| Compirò
in te cose grandi al cospetto degli uomini, in te sarò conosciuto, in te il mio nome
sarà lodato da molti popoli (IV,18-21) ...Voglio che tu faccia del bene a tutte le persone che ti vedranno, e non solo a quelle, ma che faccia del bene e porti giovamento a quanti rivolgeranno il pensiero a te o soltanto ti sentiranno nominare (VI,9-11) Dio onnipotente ha posto molto amore in te, più che in altra donna inquesta città, ed egli prova diletto in te (IV, 31-32) |
||||
| Se tu avessi ciò che vuoi non avresti più fame di me, per questo non
voglio concedertelo; voglio invece che in questa vita tu abbia fame e desiderio di me, e
languisca di me (IV, 163-165) Quando ti sembra di essere più abbandonata, allora sei più amata da Dio, e Dio ti è vicino (VI,127-129 |
||||
| E in quel momento vedevo Dio: Vedevo una pienezza, una chiarità di cui
mi sentivo così colma che non so dire e non so fare alcun paragone. Non so dirti se
vedevo qualcosa di corporeo, ma Egli era come in cielo: ciè una bellezza così grande che
non so dirti altro se non che ea la Bellezza e la Bontà (IV,124-130) Dopo Dio mi disse: "Voglio mostrarti qualcosa della mia potenza", e subito si aprirono gli occhi dell'anima e vedevo la grandezza di Dio che accoglieva in se' tutto il mondo, ciò che era al di qua e al di là del mare, e l'abisso, e il mare e ogni cosa... L'anima tutta rapita dalla meraviglia se ne uscì con questo grido; "Questo mondo è progno di Dio" (VI,60-65) E...vedevo che non ero io ad amare, quantunque fossi tutta amore, ma che il mio amore proveniva solo da Dio... Quando speriemnto questo amore divento così felice, così angelica, che amo rettili e rospi e anche demoni... (VII, 152-168) (Gesù) mi lasciò questo suo segno che sperimento sempe presente in me, e che è la via certa della salvezza: "Amare e voler soffrire per amore suo" (IV,110-111) Dio da parte sua, non cerca altro, se non che l'anima lo ami, perché egli l'ama, anzi lui stesso è l'amore dell'anima (IV, 189) Chiunque vuole conservare la grazia non distolga mai gli occhi della sua anima, tanto se è lieto che se è triste, dalla croce che io gli do o gli permetto di portare (IV, 262-264) Non ci si può salvare senza umiltà, e quanto è maggiore l'umiltà, maggiore è la perfezione cui l'anima perviene: Nessuna anima può infatti essere portata più in alto se non in ragione di quanto è abbassata e umiliata (VIII, 187-194) |
||||