Disamore
È un diluvio di petali il tuo nome
e mi toglie il respiro inutilmente
mi stendo sulle nuvole coprendo
la tua buia e mutevole stagione
Da tanto tempo frana il disamore
sulle giornate uguali e appesantite
dai passi prevedibili dal suono
costante di brandelli di parole
Sei nascosta e lontana come il sole
ai remoti pianeti come il cupo
sussurro degli abissi nulla scopre
l’anima dolce del tempo sereno
Cosa ricordi di quei giorni accesi
di suoni accarezzati sotto il passo
di caldi arcobaleni di cortine
spalancate alla luce e ai desideri ?
Io bevevo i tuoi sogni e m’inebriavo
oltre il mio stesso fine oltre il fulgente
alitare del fuoco del presente
verso il cielo dorato del futuro
Ma il dolore incatena le irrisolte
vestigia della notte le imperfette
ondate inesauribili sul greto
del pensiero fremente e illimitato
E la pioggia non cessa lentamente
dissolve i volti e le città sognate
così continua e uggiosa e senza requie
la vita smorza e uccide i sentimenti
maggio 2009