Biancore
Tutto questo biancore
svenati rivi fluenti
di tormentati petali
non lacrimate scene
assassinate
di sofferta dolcezza.
Così grandi silenzi
non può scuotere il moto
di una mano leggera.
Ormai morenti
si trascinano spume
che rovesciano luci
di amare stelle.
Ora emergono spine tra le foglie
bagnate di piaceri
assaporati e stanchi
e il saltellare buffo
del merlo nero insegna
come vivere ancora
Rinnovate speranze
nel profumo che sfiora
siepi e caverne
col luminoso andare delle gocce
che diventano fiumi
su fresche labbra.
Canzoni e volti accesi
di voci e sentimenti
non riparano assenze
fervidamente assemblano
poteri e sogni
inutilmente avvinti inutilmente
ansanti e senza lumi
affondano nel greto
di lievi sabbie.
Ma in un lento sfibrarsi
non ritrovano quiete.