Albania "La Terra delle Aquile"

Cenni storici sull'Albania

La Repubblica Popolare Albanese

Già durante la seconda guerra mondiale si andavano formando gruppi di partigiani coordinati dal Partito comunista Jugoslavo che scelse come suoi collaboratori: Emin Duraku e Fadil Hoxha. Costoro furono i fondatori del Partito comunista Albanese e nominarono segretario provvisorio Enver Hoxha. Nato il 16 ottobre 1908 a Gjirokaster da ricca famiglia musulmana E. Hoxha studiò in Francia dove ebbe stretti contatti con personaggi del partito comunista francese. Nel 1945 proclamò la Repubblica Popolare Albanese. Come tutti i comunisti dell'epoca Hoxha aveva una grande ammirazione per Stalin e ne condivise i metodi violenti e sbrigativi con cui il tiranno georgiano esercitava il potere.
Alla morte di Stalin nel
1953 cominciò ad allontanarsi dalla politica russa ritenendo pericolosa l'amicizia che il successore Nikita Krusciov nutriva per Tito che non aveva mai smesso di considerare l'Albania come una possibile preda della Jugoslavia. Nel 1960 Hoxha non risparmiò critiche all'Unione sovietica accusandola di revisionismo e di aver ceduto all'imperialismo occidentale e si avvicinò alla Cina di Mao Tse Tung che sosteneva la stessa tesi e che avrebbe potuto dare la sua protezione. La ripresa dei rapporti tra Cina e l'Unione Sovietica determinarono l'allontanamento dell'Albania anche dall'influenza cinese. 
Enver Hoxha era letteralmente ossessionato dall'ipotesi che l'Albania potesse essere invasa dai nemici, lo testimoniano i
700.000 bunker costruiti a difesa del territorio.
Il Paese piombò in un isolamento totale dal resto del mondo causando gravissime conseguenze per la popolazione.
Nessuna forma di democrazia era presente, le chiese furono chiuse e trasformate in magazzini o palestre, vennero imprigionate e giustiziate molte persone con l'accusa di tradimento, il tutto in perfetto stile staliniano, Hoxha non si fidava di nessuno e molti suoi collaboratori vennero defenestrati quando non eliminati fisicamente. L'unico apparato efficiente era la polizia (
Sigurimi) che reprimeva duramente e immediatamente qualsiasi parvenza di dissidenza facendo spesso ricorso anche alla tortura. Molte persone rimasero uccise nel vano tentativo di lasciare il paese. Era vietato qualsiasi spostamento anche all'interno dell'Albania se non autorizzato dalla polizia politica. Con la sua morte (1985) la morsa che stringeva la popolazione si allentò in quanto la caduta del muro di Berlino e del comunismo non lasciarono insensibili gli albanesi che con rivolte, scioperi ed esodi di massa ottennero dal successore Ramiz Alia sostanziali modifiche della politica interna e molte riforme in senso democratico nonché il ripristino di libere elezioni e la formazioni di nuovi partiti.
Le elezioni del
1991 videro comunque la vittoria dei comunisti, molti affermano che gli albanesi non ebbero in quella occasione il coraggio di votare per un altro partito in quanto ancora terrorizzati dalla paura di eventuali ritorsioni per loro e per le loro famiglie.
Il fallimento del governo comunista, ora controllato dall'opposizione, portò a nuove elezioni nel
1992 con la vittoria del partito democratico di Sali Berisha.

Il tiranno comunista
Enver Hoxha

Francobollo Albanese

Stalin

Benito Mussolini