Il potere
Come un'afosa presenza ristagna il potere
sulle zolle fumanti, sull'erba, sull'acqua.
È una bolla pulsante, gommosa catena,
che attorciglia straziando le carni, malgrado la lurida
molle apparenza.
Di appiccicose parentesi avvolge la luce e la notte,
invade e tormenta, controlla e deride.
Nel profumato brago giace e sguazza,
invisibile e altero.
Noi tutti: clientes, domestici, schiavi o ribelli
maceriamo nel gusto dell'odio, nell'assenza
di un qualunque spiraglio, davanti a porte chiuse
ci umiliamo o mostriamo le zanne
e veniamo compianti o schiacciati
nella nostra crisalide,
prima di risorgere farfalle
anelanti più liberi cieli.