IL  MURO

Ulevich e Karin erano due bambini che vivevano nello stesso paese frequentavano la stessa scuola giocavano nella stessa piazza.

Si conoscevano bene e spesso camminavano insieme verso casa raccontandosi piccoli segreti.

Le loro famiglie venivano da pesi diversi avevano abitudini diverse parlavano lingue diverse e credevano in un Dio diverso.

Quando i genitori li vedevano insieme , li sgridavano e urlavano:" Non stare con lui, è diverso!!!"

Ma sia Ulevich che Karin non badavano troppo a quello che veniva loro detto e si cercavano.

Un giorno però arrivò qualcuno in paese e con grandi macchine costruì un alto muro, proprio in mezzo alla piazza e sul muro cementò vetri e filo spinato.

Poi misero un cartello

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Ora Ulevich e Karin si trovavano uno da una parte e uno dall'altra parte del muro: Ulevich non poteva più andare alla scuola con Karin e Karin non poteva più giocare sul fiume con Ulevich.

Ed erano molto tristi.

Cercarono di scavalcare il muro ma si fecero male e il dolore alle mani e alle ginocchia si univa a quello del cuore.

Non capivano perché i grandi litigassero e avessero eretto quell'orribile muro che impediva al padre di Ulevich di andare a lavorare alla fabbrica e alla madre di Karin di fare la spesa al supermercato.

A loro sembrava che TUTTI STESSERO PEGGIO DI PRIMA.

I due bambini erano quelli che soffrivano di più: si facevano sempre più pallidi e deboli, finché si ammalarono gravemente.

Allora li visitò il dottore che disse ai loro genitori:

"Questi bambini hanno bisogno di tranquillità, devono giocare in grandi spazi devono frequentare la scuola, devono avere amici e mangiare in modo sano e nutriente. Se continuerete così, certamente morrano"……

 

Dalla  “ CARTA DEI DIRITTI DEL FANCIULLO “

i bambini hanno capito che:

Il bambino deve essere educato al rispetto delle diversità;

deve imparare a vivere con tutti

nella comprensione, nella tolleranza, nell'amicizia,

così diventerà un adulto capace di costruire la pace.

 

IL RACCONTO NON E' FINITO PERCHE' LA GUERRA NON E' FINITA, PERO' NOI ABBIAMO PENSATO AD UNA POSSIBILE CONCLUSIONE:

 

Allora i loro genitori ci pensarono e decisero che per il bene dei propri figli potevano cercare di fare la PACE. Perché in pace si può vivere, mentre la guerra non risolve veramente i problemi.

Così abbatterono il muro e i bambini poterono tornare a giocare insieme, a frequentare la scuola e a raccontarsi i loro piccoli segreti.

 

Abbiamo capito che:

IL MURO è la guerra

LA MALATTIA è la sofferenza e il disagio  di chi vive la guerra

LETTERE A TUTTI I BAMBINI DI QUESTA GUERRA E DI TUTTE LE GUERRE

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