Angelo angelo
Angelo angelo come puoi aleggiare
nel tuo cielo improbabile o tra i flutti
di sogni tempestosi grossi zaini
e giberne rallentano il cammino
solo tu puoi volare indifferente
al caldo nodo della carne ascolta
a volte anch’io mi slego e so volare
in un cielo di spuma e là si libra
quel me che non esiste ed è più vero
dell’immagine cruda nello specchio
intessuta di strame e di miseria
Lontano è il suono grigio della storia
troppo lontano e nel brumoso andare
l’immagine frenetica e furente
di un dio impietoso si rivolta e piange
trasforma i colli ameni in un abisso
di stolida violenza inutilmente
le vittime ti cercano affannate
e disperate cadono sul greto
di morti fiumi senza più corrente
Ma quando cade il giorno strane note
echeggiano nel fumo dei canali
nella nebbia dei campi nei sospiri
di chi ama o si strugge o infine sogna
là tu rinasci e vivi e le tue ali
proteggono il mistero delle cose
settembre 2009