenta linee morbide, ben disegnate e perfettamente in armonia con la testa. Tutta la regione facciale è coperta di pelo corto e fine ed è priva di rughe; per quanto si vedano talora soggetti che presentano un lieve accenno di increspatura che, in teste peraltro eccellenti, non disturba.
Il Terranova è un cane a muso corto e molto potente la cui misura, ripetiamo, si aggira intorno al 37% della lunghezza totale della testa. Il muso lungo è uno dei difetti più gravi della testa.
I volumi del muso sono supportati da una base scheletrica di struttura importante, cioè sia la mascella che la mandibola, in tutti i diametri. Infatti l'altezza della sola parte ossea, misurata alla sua radice, è approssimativamente uguale alla sua lunghezza o, addirittura, di poco superiore, perciò se consideriamo che lo sviluppo antero - inferiore del labbro - di cui discuteremo più oltre - oltrepassa in verticale il margine inferiore della mandibola, ecco che il muso, visto di profilo appare approssimativamente iscritto in un quadrato.
Ancora, determinante per la tipicità di razza, è l'andamento della larghezza del muso stesso che, infatti, misurato alla sua radice sarà, nei migliori soggetti maschi, quasi pari alla sua lunghezza e solo leggermente inferiore nelle femmine .
Questa misura, andando verso il tartufo, si mantiene piuttosto costante grazie al parallelismo delle sue facce laterali, perciò il muso alla sua estremità presenterà una minima diminuzione della sua larghezza, terminando bruscamente con una faccia anteriore ampia e piana. La circonferenza del muso, misurata alla radice, è come minimo tre volte e mezza la lunghezza del muso stesso.
Abbiamo già detto che l'asse longitudinale del muso corre parallelamente all'asse longitudinale del cranio (assi cranio - facciali paralleli).
Il profilo superiore della canna nasale, visto di lato, si presenta rettilineo o lievemente convesso come precisato dallo standard, di conseguenza una canna nasale lievemente montonina non costituisce difetto perché non disturba necessariamente l'andamento degli assi, infatti l'asse superiore del muso è una linea immaginaria che taglia, se è il caso, la lieve curvatura delle cartilagini nasali. E' evidente che la situazione contraria, cioè un profilo concavo, che è invece determinato dall'impalcatura scheletrica, coinvolgerà l'andamento degli assi verso la convergenza e pertanto sarà inammissibile.
Parlando sempre di canna nasale, è importante sottolineare che, vista dall'alto, questa non presenta spigoli né angolosità ed anzi appare arrotondata ai lati in un disegno assai morbido.
Altrettanto morbido e arrotondato sarà il margine supero - anteriore del tartufo sia visto dall'alto che di lato.
Il tartufo è sempre di grandi dimensioni, con narici ben aperte e perfettamente disegnate, si presenta nero nei soggetti neri e bianco - neri, mentre nei brown è marrone in tono col mantello; nei rari soggetti grigi che talora nascono nella nostra razza (colore non ammesso nei paesi affiliati all'FCI ma riconosciuto negli USA) è di colore blu-grigio sempre in tono col manto; negli ancor più rari isabella (non ammessi in alcun paese), che sono diluizioni dei brown, il colore del tartufo è carnicino.
I difetti di pigmentazione del tartufo, nel Terranova, sono rarissimi, in alcuni soggetti bianco-neri capita alla nascita di notare, una parziale o a volte totale depigmentazione della parte, di questo non bisognerà preoccuparsi in quanto sarà destinata a colmarsi nei primi giorni di vita.
I difetti più comuni di questa regione sono:
a) il tartufo rimontante, cioè debordante sul profilo della canna nasale, che dà un'espressione porcina e volgare
b) il tartufo cadente che punta verso il basso guastando il profilo del muso e più in generale dell'intera testa per via della sua forma
c) il tartufo piccolo, più grave di tutti in quanto non interessa solo l'estetica del soggetto ma, essendo un organo meno adatto ad una libera respirazione, diminuisce lefficienza funzionale del soggetto e questo è intollerabile, soprattutto in una razza da lavoro .
Si è già detto che l'impalcatura scheletrica del muso è imponente e questo vale sia per la mascella che per la mandibola che è leggermente ricurva e molto larga. Visto di lato il muso appare ancora più profondo essendo il suo profilo inferiore determinato dal labbro e non dalla mandibola.
Incomprensibilmente nessuno degli standards si esprime chiaramente né sul disegno né sull'abbondanza del labbro stesso, le quali caratteristiche ci sembrano invece della massima importanza. Il profilo del muso del Terranova è infatti tipico e caratteristico: un Terranova non sarà mai tale avendo un labbro teso e scarso e neppure con labbra sfuggenti seppur sviluppate, la testa ideale presenta labbra importanti, morbide che ricoprono pienamente il muso. Di lato scendono verticali per tutta la loro altezza per curvare piuttosto bruscamente e proseguire orizzontalmente, parallele alle branche mandibolari, terminando in una commissura labiale non troppo accentuata ma sempre ben presente come d'altronde ci si aspetta da una tale struttura. Viste anteriormente, le labbra, vanno congiungendosi tra loro al di sotto del tartufo, rimanendo comunque separate dal filtro interlabiale, formando un disegno di triangolo isoscele. Una sovrabbondanza dello sviluppo labiale, tale da conferire un aspetto da Bloodhound, è considerata reprensibile per quanto sempre da preferirsi al difetto opposto, cioè le labbra insufficienti.
Il labbro inferiore si presenta anch'esso morbidamente aderente per tutto il corso della mandibola per allargarsi, moderatamente, in due piccole volute al livello della commissura. Lo standard canadese ricorda che è sgradevole vedere commessure ampiamente rovesciate con eccessiva evidenza della mucosa.
Preme chiarire che l'eccesso di salivazione prodotto da alcuni soggetti non è mai da imputare all'abbondanza labiale ma bensì a particolari stati emotivi come l'ansia oppure al clima caldo.
I cani hanno 42 denti. Essi sono diversi per forma e funzione, essendo una dentatura prettamente carnivora riconosciamo in ogni emiarcata superiore: 3 incisivi, 1 canino, 4 premolari, 2 molari, in ogni emiarcata inferiore: 3 incisivi, 1 canino, 4 premolari, 3 molari.
I perni evolutivi della dentatura carnivora sono i canini, atti a offendere e quindi ad uccidere, e i denti ferini (quarto premolare superiore e primo molare inferiore) che con i due molari subito contigui, costituiscono un'apparato tranciante di eccezionale potenza, atto a lacerare le carni e rompere le ossa, chiunque può infatti notare che i cani masticano tenendo la testa piegata di lato.
Questi denti si trovano sull'asse di potenza dei muscoli masticatori (primo fra tutti il massetere) e ciò consente loro si sviluppare una forza nel morso che può arrivare a più di mille kg. per centimetro quadrato.
La funzione degli incisivi è principalmente la pulizia del mantello e della cute ma vengono anche utilizzati per spolpare le ossa piatte.
Si chiama occlusione dentaria o chiusura dentaria il modo con cui i denti dell'arcata superiore entrano in rapporto con quelli dell'arcata inferiore; tranne alcune eccezioni i cani possono presentare le seguenti chiusure:
"a forbice": nella quale gli incisivi dell'arcata superiore chiudono immediatamente davanti, ma perfettamente aderenti, a quelli dell'arcata inferiore.
"a tenaglia": nella quale gli incisivi dell'arcata superiore chiudono combaciando perfettamente su quelli inferiori come, appunto, le branche di una tenaglia.
Nel Terranova entrambe sono da considerarsi corrette.
In molti soggetti con chiusure del tutto regolari, succede che i due incisivi centrali (picozzi) inferiori siano di dimensioni leggermente ridotte e posizionati più in basso dell'allineamento degli altri, questo è da considerarsi una minima imperfezione non reprensibile.
I principali difetti di chiusura sono:
a) prognatismo: ovvero il ridotto sviluppo della mascella cosicché tutti i denti della mandibola si trovano spostati in avanti rispetto a quelli superiori. Il prognatismo è tanto più grave quanto più accentuato. Il soggetto prognato è da tutti i punti di vista assolutamente normale e talora particolarmente robusto, inoltre il fatto che vi siano razze come il Boxer ed il Bulldog, in cui il prognatismo è una caratteristica di tipo, indica che questa anomalia non è da considerarsi in alcun modo patologica. Nella nostra razza il prognatismo è relativamente raro.
b) enognatismo: ovvero insufficiente sviluppo della mandibola per cui tutti i denti superiori sopravanzano quelli inferiori senza contatto degli incisivi. L'enognatismo è considerato una tara degenerativa collegata generalmente a costituzione gracile e temperamento timido, pertanto è ufficialmente indicato come motivo di squalifica per qualunque razza, è cioè un difetto assoluto.
c) chiusura a forbice rovesciata: ovvero quando gli incisivi inferiori sopravanzano quelli superiori, mantenendo il contatto pur essendo le due mascelle di uguale lunghezza. Questo tipo di chiusura è relativamente frequente nel Terranova razza a muso corto. Giacché essa non comporta alcun deficit funzionale è considerata, da gran parte dei giudici, quale deviazione minore dallo standard.
d) deviazione delle mascelle (in inglese: wry mouth=bocca storta):
ovvero quando la mascella o la mandibola o entrambe si presentano strutturalmente malformate di modo che la chiusura è impossibile o molto difficoltosa. Sarà considerata un difetto molto grave sia in giudizio che in allevamento, perché trattasi di alterato sviluppo della parte scheletrica propriamente detta e non di allineamento dei denti.
Anomalie dentarie:
a) dentatura cimurrica: in conseguenza di gravi malattie virali, prima fra tutte il cimurro, che colpiscono il cucciolo prima del cambio dei denti, lo smalto si presenta corroso e mancante a pezzi. I denti assumono un colore giallo ed il loro stato è gravemente peggiorato dall'accumulo di tartaro che attecchisce sul cemento esposto. Pertanto la dentatura cimurrica appare alquanto antiestetica alla vista, ma non bisogna dimenticare che essa rappresenta il segno indelebile di una grave malattia che il cane ha contratto nel periodo in cui era più fragile ma che ha sconfitto. Nonostante la maggior parte degli standard la penalizzi, la riteniamo una "cicatrice di battaglia vinta contro la morte"
b) anomalie di numero degli incisivi: non abbiamo notizia, nel Terranova, della mancanza congenita di uno o più incisivi, mentre a seguito di un trauma, può capitare che un incisivo vada perduto, il che riteniamo non sia penalizzabile.
Viceversa la presenza di uno o due incisivi soprannumerari, soprattutto nella mascella, è reperto di frequente riscontro essendo insito nella larga struttura mascellare. Anche ciò, a nostro avviso, non dovrà essere considerato reprensibile.
c) anomalie del numero dei premolari: abbiamo già detto che il cane ha, normalmente, 42 denti, di cui sedici sono premolari. Può capitare che uno o più di questi manchi congenitamente, e che molto più spesso difettino i piccoli premolari che si trovano subito dietro ai canini. Mentre i giudici di orientamento anglosassone e scandinavo non danno eccessivo peso al numero dei premolari, quelli di scuola tedesca lo considerano un difetto. Allo stesso modo ricordiamo anche che esiste il problema inverso, ovvero la presenza di uno o più premolari soprannumerari.
Dentatura da latte.
Anche i cani posseggono una dentatura decidua o da latte, che nasce a circa venti giorni per lasciar spazio a quella definitiva tra i tre mesi e mezzo ed i sette mesi. Nella dentatura da latte sono presenti tutti gli incisivi, i canini, i premolari tranne il primo, mancano i molari.
Quindi il loro numero è di 28 elementi.
Alcune delle più importanti alterazioni della chiusura si potranno già notare in questa fase. Ci preme segnalare che, mentre un leggero prognatismo difficilmente si correggerà, al contrario un altrettanto leggero enognatismo evolverà di regola, con l'allungamento della mandibola, in una normale forbice.
Una regolare occlusione nella dentatura da latte, purtroppo, non è mai una garanzia di altrettanto corretta chiusura nella dentatura definitiva ma va considerata solo alla stregua di un buon punto di partenza.