Un papavero
Ora di sguardi abbandonati
anche il ricordo sfuma
un lontano dissolversi di nubi
accese al sole d'oro
Quanto verde perduto
nell'oscura bellezza inafferrabile
il dissolto sapore che avvelena
tutto il potere – Involontario s'inerpica
su acerbe scale ascende e trascolora
nell'inseguire il clamoroso espandersi
dell'universo
Disperato finire
prima di cogliere fiori di pietra bagliori
di una realtà tangibile credibili
e afferrabili icone di un possibile
e concluso aggregarsi
Eppure ancora al vento
si corrugano e spianano le dune
e s'aprono corolle e formiche si affannano
tra gli sterpi e radici lambiscono
il porto delle cose l'inviolato
mutarsi di armonie le indifferenti
mai risolte catene
in rifulgenti spade si risolvono
che uccidono e disperdono
aspri e forti guerrieri
Non meditate luci invaderanno
forse i campi notturni
e il rosso di un papavero
s'accenderà improvviso.