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Ultimo aggiornamento 10 febbraio 2000
Attualmente vengono utilizzati tre sistemi audio cinematografici, tutti digitali, ognuno con le proprie caratteristiche, dalle quali sono derivati i sistemi casalinghi ma con le opportune differenziazioni. Non è facile riconoscere in un cinema quale sistema è utilizzato: solo essendo ascoltatori attenti e esperti è possibile riconoscerne le differenze. Ogni sala cinematografica può scegliere di dotarsi di uno dei tre sistemi, o più di uno, e in base a ciò avrà poi la possibilità di proiettare pellicole codificate con quel sistema. Il sistema di codifica audio è sempre indicato sulle locandine dei film e nelle sale. Il DolbyDigital : è il sistema più diffuso. Il segnale è memorizzato sulla pellicola e il formato è 5.1 canali. Il DTS usa dei CD per la colonna sonora. L'SDDS ha la caratteristica di essere codificato con 7.1 canali (due in più) destinati al canale centro-sinistra e centro-destra.
Lo standard di registrazione per le colonne sonore dei film è sempre stato il sistema
ottico: su una parte della pellicola sono registrate le informazioni audio, attraverso una
maggiore o minore trasparenza della pellicola stessa. Una lampada illumina questa traccia
ottica, e la luce che passa attraverso viene raccolta da una fotocellula che comanderà
l'impianto audio. Su questo sistema si basa il 'Dolby Stereo (tm)' , dove vengono
registrati due canali che con la tecnica della codifica matriciale vengono separati in
quattro (sinistra destra centro posteriore). Alla fine degli anni 80 arrivò il 'Dolby
Stereo SR (tm)' che ha una maggiore separazione dei canali e minor rumore di fondo.
Non aggiungiamo altro sui sistemi audio analogici che sono stati quasi integralmente
sostituiti dai sistemi digitali.
Nelle sale cinematografiche i sistemi audio digitali non sono identici ai sistemi usati
nell'home-theater; infatti le caratteristiche del Dolby Digital e del DTS variano in
alcuni aspetti, ed inoltre se ne aggiunge uno, l'SDDS, non previsto per il mercato
consumer.
Nelle sale cinematografiche i diffusori per i canali frontali sono piazzati dietro lo
schermo, mentre per i canali posteriori vengono usate tutte le casse che circondano la
sala, suddivise in due gruppi per separare il canale posteriore sinistro dal posteriore
destro. Un cinema può dotarsi anche di tutti i tre sistemi, avendo cosi' la possibilità
di proiettare i film codificati in tutti i sistemi. Anche le case di distribuzione
scelgono in quale formato rilasciare i film, ma non è escluso che una pellicola venga
distribuita in tutti i fomati disponibili.
Il Dolby Digital (l'AC-3 è la stessa cosa, ma per il cinema viene usato sempre la
denominazione Dolby Digital) è il formato audio più diffuso.
La colonna sonora (digitale) viene registrata tra i fori di scorrimento della pellicola,
posizione considerata protetta da eventuali danneggiamenti della pellicola. Nel caso in
cui durante la proiezione il sistema di lettura dell'audio non riesca a leggere 5 blocchi
consecutivi di informazioni, il sistema commuta, solo per il tempo necessario,
direttamente sulla registrazione analogica, presente anch'essa sulla pellicola.
Per i film codificati in 'DTS' l'audio non è registrato sulla pellicola stessa,
ma su dei CD separati che vengono forniti insieme alla pellicola
E' su questi dischi che sono registrate le informazioni audio che vengono lette da un
apposito riproduttore ed inviate al decoder multicanale. L'audio del DTS cinematografico
viene sincronizzato con le immagini utilizzando dei codici che vengono impressi ai bordi
dei film, in zone non particolarmente esposte ad usura. Un semplice lettore ottico, da
installare in prossimità del proiettore, recupera questi codici, e li invia al decoder
che li utilizza per sincronizzare temporalmente l'audio decompresso dal CD-ROM. In caso di
malfunzionamento il sistema commuta automaticamente alla lettura della colonna sonora
analogica in Dolby Stereo, in modo tale da non interrompere l'ascolto
Questo sistema ha la prerogativa di avere due canali in più rispetti agli altri, ossia
il canale centro-sinistra e il canale centro-destra (7.1 canali), anche se non è detto
che tutti i film registrati in SDDS li sfruttino tutti.
I 7.1 canali richiedono alle sale cinematografiche che intendono avvalersi di tale
sistema, di munirsi di due gruppi di casse aggiuntivi (sempre poste dietro lo schermo). è
anche per questo che dei tre sistemi audio questo è il più costoso e il meno diffuso).
Il segnale SDDS è codificato sulla pellicola, e precisamente sui bordi di questa, dove
c'e' sufficiente spazio per codificare il segnale (4 volte quello del DD). Anche qui si
usa la commutazione diretta sulla registrazione analogica nel caso delle porzioni di
pellicola risultino danneggiate sui bordi dove è codificato il segnale digitale.
Questo sistema è stato utilizzato per la prima volta nel film 'Star Wars - Episode 1'.
Rispetto al Dolby Digital, è stato aggiunto un canale in più, e precisamente il
'centrale posteriore'. Le casse che circondano la sala vengono così divise in tre gruppi
e in base alla loro posizione serviranno per il canale posteriore destro, posteriore
centrale, posteriore sinistro.
Il canale aggiuntico rispetto al classico DD non è, a differenza degli altri 6 canali,
'digitale'. E' invece ottenuto tramite una codifica 'matriciale' identica a quella
utilizzata per il Prologic.
Secondo il creatore di tale sistema (il direttore della Lucas Digital, Gary Rydstrom)
questo stratagemma permette di dare effetti di 'fly over and fly around' più accurati e
precisi dietro e ai lati degli spettatori.
Lo standard Dolby Digital (AC-3) cinematografico è simile ma non identico a quello 'consumer' : si tratta sempre di una colonna sonora a 5.1 canali, compressa utilizzando l'algoritmo AC-3, ma cambia però il fattore di compressione, che per il cinema è superiore, pari a 1:17 (320Kbits/s) mentre quello casalingo è di 1:11 (384kbits/s). Dato che qualsiasi compressione di un segnale ne causa un leggero peggioramento, in linea teorica il DD casalingo è 'migliore' di quello cinematografico: questo è stato possibile perchè laserdisc e DVD hanno una maggiore capienza rispetto al ristretto spazio sulla pellicola.
Dal punto di vista strettamente tecnico il DTS utilizza 1.441 megabit/s di informazioni
per la codifica dei 5.1 canali discreti a 20 bit (48 kHz). Una tale quantità di
informazioni, sebbene non stratosferica, non è registrabile direttamente sulle pellicole,
mentre rappresenta il flusso di dati standardizzato per il CD dal 1982. Nelle pellicole
DTS 70mm, invece, dove le colonne sonore analogiche vengono eliminate per lasciare il
massimo spazio ai fotogrammi, il sistema prevede l'uso di due codici di sincronismo e di
una coppia di lettori CD-ROM con decoder DTS indipendenti, capaci di sostituirsi a vicenda
in caso di malfunzionamento.
Anche se tutti i sistemi di codifica multicanale cinematografici si basano su principi di
compressione simili il DTS nel corso degli anni ha dimostrato di essere superiore da
diversi punti di vista. Oltre ad essere l'unico sistema con 5.1 canali a 20 bit il DTS usa
una compressione di appena 3:1 contro i 5:1 dell'SDDS e i 17:1 del Dolby digital (che
scendono a 11:1 nella versione consumer).
Questo sistema (Sony Dynamic Digital Sound) è stato brevettato dalla Sony nel 1994
(usa lo stesso sistema di compression 'ATRAC' del MiniDisc).
A differenza degli altri sistemi cinematografici, il canale dedicato alle basse frequenze
è anch'esso 'a banda intera'.
Una pellicola può contenere tutti e tre i formati esistenti, appunto perche' la
registrazione avviene su parti diverse della pellicola.
Non esiste una versione casalinga del formato SDDS ed è previsto che rimanga
esculusivamente una tecnologia cinematografica.
Questo sistema si propone non come un processo di riproduzione alternativo al Dolby
Stereo (e alle sue evoluzioni), ma come un insieme di regole e di requisiti ai quali una
sala che vuole fregiarsi di questo marchio deve rispondere.
La necessità di costruire una sala virtualmente perfetta era stata manifestata da George
Lucas, ideatore della trilogia di Guerre stellari.
Lingegnere Tomlinson Holman venne così incaricato di creare nello Skywalker
Ranch, complesso tecnico costruito dallo stesso Lucas, una sala di proiezione che
fosse allo stato dellarte.
Venne poi lidea di sfruttare commercialmente questo esperimento, visti i risultati
entusiasmanti che Holman aveva ottenuto.
Nacque così la certificazione THX per le sale cinematografiche. Il nome THX pare sia un
acronimo di Tomlinson Holman Experiment; altri sostengono che abbia avuto
origine dal primo cortometraggio diretto da Lucas dal titolo THX1138. Molti
erano i problemi che Lucas e il suo staff volevano risolvere. I vecchi sistemi di
riproduzione avevano una risposta molto scarsa alle basse frequenze e una forte
distorsione a volumi elevati. Inoltre, non era stato risolto il grosso problema della
combinazione crossover e dispersione alle medie frequenze. Un altro grosso difetto era che
il livello di pressione sonora non era omogeneo in tutta la sala. Il sistema THX si
propone di risolvere questi problemi utilizzando woofer con emissione diretta, montati su
un baffle esteso e perfettamente piano, trombe a direttività costante per le alte
frequenze con driver a compressione migliorati.