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Il mio primo interesse è stato Dio, poi
la ragione, infine l'uomo!
Antihegeliano.
Vuole realizzare (Verwirklichung!) il sistema. Anzi capovolgerlo: non è
l'infinito che è finito ma è il finito che è infinito.
La religione
è una antropologia mascherata e l'uomo è il centro della filosofia. Tutto
l'uomo, dalla testa ai piedi, e non nella solitudine ma nella comunione dell'io
con il tu.
Il fondamento
e l'oggetto della religione è l'essere dell'uomo, la coscienza ch'egli ha dell'infinitezza
del suo essere.
Il Dio
dell'uomo è il suo essere; il singolo è limitato ma il sentimento e il
pensiero della perfezione dell'infinità della sua specie lo rendono Dio. La
coscienza di Dio è la coscienza di se stesso.
Feuerbach
riduce gli attributi divini a quelli umani, la teologia all'antropologia. Per
questo Dio è Ragione, Dio è amore, è l'amore dell'uomo con l'uomo: «il cuore
è il Duo dell'uomo».
Il
Cristianesimo che lega indissolubilmente uomo e Dio è la religione perfetta.
Dio è il
principio, immaginario e fantastico, della realizzazione totale di tutte le
volontà e di tutti i desideri umani. Per questo Dio è Natura, come l'insieme
dei bisogni...
Quali sono i
desideri degli uomini... tali sono le loro divinità!
Feuerbach è
materialista e umanista: l'uomo non è mai puro spirito né mai pura materia.
La volontà
non è libera perché tende sempre alla felicità che non è mai singola, ma
dell'io e del tu, dell'io con il tu. «né materialista, né idealista, né
filosofo dell'identità... ma è nel pensiero ciò che è nel fatto, nella carne
ciò che è nello spirito, nell'essenza ciò che è nei sensi: uomo, o meglio
uomo tra gli uomini, uomo sociale, comunista».
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