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DATE

LETTERATURA

STORIA

SCIENZA/TECNICA

1396 - 1458           Alfonso V(d'Aragona e Sicilia)     
1378 - 1444           Campin, Robert (pittore)      
1368 - 1422               Carlo VI (di Francia)     
1367 - 1413              Enrico IV (d'Inghilterra)      
1387 - 1422             Enrico V (d'Inghilterra)       
1383 - 1447            Eugenio IV      
1380 - 1416                    FerdinandoI (d'Aragona e Sicilia)       
1467 - 1496                Ferdinando II (di Napoli)        
1342 - 1404          Filippo l'Ardito       
1452 - 1519    Leonardo da Vinci
              Medici      
1397 - 1455        Niccolò V       
1367 - 1400         Riccardo II       
1380 - 1444          San Bernardino da Siena       
1368 - 1437       Sigismondo (Sacro romano impero)      
1414 - 1484          Sisto IV     
XIV sec.        Stefano Fiorentino (pittore)      
XIV sec.                 Cannone
XIV sec.                Polvere pirica o polvere nera
1385 - 1400          Orologi a pesi

1410 - 1420

          Reti a deriva
1420 - 1430           Nicola Cusano
1430 - 1440           Industrie tessili
1440 - 1450           Joahnn Gutemberg
1450 - 1460           Riforma calendario
1460 - 1470     Caracca
1476 - 1533 Ariosto, Ludovico poeta          
1255 - 1324 Dino Compagni                    
1276 - 1348 Giovanni Villani                    

 

 

 

Tabella Alfonso V(d'Aragona e Sicilia)(? 1396 - Napoli 1458), re d’Aragona e di Sicilia (1416-1458) e, con il nome di Alfonso I, re di Napoli (1443-1458). Figlio di Ferdinando I d'Aragona, si meritò l’appellativo di magnanimo quando, all’ascesa al trono, distrusse una lista sulla quale comparivano i nomi dei nobili che avevano mostrato un atteggiamento ostile nei suoi confronti. Nel 1420, dopo un accordo diplomatico con il visconte di Narbona, annetté al suo regno la Sardegna; nello stesso anno attaccò la Corsica ma poco dopo raggiunse Napoli su richiesta della regina Giovanna II che, in cambio del suo aiuto contro Luigi III d’Angiò, lo nominò erede al trono. Nel 1423 la regina spostò i suoi favori da Alfonso al rivale Luigi, e alla sua morte, nel 1435, Alfonso dovette affrontare il duca Renato d’Angiò, fratello di Luigi, che accampava i propri diritti sul regno. Il papa, la famiglia Visconti e la repubblica di Genova si schierarono con Renato: nella battaglia di Ponza (5 agosto 1535) la flotta genovese sconfisse quella d’Aragona e Alfonso venne fatto prigioniero. Condotto a Milano dal duca Filippo Maria Visconti, riuscì a stringere con quest’ultimo un’alleanza segreta. Liberato, riprese i combattimenti, sconfiggendo infine Renato e conquistando il regno di Napoli. Trasferì l’intera corte nella città partenopea, trasformandola in un vivace centro artistico e culturale; con il nome di Alfonso I fu il fondatore della dinastia spagnola in Italia. Nel 1447, alla morte di Filippo Maria, scatenò una guerra nell’infruttuoso tentativo di impadronirsi del suo regno, guerra che gli attirò l’ostilità di Firenze e di Venezia.

 

freccia.gif (898 byte) Ariosto, Ludovico poeta (Reggio nell’Emilia 1474-Ferrara 1533). Visse alla corte di Ferrara, al servizio del cardinale Ippolito d’Este e poi del duca Alfonso, che gli affidò il governo della Garfagnana. Sposò nel 1527 Alessandra Benucci e visse gli ultimi anni in contrada Mirasole, attendendo alla paziente rielaborazione del suo poema L’Orlando furioso. Tra le opere minori, i Carmina (1494-1504), in latino, alcune liriche in volgare e, in terza rima, sul modello dei sermoni oraziani, le sette Satire (1517-1525), lettere di tono conversativo in cui l’Ariosto rivive i momenti più decisivi della propria vita, esprimendo giudizi morali. Scrisse 5 commedie (Cassaria, 1508; Suppositi, 1509; Studenti, 1518-1519; Negromante, 1520; Lena, 1529) in endecasillabi sciolti a imitazione di Plauto e Terenzio, che furono le prime commedie regolari in volgare ed influirono decisamente sul teatro del Cinquecento. Il capolavoro è L’Orlando furioso, poema in ottava rima (I edizione a Venezia, 1516, in 40 canti; II edizione a Ferrara, 1521, con revisione della lingua e dello stile secondo i moduli del toscano letterario; edizione definitiva a Ferrara, 1532, in 46 canti). Massima espressione poetica del Rinascimento, in esso sono mescolati, con distacco e perfetta armonia, gusto per la descrizione realistica e abbandono alla fantasia. Il poema si ricollega alla materia dei poemi epico-cavallereschi, ma i moduli di origine popolare vengono trasportati in forme letterarie classicheggianti, continuando il rinnovamento iniziato dal Boiardo nell’Orlando innamorato. La trama è molto complessa: fanno da impalcatura le vicende della guerra tra Carlo Magno e Agramante, condottiero dei Saraceni; su di esse si inseriscono l’amore avventuroso del paladino Orlando per Angelica e quello di Bradamante e Ruggiero, in una narrazione ricchissima di episodi in cui l’ironia è il mezzo di cui l’Ariosto si serve per equilibrare realtà ed elementi fantastico-soprannaturali.

 

Tabella Campin, Robert (Valenciennes 1378 ca. - Tournai 1444), pittore fiammingo solitamente identificato con il Maestro di Flémalle, tra i primi e principali rappresentanti della scuola fiamminga. Campin diventò maestro d’arte a Tournai nel 1406 e fu attivo fino alla morte, dipingendo soprattutto pale d’altare e tavole a soggetto religioso. Rompendo con l’idealizzato e artificiale gotico internazionale, manifestò un rivoluzionario interesse per il realismo. Tre sono le innovazioni che contraddistinguono la sua arte rispetto alla pittura gotica: la concezione della figura umana, rappresentata tridimensionalmente; la consapevolezza della prospettiva; l’attenzione per i dettagli della vita quotidiana. Queste qualità, solo accennate nei primi lavori - quali il famoso Trittico di Mérode (1425 ca., Metropolitan Museum of Art, New York) - si svilupparono appieno nelle opere dell’ultimo periodo, come l’Altare Werl (1438, Prado, Madrid). La tavola rappresentante Santa Barbara, ad esempio, è inserita in un interno fiammingo altamente realistico e ricco di dettagli, e la prospettiva della stanza si sviluppa, attraverso una finestra aperta, fino al paesaggio esterno; la figura della santa è dipinta realisticamente, avvolta in ricchi drappeggi.L’opera di Campin influenzò profondamente due successivi maestri fiamminghi, il suo allievo Rogier van der Weyden e Jan van Eyck.

 

Tabella Carlo VI (di Francia) Detto il Folle (Parigi 1368-1422), re di Francia (1380-1422), figlio di Carlo V, cui succedette nel 1380 rimanendo però sotto la tutela di un consiglio di reggenza, composto dai duchi di Borgogna, di Berry e d'Angiò, fino al 1388, anno in cui se ne liberò, ripristinando il sistema di governo del padre per rimettere in sesto le disastrate finanze statali. Carlo V regnò fino al 1392, anno in cui impazzì. Nella successiva contesa per il potere, la Francia fu teatro di guerre civili tra i sostenitori dei duchi d'Armagnac (della casa d'Orléans) e quelli dei duchi di Borgogna. Gli inglesi approfittarono della debolezza della Francia per attaccare il paese; vinsero la battaglia di Azincourt nel 1415, e in seguito conquistarono la Normandia, Rouen e infine Parigi. Nel 1420 imposero alla Francia il trattato di Troyes, secondo cui Carlo VI doveva diseredare il primogenito, far sposare la figlia Caterina di Valois con il re d'Inghilterra Enrico V, e conferire a questi o al suo erede il diritto di successione al trono di Francia.

 

Tabella Enrico IV (d'Inghilterra) (Bolingbroke, Lincolnshire 1367- Westminster 1413), re d'Inghilterra (1399-1413); fu il primo sovrano della dinastia Lancaster. Dal 1387 al 1390 guidò il partito che si opponeva al cugino, re Riccardo II, e in seguito combatté a fianco dei cavalieri teutonici contro i lituani. Il sovrano, temendo il suo crescente potere, approfittò di una disputa fra Enrico e il duca di Norfolk, per condannarlo a sei anni di esilio (1398), da scontare in Francia. Nonostante la garanzia di non privarlo dei suoi beni, quando il padre di Enrico morì, Riccardo confiscò i possedimenti dei Lancaster; Enrico radunò allora un esercito, invase l'Inghilterra e catturò Riccardo, costringendolo ad abdicare. Nel 1399 Enrico venne eletto re dal Parlamento. L'anno seguente soffocò una rivolta di nobili che sostenevano Riccardo. Gli scozzesi e i gallesi, appoggiati dai francesi, approfittarono della situazione di tensione per organizzare una ribellione contro la corona inglese. I primi furono sconfitti nel 1402 a Humbleton, ma i secondi continuarono la rivolta per sette anni. Durante il suo regno, caratterizzato da continue ribellioni nobiliari, Enrico IV perseguitò la setta religiosa dei lollardi. Morì il 20 marzo 1413; gli succedette il figlio Enrico V.

Re d'Inghilterra, primo della dinastia dei Lancaster. Esiliato, nel 1399 rientrò segretamente in Inghilterra, prese prigioniero il cugino, Riccardo II, e lo costrinse ad abdicare, facendosi proclamare sovrano.

Enrico IV

Re d'Inghilterra, primo della dinastia dei Lancaster. Esiliato, nel 1399 rientrò segretamente in Inghilterra, prese prigioniero il cugino, Riccardo II, e lo costrinse ad abdicare, facendosi proclamare sovrano.

 

 

 

 

Tabella Enrico V (d'Inghilterra) (Monmouth 1387 - Vincennes 1422), re d'Inghilterra (1413-1422), figlio e successore di Enrico IV. Nel 1410-11, durante una malattia del padre, fu a capo del consiglio reale, ma, entrato in contrasto con il re, ne fu allontanato. Salito al trono nel 1413 fece seppellire presso l'abazia di Westminster i resti di Riccardo II, che, deposto da Enrico IV, era morto in prigione. Continuò la persecuzione della setta religiosa dei lollardi e ne giustiziò il capo, John Oldcastle. Nel 1415 sconfisse i francesi nella battaglia di Azincourt. L'anno dopo si alleò con l'imperatore Sigismondo e nel 1417 iniziò la conquista della Normandia, che si concluse due anni dopo con la presa di Rouen. Stipulò con Carlo VI di Francia il trattato di Troyes nel 1420, ottenendo in sposa la figlia del re, Caterina di Valois, e assicurandosi la successione al trono di Francia. Tornò in Inghilterra nel 1421, lasciando il fratello Tommaso, duca di Clarence, come luogotenente in Normandia; ma i francesi si ribellarono e cacciarono il duca. Enrico tornò quindi in Francia, dove si ammalò e morì. Gli succedette il figlio Enrico VI.

 

Tabella Eugenio IV (Venezia 1383 - Roma 1447), papa (1431-1447). Al secolo Gabriele Condulmer, fu monaco agostiniano e poi vescovo prima che suo zio, papa Gregorio XII, lo creasse cardinale nel 1408. Divenuto papa nel 1431, Eugenio avviò una lunga disputa con i vescovi riuniti nel concilio di Basilea (1431-1437) che cercò invano di sciogliere e di invalidarne i poteri. Nonostante infatti ne avesse ordinato il trasferimento a Ferrara nel 1437, un consistente gruppo di dissidenti rimase a Basilea. Nel frattempo, nel 1438, Carlo VII, re di Francia, approfittando della rottura creatasi in seno alla Chiesa di Roma, emise la sanzione pragmatica di Bourges, una dichiarazione ufficiale che, concedendo maggiore libertà alla Chiesa francese, limitava fortemente il potere papale. Nel 1439, per sfuggire a una pestilenza, il concilio convocato da Eugenio si trasferì da Ferrara a Firenze dove la Chiesa cattolica e quella ortodossa si ritrovarono temporaneamente unite. Questo successo consentì a Eugenio di annullare il concilio dissidente di Basilea e di ristabilire la sovranità papale sulla Chiesa.

 

 

Tabella Ferdinando I (d'Aragona e Sicilia) (Medina del Campo, Valladolid 1380 ca. - Igualada 1416), re d’Aragona e di Sicilia (1412-1416). Secondogenito di Giovanni I re di Castiglia e di Eleonora d’Aragona, nel 1406, alla morte del fratello maggiore Enrico III di Castiglia, rinunciò alla corona del regno a favore del nipote Giovanni II, ancora bambino. Insieme alla vedova di Enrico, Caterina, assunse però la reggenza dimostrandosi un prudente amministratore. Alla morte dello zio materno, Martino I, re d’Aragona (e re di Sicilia con il nome di Martino II), Ferdinando venne scelto come suo successore ed eletto re nel 1412. Uno degli episodi più importanti del suo breve regno fu l’accordo stabilito per deporre l’antipapa Benedetto XIII, durante il Concilio di Costanza, che contribuì a porre fine allo scisma d’Occidente che aveva diviso la Chiesa dal 1378 al 1417.

 

Tabella Ferdinando II (di Napoli) (Napoli 1467-1496), re di Napoli (1495-96), detto Ferrandino. Figlio primogenito di Alfonso II, si oppose all'avanzata delle truppe francesi di Carlo VIII in Romagna, ma fu costretto alla ritirata. In seguito all'abdicazione del padre in suo favore, nel 1495, resse il regno per pochi mesi, ma la sua strenua resistenza venne stroncata da una morte precoce.

 

Tabella Filippo l'Ardito (Pontoise 1342 - Hall 1404), duca di Borgogna, figlio del re di Francia Giovanni il Buono. Combatté valorosamente nella battaglia di Poitiers (1356), da cui il soprannome di Ardito, ma fu condotto prigioniero in Inghilterra assieme al padre. Tornato in Francia, nel 1360 ottenne il ducato di Turenna e nel 1363 quello di Borgogna. Nel 1384, alla morte del suocero Louis de Mâle ottenne le Fiandre. Nel 1380 fu designato reggente per Carlo VI, carica che assunse nuovamente nel 1392, quando si manifestò in Carlo la pazzia.

 

Tabella Leonardo da Vinci pittore, architetto, scienziato e scrittore (Vinci 1452-castello di Cloux, Amboise, 1519). Discepolo del Verrocchio in pittura, fu in ogni altro campo un autodidatta. Fu al servizio di Ludovico il Moro dal 1482; dopo la caduta del duca, peregrinò in varie città (Mantova, Venezia, Firenze) e fu ingegnere militare di Cesare Borgia. Ancora a Firenze nel 1503-1506, tornò a Milano nel 1506, dove progettò lavori di fortificazione del Naviglio presso S. Cristoforo; fu quindi a Roma, al servizio di Giuliano de’ Medici, dal 1517 in Francia, presso la corte di Francesco I, dove morì. Come pittore creò una tecnica ’sfumata’, con delicati contrasti di luce e di ombra che fanno sparire i contorni e creano un’illusione di atmosfera e di vita nella scena rappresentata. Opere principali: la Gioconda, la Vergine delle rocce e S. Anna, la Vergine e il Bambino (tutti a Parigi, Louvre), l’Ultima Cena (Milano, Refettorio di S. Maria delle Grazie), Annunciazione e Adorazione dei Magi (entrambe a Firenze, Uffizi). Come scienziato, Leonardo compì fondamentali ricerche di meccanica (studi sulle leve), di anatomia (dimostrazione della funzione dei muscoli), di ottica, di chimica, di geologia, di astronomia. Precursore di molte conquiste della tecnica moderna, progettò macchine per volare, strumenti nautici, macchine belliche. Gli scritti di Leonardo, dominati dall’entusiasmo quasi mistico di chi, nei misteri della natura, ricerca la traccia del divino, hanno carattere frammentario: nel 1631 fu pubblicato il Trattato della pittura, nel 1828 il Trattato del moto e della misura delle acque; nel 1894-1904 apparve l’edizione diplomatica del Codice Atlantico, raccolta di note scientifiche e disegni. Dama con ermellino Uomo vitruviano Gioconda                             Cenacolo Bombarda Balestra

 

 

Tabella Medici Famiglia patrizia italiana che grazie ai commerci e all'attività bancaria assurse al governo di Firenze nel XV secolo e successivamente della Toscana, occupando un ruolo di primo piano nella vita politica, religiosa e culturale dell'Europa del Rinascimento. Originari del Mugello, i Medici si stabilirono a Firenze nel XII secolo, arricchendosi durante il secolo seguente come mercanti di lana, poi anche come agenti di cambio. L'ascesa politica della famiglia cominciò con Salvestro (1331-1388), gonfaloniere di giustizia nel 1378 allo scoppio del tumulto dei ciompi, di cui appoggiò le rivendicazioni contro l'oligarchia cittadina, e con Giovanni di Bicci (1360-1429), che nel 1397 fondò il Banco dei Medici e divenne quindi curatore degli interessi finanziari della Curia romana. Al figlio di quest'ultimo, Cosimo il Vecchio si dovette nel 1434 la fondazione della signoria medicea su Firenze, portata all'apogeo dal nipote di Cosimo, Lorenzo il Magnifico, che compendiando in sé potere politico ed economico, amore per l'arte e per la cultura rappresentò l'incarnazione ideale del principe rinascimentale. Sia Lorenzo, sia il fratello Giuliano (1453-1478), ucciso durante la congiura dei Pazzi, furono padri di due tra i maggiori pontefici del Cinquecento: Leone X, figlio del Magnifico, papa dal 1513 al 1521, al cui servizio militò il grande condottiero Giovanni dalle Bande Nere, appartenente a un ramo cadetto della famiglia; e Clemente VII, figlio naturale di Giuliano, papa dal 1523 al 1534. Le vicende di entrambi si intrecciarono con la restaurazione dei Medici a Firenze dopo le parentesi repubblicane del 1494-1512 e del 1527-1530: fu proprio mettendo fine a quest'ultima che Clemente VII, appoggiando la nomina del nipote Alessandro (1510-1537) a duca di Firenze, segnò la trasformazione della signoria medicea in principato. Tale passaggio fu suggellato dall'avvento al potere del figlio di Giovanni delle Bande Nere, Cosimo I, che nel 1569 ottenne il titolo di granduca di Toscana (Vedi Granducato di Toscana), rimasto alla famiglia fino alla sua estinzione nel 1737. Alla famiglia dei Medici appartennero anche due regine di Francia: la nipote del Magnifico, Caterina, andata in moglie a Enrico II, e la figlia del granduca Francesco I (1541-1587), Maria (1573-1642), moglie di Enrico IV.

 

Tabella Niccolò V (Sarzana, La Spezia 1397-1455), papa (1447-1455), rafforzò l'alleanza tra il papato e il Sacro romano impero ed ebbe particolarmente a cuore la cultura. Al secolo Tommaso Parentucelli, dopo gli studi divenne precettore presso due casate fiorentine, dove incontrò il vescovo di Bologna, del quale divenne segretario. Alla morte di quest'ultimo, papa Eugenio IV lo promosse successore del vescovo. Dopo una missione diplomatica nel Sacro romano impero, dove attirò il favore dell'imperatore Federico III, venne eletto cardinale e, qualche mese dopo, papa. Esercitando la sua influenza politica, Niccolò stipulò con Federico III il concordato di Vienna del 1448, con cui i tedeschi rimanevano fedeli alla Chiesa cattolica, e che assicurava a Federico la corona del Sacro romano impero. L'incoronazione di Federico nel 1452 fu l'ultima incoronazione di un imperatore a Roma. Niccolò ottenne la sottomissione e la rinuncia alle pretese pontificali dell'ultimo antipapa, Felice V, nel 1449, ponendo così fine al concilio di Basilea. Sotto il suo papato si avviarono a Roma e in Vaticano importanti opere di ristrutturazione, convocando artisti del calibro di Beato Angelico, al quale commissionò i restauri dei palazzi vaticani. Fondò infine la Biblioteca Vaticana e la arricchì di numerosi volumi.

 

Tabella Riccardo II (Bordeaux 1367 - Pontefract 1400), re d'Inghilterra (1377-1399). Figlio di Edoardo, principe di Galles (il Principe Nero), e di Giovanna, contessa del Kent, diventò principe di Galles alla morte del padre. Nel 1377, quando morì suo nonno, re Edoardo III, gli succedette al trono di un paese rovinato dalla peste nera e oppresso da gravosi tributi. Il Parlamento, che negli ultimi anni del regno di Edoardo III aveva acquisito maggiori poteri, cercò di assicurarsi il controllo del governo, ma fu osteggiato da Giovanni di Gaunt, zio del sovrano. L'audacia e il coraggio di Riccardo domarono rapidamente la rivolta dei contadini del 1381. Un anno dopo, a soli quindici anni, sposò Anna di Boemia, figlia dell'imperatore del Sacro romano impero, Carlo IV, e cominciò a contrastare i nobili ripristinando pienamente nel 1388 l'autorità regia.Al fine di imporre il proprio potere in Irlanda, Riccardo dovette condurre una spedizione militare nel 1394. Inoltre esiliò il figlio di Giovannni di Gaunt, Enrico Bolingbroke, duca di Hereford, che più tardi gli succedette con il nome di Enrico IV, e condannò a morte o bandì dal paese altri nobili. Quando Riccardo tornò da una seconda spedizione in Irlanda, nel 1399, trovò Bolingbroke alla guida di un temibile esercito. Caduto nelle mani di questi, nel Galles, Riccardo fu condotto come prigioniero a Londra, dove il 30 settembre 1399 abdicò ufficialmente. Il giorno seguente la sua abdicazione fu ratificata dal Parlamento, che proclamò re Bolingbroke. Riccardo fu confinato nel castello di Pontefract, dove morì nel febbraio 1400.

 

Tabella San Bernardino da Siena (Massa Marittima 1380 - L'Aquila 1444), predicatore francescano di nobili origini, celebre per i suoi sermoni e la sua volontà riformatrice. Entrato nel 1402 nell'ordine dei francescani, dopo una malattia nel corso della quale fece un sogno, fu ordinato sacerdote nel 1404. Si consacrò a vivere secondo l'ideale del suo ordine, l'imitazione di Cristo, predicando per le pubbliche piazze dell'Umbria, della Toscana, della Lombardia e del Veneto e componendo opere di meditazione. La sua implicita critica ai potenti e al loro stile di vita venne indirettamente punita con ripetute accuse di eresia da parte della Curia romana, che, strumentalmente, accusò di non ortodossia teologica il suo particolare culto nei confronti del sacro Nome di Gesù. Ma sia nel 1426 sia nel 1431 Bernardino fu sempre di scagionato e nel 1432 papa Eugenio IV gli rese piena giustizia. Bernardino fu canonizzato nel 1444.

 

Tabella Sigismondo (Sacro romano impero) (Norimberga 1368 - Znaim 1437), imperatore del Sacro romano impero (1411-1437), re d’Ungheria (1387-1437) e di Boemia (1419-1437); figlio dell’imperatore Carlo IV. Nel 1385 sposò Maria, figlia ed erede di Luigi I il Grande re di Ungheria e Polonia, e due anni dopo si insediò sul trono d’Ungheria. Nel 1396 si pose alla testa di un grande esercito di crociati provenienti da varie parti d’Europa e intraprese una guerra contro i turchi; questi ultimi, governati dal sultano ottomano Bayazid I, riuscirono però a ottenere la vittoria e inflissero alle truppe di Sigismondo la sconfitta decisiva a Nicopoli, in Bulgaria. Alla morte dell’imperatore Ruperto del Palatinato (1410), Sigismondo fu nominato suo successore; tuttavia non ricevette l’incoronazione ufficiale dal papa fino al 1433.Nel 1414 persuase l’antipapa Giovanni XXIII a convocare il concilio di Costanza che pose fine allo scisma d’Occidente; durante il concilio, il riformatore religioso boemo Jan Hus venne accusato di eresia e fu condannato a morte e giustiziato. Alla morte del fratello Venceslao (1419), Sigismondo salì al trono di Boemia, ma la condanna di Jan Hus aveva scatenato violente proteste in Boemia e i sudditi, che lo ritenevano direttamente responsabile della morte del riformatore, insorsero contro il nuovo sovrano impugnando le armi (vedi Guerre hussite). Dopo una serie di sconfitte, Sigismondo venne finalmente riconosciuto come sovrano legittimo nel 1436.

 

Tabella Sisto IV (Celle Ligure, Savona 1414 - Roma 1484), papa (1471-1484), fu celebre mecenate delle arti e delle lettere, ma il suo regno fu contrassegnato dall'intrigo politico e dalla corruzione. Al secolo Francesco della Rovere, entrò giovanissimo nell'ordine francescano. Nel 1464 fu eletto generale dei francescani e tre anni dopo nominato cardinale. Durante il suo pontificato furono costruite la Cappella Sistina e il ponte Sisto sul Tevere e fu fondato il coro della Cappella Sistina. Sisto trascinò il papato in una guerra contro Firenze (1478-1480) e sostenne la guerra veneziana contro Ferrara (1480-1484). Biasimato per aver promosso parenti indegni ad alte cariche ecclesiastiche e per aver perseguito interessi secolari piuttosto che spirituali; tentò senza successo di moderare alcuni degli eccessi dell'Inquisizione spagnola nonostante ne avesse consentito la creazione nel 1478. I suoi progetti politici e culturali impoverirono le casse papali, e il suo regno è generalmente considerato fallimentare.

 

Tabella Stefano Fiorentino (Firenze XIV secolo), pittore italiano. Attivo nella prima metà del Trecento, fu promotore di uno stile dai toni dolci e sfumati e di una ricerca prospettica scrupolosa. Padre di Giottino e presunto nipote di Giotto, fu uno dei suoi migliori allievi. Dovette la fama al modo naturalistico di dipingere, che per la sua accuratezza lo avvicinò al maestro. Operò in Lombardia presso la famiglia Visconti e a Roma, dove, sotto la direzione di Giotto, eseguì per l'abside di San Pietro in Vaticano degli affreschi, di cui ci è rimasto un solo frammento (Collezione Fiumi, Assisi). Nella basilica di Assisi, insieme ad alcuni affreschi, dipinse il Polittico di Santa Reparata, il Crocifisso di Ognissanti e il Polittico Stefaneschi (Pinacoteca Vaticana Città del Vaticano), eseguito assieme a Giotto.

 

1385 - 1400 - Scienza e tecnologia
Tabella Orologi a pesi, che spesso impiegano elaborati meccanismi di suoneria, appaiono in Europa in questo periodo.
Tra gli ultimi grandi risultati raggiunti dalla scienza araba sono da annoverare gli osservatori, tra cui quello di 'Ulug Beg (1394-1449), il nipote di Tamerlano, costruito a Samarcanda. Le sue tavole astronomiche saranno usate dagli astronomi occidentali fino al Rinascimento.


1410 - 1420 - Scienza e tecnologia
Tabella Le reti a deriva, che vengono trainate da barche a vela e giungono fino ai 110 m di lunghezza, fanno la loro comparsa nell’industria della pesca olandese nel 1416. Queste reti consentono di pescare una maggiore quantità di aringhe, che vengono conservate grazie a un processo di salatura perfezionato dagli Olandesi.

 

1420 - 1430 - Scienza e tecnologia
Tabella Nicola Cusano (1401-64) sostiene nei suoi scritti che è la Terra, e non la volta celeste, a compiere una rotazione quotidiana, confutando così il sistema astronomico tolemaico, universalmente riconosciuto fino ad allora. La sua idea è basata su nozioni filosofiche e non sull’osservazione di dati scientifici.

 

1430 - 1440 - Scienza e tecnologia
Tabella Le industrie tessili nel XV secolo usano l’allume per fissare sui tessuti le tinte estratte da vegetali, tra cui l’indaco, la robbia e lo zafferano. Le tinte nere si ottengono mescolando il vetriolo verde (solfato di ferro) alla galla di quercia, ricavandone stannato di ferro di un nero intenso.

 

1440 - 1450 - Scienza e tecnologia
Tabella Johann Gutenberg (ca. 1400-68), originario di Strasburgo, inizia la stampa con caratteri mobili di metallo, avvalendosi del processo inventato in Corea nel XV secolo. I libri di Gutenberg sono i primi in Occidente a essere stampati secondo questa tecnica, ma non esiste nessuna opera stampata a noi pervenuta che porti il suo nome. Le lettere vengono fuse in una lega apposita, e disposte su un compositoio, dove le pagine vengono montate prima di essere inchiostrate per la stampa.

 

1450 - 1460 - Scienza e tecnologia
Tabella La riforma del calendario è avviata intorno al 1450 sotto la direzione dell’astronomo Purbach (1423-61). Il calendario giuliano, che risaliva a Giulio Cesare, aveva un’approssimazione di 1 giorno ogni 128 anni e aveva accumulato nel 1450 un errore di 10 giorni.

 

1460 - 1470 - Scienza e tecnologia
Tabella La caracca, la prima forma moderna di nave a vela, è riprodotta su un sigillo francese del 1466. Queste navi hanno tre o quattro alberi, ponti rialzati a poppa e a prua, un timone di poppa e una barra di timone per governare la nave; nel 1500 pesano fino a 600 t. Prendono il posto delle galee nei viaggi commerciali oltreoceano, e presto ne viene creata una versione militare, il galeone.

Caracca

 

XIV sec. - Scienza e tecnologia
Tabella Cannone Termine che designa in generale armi da fuoco con calibro superiore ai 20 mm, distinte dalle cosiddette armi leggere. Insieme al mortaio e all’obice, il cannone costituisce una delle armi principali in dotazione all’artiglieria.L’invenzione del cannone viene generalmente attribuita a Berthold Schwarz, un monaco tedesco del XIV secolo. I primi cannoni usavano cariche di polvere pirica per sparare grosse pietre o sfere metalliche ed erano sostanzialmente costituiti da voluminosi tubi metallici ad anima liscia che venivano caricati dalla bocca; il rinculo veniva assorbito dal moto all’indietro dell’affusto, che allo scopo era dotato di ruote.

 

XIV sec. - Scienza e tecnologia
Tabella Polvere pirica o polvere nera Polvere esplosiva costituita da una miscela di nitrato di potassio (75%), di carbonella (15%) e di zolfo (10%). La polvere pirica, detta anche polvere nera o polvere da sparo, è il primo esplosivo utilizzato nella storia umana. La sua formula appare negli scritti di Ruggero Bacone, ma venne probabilmente scoperta dai cinesi, che già centinaia di anni prima la utilizzavano per i fuochi d'artificio. Berthold Schwarz, un monaco tedesco dell’inizio del XIV secolo, fu probabilmente il primo a impiegare la polvere pirica per sparare un proiettile.

 

Tabella Dino Compagni (1255-1324), ricco mercante fiorentino ed amico di Dante, partecipò attivamente alla vita politica della sua città, schierandosi dalla parte dei Bianchi (fu anche Priore). Nella sua "Cronica delle cose occorrenti ne' tempi suoi", senza nascondere la sua passione di parte, narra gli avvenimenti più salienti a lui contemporanei: la lotta in Firenze tra guelti e ghitellini, il trionfo dei primi sui secondi, la scissione dei Guelfi in Bianchi e Neri e la conseguente lotta per il potere, il sopravvento dei Neri con l'aiuto del papa Bonifacio VIII e la messa al bando dei Bianchi. Egli, che grazie ad un cavillo giuridico sfuggì alla condanna dell'esilio, fu spettatore anche dei fatti successivi all'arrivo in Firenze di Carlo di Valois e questi riferisce fino alla discesa dell'imperatore Arrigo VII (13t2).

 

Tabella Giovanni Villani (1276-1348), anch'egli fiorentino, mercante e uomo politico, compose una "Cronica" di Firenze, in 12 libri, nella quale riesce a far tacere le ragioni di parte e a riportare con obiettività di giudizio i fatti salienti a lui contemporanei. Dopo la sua morte l'opera fu continuata dal fratello Matteo e dal nipote Filippo, che estesero la narrazione fino al 1364.