Caro Carosone
di Gilberto Paraschiva
 
Felice ultima tournée, caro Renato,
ne sono certo, altre più non ne farai;
coloro che in vita t’han tanto apprezzato
son certi che al “Night Paradiso” rimarrai!
               Da Lassù nessun ti farà più partire
perché so che tutti gli Angeli allieterai,
“O Sarracino” li farà divertire
e molto meglio del “Caprice” ti troverai!…
               Non troverai gli elementi tuoi di allora
ma Grottola, il saxofonista, è già lì con te
e, purtroppo, non tarderà molto l’ora
che, alla batteria, riavrai pure Gengé!
               Col contrabasso, lo sai, spesso ho bluffato
e, quand’eri in vita, tu lo sapevi già;
ma se qualche tuo successo ho ben cantato
conserva pure a me un posto all’Aldilà.
               Mi chiedesti “Ricordate Carosone”
che io, un dì, avevo inciso sol perché
conteneva quella gran bella canzone
che piaceva a tua moglie Lita e pure a te!
C’era poi “Piccolissima Serenata”
che la cantavo, per te, abbastanza bene!
“Maruzzella” mi dicesti:  «L’hai ‘guajata,
‘o dialetto nun te trase dint’ ‘e vvene!».
               «Io l’infanzia l’ho trascorsa in Egitto,
tu a Napoli, Torrieri al Mercato!».
Era più che giusto che io stessi zitto
o cantare in inglese anche storpiato!…
               Or “Torero” e “Tu vuo’ fa’ l’america”,
“’O Sarracino”, “La pansé” e “Chella là”
sembra incredibile ma, in napoletano,
quando le canto hanno successo in verità!…
             Se al tuo Complesso mi vorrai un dì aggregare,
informami alcuni anni prima, perché
un altro strumento io dovrò imparare
visto che, al mio posto, ci sarà sempre Gegé.