Capodanno

Il rumore continuo delle macchine
inavvertito e presente
si spande adesso nelle volte silenziose
si aggruma è già disteso sulle pagine
di effimere parole
fotomontaggio di realtà diverse
coacervo di sorprese
colte tra ghiaccio e sole
e gli auguri s’inseguono sperduti
in tanta stanca insicurezza immemore
dello scosceso navigare
che da sempre s’interroga sull’onda
che pare inesauribile e sicura
quando incerta è la sorte
delle cose violate e tumultuose
Io lo dirò quest’anno a capodanno
fatto di neve soffice e sottile
a chi mi ascolta che la neve copre
tutto il vano tormento della Terra
inutile ed oscuro
pervade il cielo, affonda nel petto affannato
come un duro coltello
che dona immotivato sacrificio
un anno che ha sapore di crepuscolo
è quello che mi attende speranze leggere
e grevi disinganni dal volto di legno
di duro legno e fiere stalattiti
che pendono da un cielo finto e scuro
senza comete o lune né aquiloni
per segnalare il cammino paludi segrete
ci attendono all’aperto e non sgorghiamo
dall’uggiosa caverna come linfa
di nuovi mondi perfido e corrotto
è il nostro suono e il fuoco più non stilla
fermenti di uragano perduto è il sapere
che modella il destino


1 gennaio 2009




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