Gregorio Vetrugno invita i lettori ‘Attorno al focolare’ (Racconti) 

Nella raccolta di raconti “Attorno al focolare” di Gregorio Vetrugno, sembra che l’autore abbia voluto, quasi per una qualche forma di ritrosia, restare un po’ dietro le quinte e mostrarsi solo attraverso la pagina scritta. Infatti dal volume non trapela quasi nulla: età, ambiente culturale, interessi, attività. Sappiamo soltanto che questa serie di racconti, dal titolo invitante, nasce dalla fusione di due raccolte precedenti: “Gusto della vita” e “All’avanzar di questo nostro tempo”. E leggerli è come sedersi su di una comoda poltrona, staccare la spina da tutte le ambasce esterne, spegnere televisione e cellulare, ed ascoltare. D’altra parte i 18 racconti non hanno un’ambientazione definita, fatta eccezione per qualcuno di essi che ci richiama alle località pugliesi. Potrebbero svolgersi dovunque, che si tratti di campagna, di città o di piccole borgate, sono storie che si sviluppano e si concludono in luoghi imprecisati, di modo che siano soltanto i personaggi e i loro sentimenti, le loro azioni ed emozioni, a definirne i contorni e la scenografia, immergendoli quasi in un’aura di poesia. Eppure sono storie per nulla avulse dalla realtà, vi si affacciano problemi attuali e scottanti del nostro tempo, della nostra società: l’alienazione, l’AIDS, l’infanzia abbandonata, la morte, la solitudine, il consumismo, l’ambientalismo. Ma sono storie rassicuranti, dove a vincere sono i buoni sentimenti (se il male vi appare, è per essere puntualmente sconfitto), storie che riescono, come era negli intenti dell’autore, a far «godere un poco di relax», a far estraniare per un momento il lettore «dal turbinio degli impegni che assorbono gran parte del viver nostro».

               Con una scrittura discorsiva, limpida, attenta però alle manifestazioni della natura, alle sue voci, ai suoi colori, descritti con estrema sensibilità e dovizia di particolari, ed alle sfumature dell’animo umano, specialmente di quello infantile, Vetrugno ci offre una lettura rassicurante, una visione positiva della vita, dove la bontà e l’altruismo riescono ad avere la meglio sulle brutture del mondo. Oseremmo dire che i racconti di “Attorno al focolare” benché calati nel sociale, riescano a raggiungere in questo senso toni deamicisiani. Sono ricordi di una sorta di ‘Piccolo mondo antico’ del buon tempo che fu, come in “Elena e Luca”, dove la puntuale descrizione delle scene di vendemmia nel profondo Sud ci immette negli usi di un antico mondo rurale, sereno e perfetto, ormai in estinzione, mentre nell’altro racconto lungo, “Ursula”, in un ambiente intatto e innevato, ricco di silenzi e di suggestioni, si innestano amore, fatalità e morte. La raccolta si conclude con “Il desiderio di Alice”, una fiaba breve, dagli accenti delicati, sospesa fra realtà e sogno.

                              Maristella Dilettoso