Una
tra le cose che colpisce di
Donato
Macchia è la sintesi di
gioventù e maturità della sua
persona. Anagraficamente giovane, appena 35 anni, lui
dimostra quell’atteggiamento sicuro e determinato
delle persone esperte, egli ha fatto tesoro della esperienza della
vita che gli ha offerto. Non c’è dubbio che avendo incominciato a
lavorare gia da quando frequentava l’Istituto Alberghiero, Donato
ha avuto modo di conoscere, gli aspetti molteplici del mondo della
cucina che lo hanno
sempre affascinato. La sua passione iniziale non ha tardato a
diventare “mestiere” e forse in Macchia, molto più dei suoi
coetanei e colleghi, questo termine sembra essere il più
appropriato. Le sue scelte formative sono fortemente orientate in
questo senso: prime fra tutte nei vari ristoranti ed alberghi di gran classe d’Italia in tali ambienti,
Donato ha avuto la possibilità di conoscere e imparare da maestri
di livello mondiale e di mettersi a confronto con colleghi in gare e
competizioni. Il confronto dice Macchia ha un importanza
inestimabile per la crescita professionale di un’artista .Non ci
si rende conto di quanto si vale fino a quanto altre tecniche ed
altri metodi mettono in discussione il nostro modo di operare.
E’
li che nasce in Macchia la curiosità, e il desiderio di emergere.
Il carnet di Donato è ricco di soddisfazioni, tra gare e
competizioni gastronomiche, si è sempre classificato tra i primi
posti ma con ciò lui ha sempre imparato e appreso dai colleghi
tecniche diverse.
Ma
Donato è anche giovane, curioso e innovativo la sua intraprendenza
gli ha permesso di esplorare un campo molto particolare, l’arte
della scultura. Attraverso la collaborazione e l’insegnamento di
amici chef orientali conosciuti
al salone mondiale arti culinarie di Basilea, e proprio li che
Donato impara e affina un’arte che da sempre stupisce ed
incuriosisce: la scultura vegetale, costante prerogativa di chef
artistici asiatici, tecnica molto effimera ,destinata a scomparire
nel arco di una cena o in un ricevimento. Ma ci sorprende Donato,
quando ci rivela che è un disastro nel disegno a mano libera, ciò
significa che in lui è la tecnica a prevalere. La poliedrica
capacita di Donato e di incanalarsi in varie direzioni : rassegne
nelle varie Associazioni Cuochi,
ed Albergatori, corsi sull’arte della scultura
vegetale e casearia
ed infine ha
prestato servizio presso Istituti
Alberghieri per corsi post-qualifica.
E per Macchia anche quella dell’insegnamento è stata una
esperienza molto positiva. Ci troviamo cosi di fronte ad un uomo
modesto , sempre desideroso di imparare; ma anche di fronte ad un
uomo ambizioso che proprio prossimamente sarà protagonista con la sua arte in un meeting
internazionale che si svolgerà in un centro balneare
della Riviera Romagnola