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Ultimo aggiornamento 22 febbraio 2000
Il concetto su cui si basa l'home theater è quello di ricreare in casa le sensazioni
visive e sonore di una sala cinematografica. Per realizzare questo non è difficile, e
neanche troppo costoso: ovviamente per raggiungere un impianto 'top' le cifre da spendere
sono alte, ma ci si può arrivare per gradi, iniziando con un impianto più economico per
migliorarlo successivamente.
Vi è già capitato di vedere un film in televisione ascoltandolo con l'impianto stereo ?
Già così si può apprezzare un 'salto di qualità'. Ebbene, passando all'home-theater il
salto di qualità è ancora più grande : per rendersene conto basta recarsi in qualche
negozio specializzato che vi può dare una dimostrazione di cosa si riesce a fare oggi con
un impianto home-theater.
La risposta è no, ma spieghiamo bene perchè: un impianto per l'home theater prevede,
oltre all'impianto audio, gli elementi per gestire anche il video: televisore, laserdisc,
videoregistratore, ecc. Ma non è l'unica differenza. Considerando solamente la parte
audio, i puristi dell'Hi-Fi a volte si scandalizzano quando hanno a che fare con un
impianto home theater. L'Hi-Fi per eccellenza mira a raggiungere la 'massima fedeltà'
possibile nella riproduzione della musica, e per far questo utilizza di solito una
configurazione minimale formata da sorgente (magari vinile) amplificatore cavi diffusori
(rigorosamente 2 !). Cura i dettagli anche più sottili come i piedini dei diffusori,
stabilizzatori di tensione, connettori d'oro.
Nell'home theater questi dettagli vengono considerati, ma in maniera diversa e meno
categorica. Questo perchè non bisogna per forza di cose ottenere l'impatto sonoro
identico alla registrazione originale, ma il più entusiasmante possibile. Per far questo
si utilizzano amplificatori che 'elaborano' il segnale (e non solamente lo amplificano)
che viene riprodotto da 5 o più diffusori, per ricreare una sensazione di 'avvolgimento
sonoro'. Concetti diversi dall'Hi-Fi ma sicuramente altrettanto validi.
Un impianto home-theater si differenzia da un impianto stereo essenzialmente per :
Rispetto ad un hi-fi tradizionale, quindi, non ci sono componenti diversi ma
in più, tranne per un componente, l'amplificatore, che nella maggior
parte dei casi conviene sostituire con un amplificatore audio-video. Per il
resto nulla va sprecato: un impianto home-theater può essere collegato benissimo
al registratore audio, al CD, ecc.
Diffidate da chi sostiene che l'ideale è avere due impianti separati
per l'ascolto hi-fi e per l'audio-video: l'unica cosa vera e' che avere due
impianti costa di più !
Sebbene un impianto HT sia finalizzato all'ascolto della parte audio dei film,
trova un eccellente impiego anche per ascoltare semplicemente programmi musicali.
Infatti la maggior parte degli amplificatori A/V possono, partendo da una semplice
registrazione Hi-Fi, utilizzare le 5 casse per ricreare delle particolari 'ambientazioni'
dove si ascolta la musica. Così si potrà ascoltare un concerto come lo si ascolterebbe
in uno stadio, o una sonata di Bach come se si fosse in una cattedrale. Per
ogni ambientazione infatti sono memorizzati nell'amplificatore i rispettivi
echi e riverberi che vengono poi utilizzati per le casse posteriori dell'impianto.
Magari questo particolare modo di ascoltare musica potrà far storcere
il naso ai cosiddetti 'puristi'. E'questione di punti di vista e pareri personali,
sui cui ci si puo' trovare d'accordo oppure no.
Pero' non è assolutamente vero che un impianto audio video suoni 'peggio'
di un impianto hi-fi tradizionale. Sarebbe troppo semplicistico sostenere ciò.
Dipende dalla qualità dei componenti., ed è ovvio che se devo
mantenere invariato il budget ma devo acquistare 6 diffusori al posto di 2,
la qualità degli stessi deve per forza essere più bassa.
Ma acquistare due impianti è uno spreco senza ombra di dubbio.
Prima di parlare di 'surround' pensiamo a come si ascoltava un film tempo fa.
All'inizio, quando non esistevano i videoregistratori stereo, il sonoro di un film (mono)
veniva ascoltato con l'altoparlante del televisore. Poi si è passati ai film registrati
'Hi-Fi': con un videoregistratore stereo collegato all'Hi-Fi già si poteva apprezzare
quando un aereo sfrecciava da 'sinistra a destra'.
Qualche anno fa è nato il Dolby Surround Prologic, un sistema di 'codifica' con il
quale si può registrare su videocassetta un segnale stereo che può, se si dispone di un
apposito amplificatore (non serve un apposito videoregistratore, il quale deve essere
comunque STEREO), essere suddiviso in ben 4 canali distinti: sinistra, destra, centro,
posteriore (per il quale si utilizzano due altoparlanti). Con questo sistema il
coinvolgimento nell'azione dei film è notevole, ci si sente 'circondati' dai suoni.
Da pochissimo tempo è nato il sistema Dolby Digital (conosciuto anche come AC-3)
che invece di usare quattro canali, ne usa ben 6, in quanto il canale posteriore è diviso
(avremo il canale posteriore sinistro e posteriore destro) e inoltre esiste un canale
destinato ai soli bassi. Con questo sistema potrete ascoltare la colonna sonora del film
dando una precisa collocazione ad ogni suono, e grazie al canale bassi potrete veramente
avere un 'terremoto' in casa, vicini permettendo.
Esiste poi anche un altro sistema, il DTS, per alcuni versi ancora superiore al
Dolby Digital, che però non ha ancora avuto una diffusione significativa, rimanendo per
ora riservato solo ad alcuni appassionati.
Il Dolby Prologic ha oramai una grande diffusione grazie soprattutto al basso costo di
un impianto Prologic e al fatto che quasi tutte le videocassette usano tale codifica.
Esistono amplificatori A/V Prologic anche sotto il milione di lire, e per le casse
posteriori non serve spendere tanto, visto che i canali posteriori sono a 'frequenza
limitata' e pertanto sono sufficienti due piccole casse (che tra l'altro hanno il
vantaggio di essere facilmente posizionabili in casa).
Volendo passare al Dolby Digital migliora di molto il risultato finale ma aumentano anche
i costi e le 'difficoltà' : a differenza del Prologic, nel DD anche i canali posteriori
non comprendono solo le frequenze centrali, ma la gamma completa da 20 a 20kh: servono
casse posteriori uguali alle due principali, o perlomeno simili. in più, il DD usa un
canale riservato ai bassi, dove si deve collegare un subwoofer (di costo e ingombro
notevole); le videocassette non possono essere registrate in Dolby Digital, e perciò
bisogna utilizzare solo laserdisc o DVD. il convertitore DD può essere presente
nell'amplificatore o, se l'amplificatore è predisposto per questo sistema, si può
utilizzare quello integrato nel lettore DVD.
Il criterio che si dovrebbe seguire per la scelta delle dimensioni di un TV/proiettore,
è il seguente : il rapporto minimo da usare è uno a tre tra la base dello schermo e la
distanza delle poltrone. Se più grande, lo sguardo non potrà comprendere l'immagine
intera. Quindi se la sala utilizzata non è abbastanza grande, forse è meglio abbandonare
il sogno del videoproiettore e scegliere tecnologie alternative.
Bisogna anche dire che tale scelta può essere invece fatta seguendo esclusivamente il
gusto personale: se vi piace essere 'dentro' l'immagine, allora scegliete pure uno schermo
più grosso.
Non esiste una risposta assoluta a questa domanda. Dipende molto dalle caratteristiche
della sala di proiezione, dal budget a disposizione, ma soprattutto dai propri gusti
personali. Possiamo quindi solo esaminare qualche concetto generale valido per scegliere.
Per contenere i costi ovviamente i televisori sono la scelta piu' economica . Un modello
16:9 è indispensabile per una visione di qualità. Salendo oltre i 4 milioni di spesa si
può scegliere un retroproiettore, più grande rispetto ai televisori, arrivando fino ai
50'. Sono invece una categoria diversa, per quanto riguarda i costi, i videoproiettori e i
TV al plasma. In questi casi, per avere un prodotto di qualità, bisogna spendere almeno
12 milioni per i primi e 20 milioni per il plasma. Esistono anche videoproiettori più
economici ma hanno dei punti a sfavore, come la scarsa luminosità che costringe a
utilizzarli in ambienti totalmente bui.
Per Wide Screen si intende la registrazione di un film in un formato 'allargato', dove il rapporto tra la larghezza e l'altezza dell'immagine è superiore a 1.33 (4:3). I formati principali 'wide screen' sono 2.35:1 e 1.85.1, utilizzati solo in alcuni casi nelle videocassette, ma molto più diffusi sul DVD. Quando tale formato viene visto su un televisore di proporzioni diverse (4:3 per il formato 1:85 e su tutti i televisori per il formato 2.35:1) la comparsa di 'bande nere' sopra e sotto l'immagine, fa definire tale formato come 'letterbox'.
Non certo in tempi brevi, vuoi per l' enorme parco titoli disponibile (non ultimo per il noleggio), vuoi per l'importantissima caratteristica di essere l'unico supporto economico registrabile. Si può fare un paragone con la compact cassette: nonostante l'avvento del CD ormai una ventina d'anni fa, la cassetta e' rimasta viva e vegeta, anzi e' decisamente progredita in qualita' (vedi sistema di riduzione del rumore Dolby S): questo e' successo in pratica solo perche' la cassetta era registrabile e molto pratica (anche col magnetofono si poteva registrare , ma non era ne' un supporto economico, ne' pratico).
I laserdisc esistono già da diverso tempo, ma in Italia non hanno mai
conosciuto una grande diffusione: a causa del costo piuttosto alto e alla 'non
registrabilità' del supporto, i lettori laserdisc non sono mai stati venduti in grande
quantità, così come i titoli in commercio su laserdisc non sono mai stati molti.
L'arrivo del supporto DVD, più versatile e proposto ad un prezzo inferiore rispetto
al laserdisc, sembra avere decretato ormai la 'morte' del laserdisc, piu' o meno
imminente. I laserdisc rimarranno un prodotto da puro 'collezionista', fino a quando le
case di distribuzione smetteranno del tutto di rilasciare nuovi titoli su laserdisc.
Più difficile sarà la sostituzione del supporto VHS, che ha ancora l'indiscutibile
vantaggio di essere l'unico supporto registrabile. Questo vale ora, ma la tecnologia fa
passi da gigante, ed è probabile che fra un paio di anni escano i primi DVD registrabili,
e allora ....
Il DVD è un supporto digitale che puo' contenere una quantità di dati ben superiore a
quella di un CD. Esteticamente identico al CD, riesce invece a contenere dati fino a
26 volte in piu'. Il DVD, rispetto al CD, ha delle cose in comune: i dati sono in formato
digitale e letti con un sistema ottico a laser, non può essere registrato (almeno
per il momento ... la tecnologia va avanti ...), non si rovina anche se visto tutti i
giorni.
Proprio grazie a questa grande capacità di memorizzazione, la sua applicazione per ora
più diffusa è la registrazione 'digitale' di un intero film, cosa che prima della
comparsa del DVD risultava impossibile con altri mezzi. In questo caso si parla di
DVD-Video, ma il DVD può (o perlomeno potrà) essere sfruttato anche in ambito
informatico con programmi che possono sfruttare a pieno le capacità di tale
supporto(DVD-ROM), nel campo audio, nel campo dei videogiochi.
O perlomeno quali sono le caratteristiche di un 'film' su DVD (in relazione all'Home
Theater si parlerà solo di DVD-Video)
La resistenza all'usura: il DVD è un supporto digitale, e ottico. Quindi
con il vantaggio di non deteriorarsi nel tempo.
La non registrabilità: il DVD non è registrabile. Per questo motivo non
sostituisce il VHS ma è complementare al videoregistratore. Probabilmente tra qualche
anno il DVD sarà anche registrabile.
L' accesso diretto alle scene: il DVD, come il CD, è un supporto ad
'accesso diretto' e quindi a differenza di una videocassetta non ha bisogno di operazioni
di avanzamento o riavvolgimento: potremo saltare dall'inizio alla fine e viceversa in un
attimo e vedere la scena che ci interessa.
La qualità dell'immagine è nettamente migliore se paragonata a quella
di un VHS (piu' nitida e definita).
Il formato video: nei DVD quasi sempre viene rispettato il formato che
l'immagine aveva in sala cinematografica:
La qualità audio: non solo e' 'digitale' ma è registrato di solito in
'6' canali, e quindi con un impianto adeguato potrete avere quello che si chiama 'effetto
circondamento' come al cinema.
Le lingue: il film potrà essere ascoltato in italiano, in inglese, in
francese ecc., associando o meno a ciascuna lingua i sottotitoli in italiano, inglese,
arabo, ecc. con gli evidenti benefici sia dal punto di vista 'ludico' che didattico.
Gli extra: normalmente oltre al film si possono trovare sul DVD degli
'extra': documentari, interviste agli attori, filmografie, informazioni aggiuntive,
trailers.
Un lettore DVD può essere collegato a qualunque televisore e a qualunque impianto
hi-fi. Già così potrete apprezzare le caratteristiche innovative del DVD : accesso
diretto alle scene (senza avvolgimento avanti e indietro, cioè), contenuti extra (cioè
interviste, gallerie di fotografie, trailers, tutte cose che quasi mai sono contenute
nella relativa versione su videocassetta), ascolto nelle varie lingue e scelta della
lingua dei sottotitoli. Anche la qualità video risulterà migliore, e per notarlo non
sarà necessario avere un mega proiettore ma sarà già percepibile su un televisore di
'medie' dimensioni.
Ovviamente il DVD offre una qualità audio e video che per essere valorizzata al massimo
ha bisogno di schermi di grandi dimensioni e impianti hi-fi dotati di ben sei diffusori.
Ma questo potrà essere anche una spesa fatta successivamente.
Come tutte le categorie di componenti hi-fi il prezzo dipende dalle caratteristiche dell'apparecchio, caratteristiche che possono essere più o meno sfruttate e fondamentali per le proprie esigenze. Tralasciando per il momento i dettagli su tali caratteristiche, possiamo dire che il prezzo e per la maggior parte condizionato dalla qualità audio-video che il lettore DVD riesce a fornire. Si basi bene che parliamo di DVD, e quindi qualsiasi lettore DVD avrà una qualità audio-video altissima, e non paragonabile neanche a quella di un videoregistratore VHS. Le differenze che diversificano la fascia di prezzo sono infinitesimali, differenze che vengono comunque amplificate se si utilizza un videoproiettore, ma che saranno invece difficilemente avvertibili se si usa un televisore 'classico'. La altre carattreristiche (presenza o meno di decodificatore, numero di uscite, ecc.) portano anch'esse a differenti categorie di prezzo, ma in misura minore. I prezzi dei DVD, al febbraio del 2000, sono compresi tra le 600.000 lire e i 2.000.000 (esistono apparecchi fino a 5.000.000, ma sono solo alcune eccezioni per impianti di altissimo livello)
I primi titoli italiani su DVD sono apparsi all'incirca nel giugno 1998, e per alcuni mesi il numero di DVD prodotti stentò a decollare. Ma dalla fine 98 in poi le maggiori casi di distribuzione (per i DVD principalmente Warner e Columbia) hanno iniziato a rilasciare periodicamente nuovi titoli ed ora (Gennaio 2001) siamo già arrivati a contarne oltre 1200. La maggior parte consiste in film recenti e dal contenuto 'ad effetto' (azione, fantascienza) ma oramai, grazie proprio al grande numero di titoli presenti, possiamo anche trovare film classici e di parecchi anni fa, oltre a cartoni animati e concerti rock.
Vedere un film su DVD rispetto ad usare una VHS è tutta un'altra cosa. Se non avete le fette di salame sugli occhi, anche con un vecchio televisore 25'' potrete ammirare dei colori e un dettaglio dell'immagine che mai avete visto. Per il suono ... anche se non avete un amplificatore Dolby Digital, almeno collegate l'impianto hi-fi. E poi, gli 'extra' del DVD li vogliamo dimenticare ? sottotitoli , lingua originale, accesso diretto alla scena, documentari, ecc.
Se si vuole 'attendere' che il prezzo dei lettori DVD smetta di scendere, beh, allora fate un giro nei negozi intorno al 2010 ! Vale infatti il discorso valido per PC, cellulari ecc., che sono destinati ad essere migliorati di anno in anno, e costare sempre meno. Prima o poi è meglio decidersi, pero', altrimenti avere un DVD rimarrà sempre un sogno. Oramai sono passati un paio di anni dalla comparsa in Italia dei primi lettori, e i prezzi sono diventati più che abbordabili: si parte dalle 599.000 lire ! I titoli disponibili sono già tanti ... e quindi ... cosa aspettate ?
Gli amplificatori Audio-Video (AV) si distinguono dai classici amplificatori Hi-Fi per
avere, invece che solamente i canali sx e dx, ben cinque canali indipendenti : due
principali (destro e sinistro), uno centrale, e due posteriori. E' presente anche un sesto
canale, che si collega ad un sub-woofer per le frequenze basse.
Un' altra caratteristica è di avere un notevole numero di 'ingressi', che comprendono sia
qualli tradizionali (CD, TAPE, ecc.) sia quelli 'video' (laserdisc, DVD,
videoregistratore, ecc.).
Ma la caratteristica principale è il 'decoder' interno, in base al quale si
distinguono amplificatori Prologic (il sistema più anziano), Dolby Digital , DTS. Queste
sigle sono sempre riportate sulla facciata dell'apparecchio, e di solito la presenza di
una garantisce la compatibilità anche con i sistemi meno evoluti. Il prezzo degli
amplificatori Dolby Prologic è notevolmente più basso rispetto a quelli DD o DTS.
Quasi tutti gli amplificatori AV permettono di ascoltare musica simulando attraverso
riverberi ambienti diversi da quello della stanza dove si ascolta (stadio, hall, ecc.)
Tra gli amplificatori AV ne esistono alcuni che incorporano un sintonizzatore (normalmente
RDS) per l'ascolto delle emittenti radiofoniche.
Si e no, dipende dai punti di vista Se parliamo dell'acquisto di un amplificatore
Home-Theater la risposta è si. Oramai tutti quelli in vendita dispongono
di decodifica Dolby Digital e DTS. Del Prologic rimane solo la 'compatibilità'.
A cosa serve? a riprodurre tutti i film che non sipongono della codifica multicanale:
alcuni film su DVD (magari un po' vecchiotti) sono registrati in Dolby Digital
2.0, e pertanto deve essere usato il vecchio sistema Prologic per restituire
i canali posteriore e centrale. Inoltre TUTTE le VHS sono registrate in Dolby
prologic !
Se consideriamo poi il mercato dell'usato, negli amplificatori, sicuramente
si potrà trovare qualche buon 'vecchio' amplificatore che fino e tre
anni fa era l'ultimo nato ed ora verrà ceduto ad un prezzo convenientissimo!!!
E in compagnia di un videoregistratore stereo (con un videoregistratore mono
il Prologic non funziona!) si potrà fare il primo timido passo nel mondo
dell'Home Theater
Innanzi tutto bisogna chiarire che nell' HT, così come in qualsiasi disciplina, ci
sono più 'livelli' che si possono raggiungere, e non per forza di cose bisogna
raggiungere quello più alto per essere soddisfatti. Quindi anche nell' Home Theater con
differenti spese si potranno ottenere impianti più o meno complessi e tecnologicamente
avanzati, ma che comunque potranno dare grandi soddisfazioni.
Per comporre un impianto HT bisogna tenere presenti tre elementi essenziali, in base ai
quali poi si faranno le scelte successive :
Tanto per dare un'idea di quello a cui si va incontro quando si decide di voler un
impianto home-theater, facciamo qualche esempio campione.
Impianto base: supponendo di essere già a disposizione di un TV(ad esempio
un 25'), di un videoregistratore stereo e di uno stereo hi-fi, la prima mossa
è qualla di 'unire' i tre componenti. Fatto questo basta 'dotare' l'impianto
del 'surround Prologic', cosa che si può fare acquistando un amplificatore A/V
Prologic (usato, nuovo forse non si trova più, che sostituirà l'amplificatore
dell'hi-fi) e tre casse, in aggiunta a quelle già presenti, due delle quali
da posizionare dietro (o ai lati) dell'ascoltatore, e una sotto il TV.
Si ottiene un impianto home-theater Prologic, che può essere sfruttato con qualsiasi
videocassetta: costo dei componenti aggiunti (circa!): un milione.
Impianto medio: supponiamo di avere a disposizione già TV, videoregistratore,
stereo hi-fi. Qui vogliamo ottenere qualcosa in più, e quindi sostituiamo il
televisore finora utilizzato con un modello wide-screen 32'. Per l'audio acquistiamo
un amplificatore A/V Dolby Digital e le tre casse aggiuntive (bisogna spendere
qualcosa in più perchè per il DD le casse dietro devono essere 'simili' a quelle
frontali). Vogliamo però essere aggiornati con le nuove tecnologie e quindi
acquistiamo anche un lettore DVD. Costo dei componenti aggiunti : 5 milioni
(solo il televisore costa oltre 3 milioni).
Impianto avanzato: questa volta partiamo da 0. Per il video non ci bastano
i 32' e quindi dobbiamo passare ad un retroproiettore da 41' - 50' (sono i televisori
dotati di un proprio mobile da collocare a terra).Per l'audio scegliamo subito
il Dolby Digital, acquistando amplificatore con decoder incorporato, e 6 casse
(5 più il subwoofer). Inoltre un buon videoregistratore ( se avete parecchie
cassette, ci vuole) e un DVD. Costo dei componenti : 16 milioni.
Impianto superlativo: vogliamo tutto e il massimo di tutto: per il video abbiamo lo
spazio e i soldi per dotarci di un videoproiettore. Per l'audio idem come sopra ma per
l'amplificatore scegliamo una soluzione di preamplificatore e finale separati. Non badiamo
a spese neanche per la scelta dei cavi di collegamento, per i quali spendiamo circa un
milione. Costo dei componenti : 30 milioni.