Fiabe, favole e giochi, strumenti importanti per la crescita dei bambini

Fiabe, favole e giochi, strumenti importanti per la crescita dei bambini

Giuseppa Bonanno 1

3 Luglio 2000

Abstract

Breve articolo sull'importanza dei racconti e del gioco nello sviluppo e nella crescita psicologica dei bambini.



Uno dei pensieri più frequenti che vengono in mente quando si aspetta un bambino è chiedersi che tipo di uomo diventerà e come poterlo aiutare nella sua crescita. È importante cercare di educare i bambini senza stancarli, senza annoiarli, trovando dei metodi divertenti e allo stesso tempo validi. Per ottenere ciò si può ricorrere a giochi o narrazioni di fiabe e di favole



Fiabe e favole: un aiuto per crescere

Spesso ci si chiede se le fiabe e le favole raccontate ai nostri bambini possono avere per loro ancora un significato nella società contemporanea, raccontano infatti, di eroi lontanissimi dal modo di sentire e di vivere dei nostri piccoli, poichè si tratta di storie la cui origine si perde nella storia. Tuttavia questo primo livello di interpretazione può facilmente essere superato con una lettura più attenta della situazione, infatti nulla può essere in grado di arricchire e di divertire sia bambini sia adulti quanto la fiaba. Va ricordata la sottile distinzione che esiste tra fiaba e favola, poichè spesso i due termini vengono utilizzati come sinonimi, mentre cè una sostanziale differenza nel contenuto e nella struttura.



Le FIABE raccontano, con una struttura narrativa ricca di particolari e descrizioni, gesta di eroi generalmente umani, principi azzurri, principesse bellissime, streghe malvagie ecc... In genere l'eroe positivo viene insidiato dall'antieroe e sembra stia per soccombere, quando per un intervento magico, tutto si risolve per il meglio ed il bene trionfa.



Le FAVOLE hanno, invece, una struttura narrativa più semplice e breve, i protagonisti sono di solito animali parlanti che con le loro esperienze ci mostrano una sorta di saggezza popolare che si concretizza nella morale spiegata alla fine della favola.



Il bambino, man mano che cresce deve via via imparare a dare un significato a tutto ciò che lo circonda e in cui è immerso: deve imparare a capirsi e a capire gli altri sempre meglio, deve imparare inoltre a stabilire rapporti e relazioni. Per essere in grado di fare ciò, egli deve superare i propri limiti che gli permettono così di pensare anche agli altri e non solo a se stesso. Questo è importante per permettere al bambino di sentirsi soddisfatto e per metterlo in grado di sviluppare al meglio le proprie risorse interiori, in modo che le sue emozioni, la sua immaginazione e il suo intelletto si arricchiscano reciprocamente, e lo sostengano nei confronti delle avversità della vita che sicuramente incontrerà. In questo difficile cammino, che lo porterà alla sua emancipazione, egli deve acquisire una morale che gli faccia rendere conto del giusto comportamento da tenere non mediante concetti etici astratti, ma mediante quanto gli appare tangibilmente giusto e quindi di significato riconoscibile.

Il bambino trova questo tipo di significato attraverso le fiabe? Attraverso i secoli le fiabe danno simultaneamente risposte a livello palese e non, inviano risposte importanti a tutti i livelli della personalità. Spesso i genitori si interrogano sull'utilizzo delle fiabe e delle favole nell'educazione dei propri figli, chiedendosi se è giusto esporre il proprio bambino ad emozioni forti ma contemporaneamente negative, essi vorrebbero presentare ai propri bambini solo racconti positivi che vanno incontro ai loro desideri. In realtà questo interrogativo risulta un pò inutile in quanto il bambino non vivrà in una realtà tutte rose e fiori, dovrà, invece, fronteggiare quotidianamente difficoltà di fronte alle quali deve essere preparato, disponendo del più ampio numero di conoscenze con le quali poter affrontare le molteplici avversità della vita. A ciò va aggiunto un altro aspetto di non minore importanza: il bambino ha spesso pensieri distruttivi e/o aggressivi, del tutto normali all'interno del suo processo di crescita, egli, tuttavia, non sa che questi sentimenti sono normali, perciò se gli vengono presentati esclusivamente modelli positivi si alimentano automaticamente i suoi sensi di colpa. Le fiabe e le favole presentano, invece, al bambino una realtà multisfaccettata, esse suggeriscono al piccolo immagini attraverso le quali egli può strutturare i propri sogni ad occhi aperti e con essi dare una migliore direzione alla propria vita.

È importante, nel leggere le fiabe al bambino, fare in modo che lui si immedesimi nei personaggi in modo che possa cogliere pienamente la morale della fiaba. Chi legge le favole o le fiabe ha un ruolo altrettanto importante, perchè deve riuscire a trasmettere le varie sensazioni ed emozioni con le diverse inclinazioni della voce, cambiando anche tonalità a seconda del personaggio che anima, così il bambino potrà associare una voce ad un personaggio, e gli sarà più difficile confondersi. Prima di addormentarsi, i bambini vorrebbero che i genitori gli raccontassero una favola o una fiaba, è questo il loro modo per avere accanto fino al momento del sonno i genitori, così si addormenteranno più tranquilli, più rilassati instaurando così un rapporto migliore tra genito- re e figlio. I bambini, in questo modo, si sentono considerati, vedono che i genitori gli riversano delle attenzioni.

Nell'epoca in cui viviamo diventa sempre più difficile avere un qualsiasi rapporto tra genitori e figli. Gli adulti sono sempre troppo presi dal proprio lavoro, dai propri impegni, e quando arriva il momento di stare un pò in casa insieme alla famiglia, sono sempre stanchi e non hanno mai tempo per giocare con i figli o parlare un pò con loro, si limitano ad assolvere solo il ruolo formale di genitori cioè quello di provvedere solo ai bisogni materiali del figlio senza curarsi dell'aspetto formativo. A volte per impegnare il bambino in qualcosa lo si mette davanti alla televisione o gli si comprano libri con relativa cassetta che loro possono ascoltare o vedere più volte. Molto diffuse sono le videocassette animate della Walt Disney, che, a differenza dei vari cartoni animati trasmessi dalle varie emittenti televisive, trasmettono ancora forti valori, come ad esempio Ïl Re Leone", in cui si nota l'intenso rapporto tra padre e figlio, e come i genitori contribuiscono notevolmente a far diventare uomo il bambino di oggi. È importante durante la visione di questi filmati che il genitore sia accanto al bambino in modo da poter rispondere a tutte le sue domande e ascoltare le osservazioni che sovente nascono durante la visione. Le favole che ancora affascina di più i piccoli, sono quelle più vecchie che si tramandano da genitore in figlio, però crescendo il bambino incomincia a desiderare altri tipi di narrazione, come avventure di mostri, robot, animaletti che combattono tra loro; per esempio hanno riscosso molto successo i Pokemon, degli strani animali che combattono tra loro, niente a che vedere con i vecchi cartoons in cui i combattimenti avvenivano solo perchè il bene trionfasse sul male.

Prima di concludere questo capitolo è giusto dire che le fiabe e le favole aiutano la crescita del bambino non solo perchè lo aiutano a sognare di più e ad acquisire dei principi, ma anche perchè tramite la loro narrazione si riesce a solidificare il rapporto tra genitori e figli.

Il Gioco, uno strumento educativo: come usarlo al meglio

Cosè un bambino? Un essere che gioca.

Giocare è un'attività caratteristica dei bambini, considerata come tale fin dai tempi più antichi e nelle più diverse culture. Tuttavia, solo gli studi più recenti hanno messo in luce i molteplici aspetti del gioco agli effetti della formazione della personalità.

Biologi, psicologi, sociologi hanno dato diverse interpretazioni che rispecchiano aree di interesse e orientamenti delle varie discipline. Si tratta il più delle volte di studi e ricerche che arrivano a conclusioni diverse ma non contraddittorie, in quanto vengono presi in esame di volta in volta gli aspetti particolari della complessa attività. Il bambino apprende giocando e il suo gioco diviene spesso raffinata strategia di esplorazione e conoscenza del reale. Possiamo perciò affermare che il gioco è una modalità di vita e di apprendimento, i giocattoli strumenti di vita e di apprendimento, giocare necessità e scelta di vita e di apprendimento. Mediante le attività ludiche il bambino apprende dapprima ad esplorare il mondo che lo circonda, quindi a scoprire, sperimentare, raffinare nuove abilità e, una volta dominate queste, è pronto per più impegnativi compiti, quale, ad esempio, l'apprendimento finalizzato dell'alfabetizzazione culturale. Per J. Huizinga tutte le forme culturali nascono in forma ludica, la cultura è innanzi tutto giocata: "(...) ciò non significa che il gioco muta o si converte in cultura, ma piuttosto che la cultura, nelle sue fasi originarie, porta il carattere di un gioco; viene rappresentata in forme e stati d'animo lucidi: In tale "dualità-unità" di cultura e gioco, gioco è il fatto primario, oggettivo, percepibile, determinabile concretamente; mentre la cultura non è che la qualifica applicata dal nostro giudizio storico dato al caso".

Piaget sostiene che il gioco ha un proprio sviluppo che è strettamente legato allo sviluppo dell'intelligenza e nel quale, come risulta da indagini particolari, si possono riconoscere tre fasi principali che corrispondono a tre livelli dello sviluppo intellettuale:


    1.

    fase dei giochi di esercizio, che corrisponde al livello dell'intelligenza sensorio-motoria;
    2.

    fase dei giochi simbolici, che corrisponde al livello della formazione del concetto del simbolo;
    3.

    fase dei giochi con regole, che corrisponde ad un livello intellettivo più avanzato con la completa assimilazione della categoria della reversibilità e la capacità di cogliere contemporaneamente più aspetti della soluzione di un problema.

Il gioco è utilissimo ai fini dello sviluppo dell'intelligenza in quanto attraverso esso il bambino si prepara alle fasi successive.

L'assimilazione egocentrica, come egli definisce il gioco, è ancora più evidente quando, avendo raggiunto la tappa evolutiva dell'acquisizione del concetto e del simbolo, il bambino si crea una situazione simbolica per propria soddisfazione personale. In questa fase è più che mai evidente il rapporto tra lo sviluppo intellettivo e ludico: se il bambino non fosse arrivato al concetto delle cose, non potrebbe scindere il significato dal significante e trasferire il significato su un altro significante. Lo stesso discorso vale per i giochi con regole che richiedono operazioni mentali più o meno complesse, si pensi al gioco delle carte, degli scacchi, ecc., che presuppongono il raggiungimento di una determinata fase cognitiva e costituiscono esercizi validi per l'attività intellettiva. Attraverso il gioco il bambino sperimenta numerose abilità, mette alla prova le proprie potenzialità, saggia la socialità, sviluppa strategie di approccio e conoscenza del mondo che lo circonda: opera concretamente percorsi metacognitivi. Non solo il gioco simbolico, ma anche altre attività ludiche, i giochi di movimenti, le costruzioni, i giochi di gruppo, hanno molto spesso effetti sullo sviluppo delle abilità metacognitive e della personalità in generale. Il gioco può avere durante l'infanzia un'importantissima funzione nel processo di identificazione in quanto un individuo acquisisce l'identità del proprio io attraverso la stima di sè e la consapevolezza di aver fatto delle conquiste reali socialmente riconosciute. Va infine considerato il cruciale significato dei giochi con ruoli e regole (così come dei giochi tradizionali) per il nascere del giudizio sociale e morale dei bambini. Inoltre tutti i giochi che richiedono l'acquisizione di regole o strategie esatte per il loro svolgimento, possono essere considerati come tecniche di didattica metacognitiva applicabili alle prime fasi evolutive: domino, dama, memory, tris, battaglia navale, giochi di carte, e chi più ne sa giocare più ne metta.

References

[1]
http://www.psicoline.it, sito da cui sono stati tratti passi del capitolo:"Fiabe e favole: un aiuto per crescere".

[2]
http://www.lamaestra.it,sito da cui sono stati tratti passi del capitolo:Ïl gioco, uno stumento educativo: come usarlo al meglio".

[3]
http://www.disney.it, sito della Disney da cui sono state tratte le immagini.


Footnotes:

1Si ringraziano i professori M. Cotronei e R. Fazio per la disponibilità e l'aiuto dato.


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On 11 Jul 2000, 16:44.