Il livellatore
Quei filari, li voglio misurare,
così sospesi sulla terra scura,
quelli che ti faranno sragionare,
quando il fermento tu berrai dell'uva.
I diseguali voglio livellare,
così che nulla spunti dalla cima:
nessuna foglia o ramo può spezzare
l'uniforme cammino della lima.
Tracce come lesene in alto e in basso,
il cardo e il decumano, tutte uguali
le strade disegnate col compasso,
tragicamente eterne e orizzontali,
come gemelli identici nei panni
persi nell'apparenza variopinta
della città, covo di mille inganni,
dove la luna, anche la luna, è finta.
Così cammino all'ombra dei suoi muri,
dove la terra ardente si riposa
e gli uomini non son così sicuri
di non essere l'ombra di qualcosa.