Il popolo delle tenebre
Quanti saranno gli esclusi
in quest'ora felice,
quando esplodono falsi firmamenti
e dolci canti incombono
ammaliando le notti?
Avevate versato
milioni di lampare
sulle buie caverne
per accecare gli iloti con immagini
di festa e sogni;
ma risaliranno i cunicoli
di ogni scura esistenza,
abbandonando il roccioso
procedere dei giorni,
e cresceranno al fuoco
di cieli sotterranei,
amari semi d'abisso,
senza amori o dolcezza.
Saliranno a ritroso
per non vedere il giorno,
per non morire di sole.
Vi arriveranno alla gola,
inquietanti presenze
dal sapore notturno;
suggeranno la vostra bellezza,
tutto il vostro potere.
E non avrete più occhi
per vederli arrivare,
né olfatto per odiarne
lo sgradevole odore,
né udito per sentirne
l'acerbo ansimare.
Si abitueranno alla luce,
violeranno le vostre mense e i talami
riempiranno di feci.
E saranno la folla e la bellezza
e il sogno e il pane
e la linfa e il piacere
e dormiranno nel caldo silenzio
delle sabbie d'estate,
finché il sordo tremare di altri bruti
non risuoni nel vento
di un altro inverno.