Albania "La Terra delle Aquile"

Cenni storici sull'Albania

Il Regno di Albania

Fu in questo periodo che si cominciò a parlare di regno d'Albania.
Essendo in declino l'impero serbo, alcuni nobili albanesi videro crescere la propria autorità, tra questi la famiglia
Thopia si insediò in Durazzo e di lì governò l'Albania centrale.
Nel
1346 l'imperatore dei serbi Stefano IX si fece incoronare come imperatore dei serbi, dei romani, dei bulgari e degli albanesi
Dal
1366 al 1421 si stabilì la dinastia dei Balsha a Scutari e a Durazzo.   
La Serbia con l'aiuto dei veneziani conquistò Durazzo ma Carlo Thopia con l'appoggio dei turchi la riconquistò.
Fu così che i veneziani s'impadronirono di molti territori albanesi ergendosi a difensori della cristianità.
La potenza turca tuttavia era in forte crescita e nel
1501 i veneziani furono costretti a rinunciare a qualsiasi pretesa.
Proprio in questo periodo di dominazione turca l'Albania conobbe le pagine più esaltanti della sua storia. Gli albanesi mal tolleravano le forzature dei turchi e, per l'imposizione della fede musulmana, l'arruolamento  militare dei propri figli, le forti tasse provocarono sanguinose ribellioni sempre affogate nel sangue.
Gli albanesi sempre divisi tra loro non riuscivano a trovare la coesione necessaria per ottenere dei risultati duraturi.

Giorgio Castriota Skanderbeg.

Giovanni Castriota principe di Kruja, fu uno dei signori ribelli contro cui il sultano turco Murad II infierì notevolmente. Prese in ostaggio i suoi quattro figli, ne fece uccidere due, il terzo si fece monaco ed il quarto Giorgio Castriota venne integrato nell'esercito turco.
Giorgio si distinse per la sua intelligenza, per la cultura (parlava molte lingue), per la conoscenza delle armi e per straordinarie doti di strategia  militare. Fu cosi brillante che si guadagnò la stima e la fiducia del sultano, il quale gli dette un nome islamico:
Iskender Bej.
Nel
1443 ebbe l'incarico di fronteggiare il voivoda di Transilvania, Janos  Hunyadi  e di riprendersi la Serbia che Janos aveva liberato dai turchi. Scanderbeg invece sposò la causa patriota e con un gruppo di uomini a lui fedeli si riprese il castello di Kruja, radunò i nobili albanesi e organizzò la difesa della sua terra.
Il sultano in persona mosse contro l'
Albania alla testa di 100.000 uomini, anche questo esercito fu dimezzato. Ma anche le forze albanesi furono indebolite per cui Scanderbeg chiese l'aiuto di Alfonso d'Aragona che accettò perché riconosceva a Scanderbeg il merito di aver arginato l'avanzata dei turchi verso l'occidente.
Il sultano
Murad II infuriato per il tradimento del suo protetto inviò un potente esercito capeggiato da Alì Pascià contro gli albanesi.
Lo scontro avvenne il
29 giugno 1444 a Torvjolli.
Gli albanesi seppur inferiori in numero e mezzi riportarono una grande vittoria e la fama di
Scanderbeg cominciò a travalicare i confini albanesi.

Sopra e sotto immagini di
G. Castriota
Skanderbeg