Sul calmo mare
Sul calmo mare vele senza venti
avvizziscono piano. Le pareti
dei bastioni incompresi si distendono
imprigionando i battiti del tempo
invisibile e sordo. Nuove voci
non guizzano nell'aria: solo il mare
immutabile scorre, inesorabile
lucido attore in una vecchia scena.
Anche il ricordo è perso della notte
dei tormentati artefici nel cauto
ondeggiare di uccelli sui trapezi
del cielo addormentato. S'intravede
qualcosa in lontananza; ancora accede
un'incerta speranza, un'emozione,
il coraggio di un grido inaspettato.
Ma inutilmente ascolti: le tue vele
inutilmente sfuggono il pacato
dolce morire di una lunga estate.
Altri racconteranno la tua storia
accordando i colori e il loro sguardo
dominerà le luci del tramonto.