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Ultimo aggiornamento 27/02/00
12 Reperimento di informazioni sull'home theater
Esistono due livelli di THX: THX Ultra: riprende le regole originarie e le espande sia
in qualità sia introducendo nuove norme per i nuovi supporti (il DVD non era contemplato
originariamente in quanto non esisteva ancora) THX Select: Riduce alcune specifiche ad
ambienti domestici più 'internazionali'. Il THX originale era studiato per le ville
statunitensi, quindi grandi stanze e pochi problemi di vicinato. Gli originali 80 dB di
pressione sonora previsti, ben poco adatti ai condomini europei, vengono ridotti a 70 dB.
La certificazione THX dei Decoder Dolby Pro-Logic.
La decodifica applicata è sempre e comunque quella Dolby Surround Prologic. La sigla THX
indica la presenza di alcune funzioni accessorie quali: è presente un circuito di
equalizzazione (indicato a volte come Cinema-ReEQ) che attenua le alte frequenze sui
canali frontali e centrale: in in una sala cinematografica vengono attenuate
'naturalmente' a causa delle proprietà acustiche della stessa. decorrelatore applicato al
canale di surround monofonico allo scopo di donargli una sembianza di spaziosità (non di
stereofonia!). Tutto questo avviene attraverso un costoso processore che agisce nel
dominio digitale. circuito "TIMBRE MATCHING" che modifica la timbrica del canale
di surround in modo da attenuare la differenza percepita dall'ascoltatore quando una
sorgente sonora (ad. es. un caccia bombardiere) si muove dal frontale verso il canale di
surround, visto che tale canale ha una banda alquanto limitata in frequenza rispetto ai
canali frontali.
La certificazione THX dei diffusori.
I tre diffusori frontali devono essere identici (uniformità timbrica) e avere una
limitata emissione sul piano verticale per limitare riflessioni sul pavimento e sul
soffitto. Tutti i diffusori devono avere una risposta che termina a 80Hz sotto i quali
interviene il subwoofer.
I diffusori di surround devono essere dipolari ossia formati da coppie di trasduttori
affacciati su superfici opposte del cabinet e pilotati in opposizione di fase. Devono
essere posizionati in alto ai lati degli ascoltatori con gli altoparlanti diretti sulla
parete di anteriore e posteriore della stanza, quindi non rivolti verso il punto di
ascolto.
La certificazione THX delle sorgenti.
In fase di riversamento di un film su supporto analogico o digitale, la preparazione del
'master' viene seguita da un tecnico THX, insieme ai tecnici dello studio, per verificarne
e correggerne risposta in frequenza, naturalezza dei colori, ecc. Vengono inoltre fatti
dei controlli sul prodotto finale (vhs, ecc.)
Per codificare 5 canali discreti a 18 bit (questa è la risoluzione teorica del Dolby
Digital) e con una risposta di frequenza estesa da 20 a 22.000 Hz servirebbe una quantità
di dati al secondo superiore al triplo di quella utilizzata per un CD. Per ridurre la
quantità di dati al secondo necessaria (che potrebbe essere difficilmente gestita in fase
di registrazione), i 5.1 canali vengono registrati con un sistema di compressione, capace
di non apportare degradazioni eccessive alla qualità del suono. L'AC-3 opera sui vari
canali eliminando all'interno di ognuno tutte e le componenti ritenute inutili perché non
percepibili dall'orecchio umano. Inoltre, confrontando i contenuti dei 5 canali, l'AC-3
opera un'ulteriore compressione che sfrutta il mascheramento acustico tra di essi. Il DD
sfrutta la banda passante non utilizzata da un canale (ad esempio perchè non ci sono
suoni in quel momento) per aumentare il numero di informazioni destinate agli altri
canali.
La codifica audio AC-3 utilizza per codificare i 5.1 canali un flusso dati di 384 kb/s con
una compressione di 11:1. Tale flusso è fisso (bitrate costante), ossia indipendente dal
segnale audio registrato. Pur trattandosi dello stesso formato, il Dolby Digital consumer
e migliore rispetto alla stessa versione cinematografica che usa 320 kb/s con un rapporto
di compressione di 17:1.
Lo standard AC-3 può essere usato anche per codificare un segnale semplicemente stereo
(2.0) e in tal caso servono 192 kb/s.
Inizialmente il Dolby digital è stato disponibile solo per i laser disc NTSC americani
ma con l'avvento del DVD le potenzialità del formato sono state estese anche al mercato
europeo. Forse non tutti sanno che i laser disc NTSC hanno spazio sufficiente per
immagazzinare una colonna sonora digitale stereofonica formato CD (la stessa dei dischi
PAL) più una seconda coppia di canali analogici dove talvolta sono incisi commenti del
regista. E proprio su una di queste piste analogiche che trova spazio la colonna sonora
AC3 mantenendo oltretutto anche quella in Dolby surround sulle due piste digitali.
Attenzione però perché per poter prelevare questa traccia il lettore deve essere dotato
di un uscita RF (radio frequenza) dalla quale è possibile prelevare la traccia AC3
modulata. Prima di essere codificati e quindi amplificati i dati devono essere demodulati
da un'unità apposita che spesso, ma non sempre, è integrata nel decoder o
nell'amplificatore AC3. Il motivo per cui non vengono stampati laser disc PAL AC3 non è
quindi solo politico ma strettamente tecnico. Al massimo si potrebbero stampare laserdisc
NTSC AC3 in italiano (in francese lo hanno fatto) contando che la maggior parte dei
lettori è multistandard ma l'avvento del DVD ha distolto l'attenzione su questo
formato.Per il DVD invece i dati sono incisi direttamente come dati digitali su una delle
piste dedicate quindi il trasferimento dei dati può avvenire semplicemente attraverso
l'uscita ottica o coassiale.
Lo stesso DVD può contenere più colonne sonore in più lingue e in più formati ma
attenzione perché spesso non sempre l'AC3 e disponibile in italiano.
Il segnale AC3 sia che provenga da un Laser Disc o da un DVD deve essere decodificato e
poi amplificato. Il decoder ovviamente può essere un unità esterna oppure integrato
negli amplificatori dell'ultima generazione.
Oltre a laserdisc e DVD la codifica AC-3 viene impiegata anche dalla TV digitale USA sia
terrestre sia satellitare, e dalla futura HDTV (High Definition TV).
Il DTS offre 5,1 canali completamente discreti, tutti codificati con risoluzione minima
di 20 bit (contro i 18 dell'AC-3) e dei quali i 5 a gamma completa (centrale, destro,
sinistro, surround destro e sinistro) offrono tutti esattamente la stessa qualità e
risoluzione. Il DTS, infatti, non utilizza sistema di compressione "tra i
canali" che possono peggiorare, istante dopo istante, la qualità della riproduzione
di un canale a vantaggio di quella del canale contenente le informazioni più importanti
(come avviene con l'AC-3), il che significa che il sonoro e sempre virtualmente uniforme a
360°.
Per questo motivo l'impatto da1 punto di vista del circondamento è sempre cosi diverso
sia dai sistemi analogici che da altri sistemi digitali.
Dal punto di vista strettamente tecnico il DTS utilizza 1.441 megabit/s di informazioni
per la codifica dei 5.1 canali discreti a 20 bit (48 kHz). Tale quantità di dati è pari
a 4 volte quella dell'AC-3 e la compressione dati è di solo 4:1 contro gli 11:1 dell'AC-3
Al momento il DTS nella versione consumer è previsto solo per il mercato USA sia che
si tratti di laser disc DVD o CD.
Su Laserdisc le due tracce digitali utilizzate normalmente per il PCM Dolby Surround
vengono interamente sostituite con il segnale DTS. Questi dischi quindi non possono più
essere riprodotti in digitale se non si possiede un decoder DTS. Dato che i Laserdisc NTSC
sono però provvisti anche di due tracce analogiche di solito su di esse viene incisa la
colonna sonora in Dolby Surround mantenendo comunque una certa compatibilità con i
sistemi inferiori.
Siccome il DTS e stato studiato anche come sistema audio sul mercato statunitense sono
presenti un buon numero di CD DTS. In questo caso però il CD in questione potrà essere
ascoltato solo con un unità di decodifica DTS. Sia che si tratti di Laser Disc o di CD il
lettore deve essere provvisto di un uscita digitale (ottica o coassiale) per poter essere
collegato ad un decoder DTS. Per quanto riguarda il DVD le cose sono un tantino più
complesse : come forse non tutti sanno per i DVD lo standard audio principale è l'AC3
negli USA e l'AC3 e/o Musicam per l'Europa. Ambedue i continenti prevedono il DTS solo
come audio opzionale. Anche se con forte ritardo pare che verranno introdotti i primi
titoli DVD DTS negli States a partire dall'ultimo quarto del 1998. La questione è
ulteriormente complicata dal fatto che il DTS è un segnale abbastanza voluminoso (basta
pensare che su DVD occupa lo spazio di 5 colonne sonore AC3) e quindi difficilmente
vedremo DVD DTS multilingue. Si ricorda comunque che per utilizzare il DTS su DVD è
necessario possedere un lettore predisposto cosiddetto "DTS ready"
(riconoscibile dalla presenza dell'omonimo logo sull'apparecchio). Questo perchè Dolby
non ha permesso di mettere la traccia DTS al posto di quella PCM (cosa che invece viene
fatta sui laserdisc) che sarebbe stata leggibile da qualsiasi player ma avrebbe reso non
disponibili le tracce PCM.
Come per l'AC3 il segnale DTS deve essere decodificato da opportuni decoder e quindi
amplificato. In commercio esistono anche decoder o amplificatori integrati che effettuano
ambedue le codifiche (DD DTS).
L' MPEG-2 audio è un sistema di compressione utilizzato su alcuni DVD, in alternativa
alla compressione AC-3. Rispetto a questo ha alcuni svantaggi, ma in determinate
circostanze potrebbe risultare anche migliore dell' AC-3. Vediamone i motivi.
La quantità di dati per registrare un segnale 5.1, mentre nell' AC-3 dell'home-theater è
di 384 kb/s, e può arrivare a 448 nel DVD, con l'MPEG-2 si può arrivare in teoria a 640
kb/s.
Un'altra differenza è che nell'AC-3 il 'bitrate' (quantità di dati al secondo) è
costante, nell'MPEG-2 si può scegliere l'opzione di bitrate variabile. Questo vuol dire
che mentre l'AC-3 potrebbe essere in difficoltà nelle situazioni audio più complesse,
con l'MPEG-2 si potrebbe garantire una qualità audio costante, codificando i passaggi
musicali più difficili con un bitrate di 600 kb/s.
Inoltre l'MPEG-2 permette la codifica 7.1 (contro i massimi 5.1 dell'AC-3).
Se questi sono i punti a favore dell'MPEG-2, per ora la diffusione di tale sistema non è
molta. Nella maggior parte dei casi ascoltando colonne sonore MPEG-2 si ha la sensazione
di una certa asprezza tipica della compressione digitale. Questo è dovuto anche al fatto
che l'MPEG-2 usa la separazione matriciale per separare i canali sinistro e destro
anteriori da quelli posteriori, cosa che peggiora la dinamica del segnale.
Gli standard video esistenti hanno differenti caratteristiche e sono incompatibili tra
loro.
L'NTSC e' stato sviluppato negli Stati Uniti nel 1953 ed è tuttora utilizzato nel
nord America e in Giappone.
Il PAL è nato negli anni '60 ed è diffuso in Europa e in Cina.
Il SECAM è nato anch'esso negli anni '60 ed è usato in Francia ed in pochi altri
paesi. Lo standard SECAM è sicuramente il meno diffuso (ad esempio non esistono laserdisc
in questo formato), e pertanto non verrà approfondito in questo articolo.
I filmati memorizzati su supporto magnetico consistono in una sequenza di fotogrammi
(dette anche quadri o frames) mostrati in sequenza.Inoltre ciascuna di queste immagini è
formata da un certo numero di linee orizzontali (che vengono prodotte dal 'pennello
elettronico' dei tubi catodici).
Gli standard PAL e NTSC definiscono il numero di quadri mostrati in un secondo e il numero
di linee orizzontali.I valori sono :
Inoltre l'informazione sul colore ('B-Y and R-Y signals') è codificata con la
modulazione di una portante di diversa frequenza: 3.58Mhz per NTSC e 4.43Mhz per PAL.
Queste differenze influenzano significativamente diversi aspetti, che devono essere presi
in considerazione quando si deve ad esempio scegliere un laserdisc, un televisore ecc.
La visione di un film registrato in PAL è sicuramente 'migliore' di uno in NTSC. Questo
in seguito al maggior numero di linee che rendono l'immagine più nitida. La minor
frequenza invece non determina una significativa perdita di fluidità delle sequenze.
In relazione ai dispositivi che 'hanno a che fare' con questi standard, si fa presente che
:
I supporti di registrazione (VHS, LD, DVD) esistono in entrambi i formati: per il mercato
americano vengono rilasciate versioni NTSC, mentre in Europa circolano versioni PAL
I riproduttori laserdisc e DVD possono riprodurre solo supporti del formato per cui sono
stati realizzati. Esistono comunque lettori 'multistandard' che leggono entrambi i
formati, così come televisori che accettano entrambi i tipi di segnale.
Alcuni lettori laserdisc e dvd possono 'convertire' il segnale video da NTSC a PAL, ma la
conversione non è del tutto reale. Il segnale in uscita infatti è un 'ibrido' definito
PAL 60, pseudoPAL o PAL countdown, che ha una frequanza di 60Hz invece di 50. Questo può
comunque essere visualizzato su un televisore PAL.
Altre considerazioni su come è registrato un film su supporto magnetico.
Si riportano per concludere, il significato delle sigle degli standard video. Quelle ufficiali sono :
ma esistono anche delle traduzioni meno 'ortodosse' :
Abbiamo già parlato di questo nella distinzione tra PAL e NTSC. Ma chiariamo ancora
meglio.
Sia nel PAL sia nell'NTSC circa 50 linee vengono usate per informazioni di servizio
(teletext, sincronismi, ecc.)
Ma in fase di registrazione il segnale deve fare i conti con la 'banda passante' relativa
al supporto di registrazione. La banda passante determina la risoluzione ovvero la
capacità di far vedere come diversi due punti vicini: più è alta la risoluzione (=banda
passante), minore è la distanza tra questi due punti. Quando si supera la risoluzione
permessa, ovvero quando la distanza tra i due punti diversi scende sotto il valore minimo
permesso, questi punti diversi saranno visualizzati come un unico punto indistinto. In
uscita avremo sempre 625 linee interlacciate (stiamo parlando ad esempio del PAL).
| PAL | NTSC | |
| VHS | 320 | 290 |
| DVD | 500 | 480 |
| antenna | 5.5 Mhz = 440 linee | 5Mhz NTSC = 400 linee |
Il formato di ripresa con cui opera ogni telecamera è l'RGB, ossia tre segnali
che rappresentano le informazioni dell'immagine per ciascuno dei colori (Red Green Blue).
Per essere riprodotta, l'immagine dovrà 'arrivare' nuovamente in tale formato al
dispositivo che la dovrà riprodurre. Purtroppo, la trasmissione di un segnale in tale
formato non è possibile a causa della limitata 'larghezza di banda' che si ha a
disposizione per la trasmissione o la codifica.
Bisogna quindi 'trasformare' tale segnale in un altro che ci permetta sia di utilizzare
una minore larghezza di banda sia di poter ritornare al segnale originale dopo un processo
di 'riconversione'.
Un segnale televisivo a colori può essere scomposto in due segnali: luminanza,
cioè il segnale che riporta le variazioni di luminosità dell'immagine in b/n crominanza,
cioè le informazioni sul colore
Trasmettendo solo il segnale di luminanza, si ottiene l'immagine in B/N. A questo segnale
viene sovrapposto, con l'aggiunta di una sottoportante per l'informazione del colore.
Quello che si ottiene è il segnale composito, utilizzato nel VHS e nel laserdisc.
Normalmente nelle apparecchiature il connettore per il segnale composito è uno spinotto
RCA di colore giallo. Il vantaggio di tale tipo di segnale è la piena compatibilità con
i sistemi in bianco e nero (la larghezza di banda non è troppo diversa da una
trasmissione in B/N). Lo svantaggio è che i due segnali hanno inevitabilmente delle
interferenze (non sono assolutamente indipendenti) e quindi una notevole perdita di
qualità dell'immagine.
Il formato component è registrato con tre segnali indipendenti, per migliorare la
qualità del risultato finale. Le tre componenti sono : Y (luminanza) R-Y (rosso meno
luminanza) B-Y (blu meno luminanza)
E' questo il formato che ha la migliore qualità dei colori e la minore interferenza tra
questi e la luminanza; sugli apparecchi europei normalmente non sono presenti i connettori
per questo segnale, mentre di solito si trova sulle apparecchiature americane. Sui DVD il
segnale è registrato in formato component.
Il segnale S-Video (Y/C) tiene separati i due segnali: uno per la
luminanza(Y) e uno per la crominanza(C sovrapposizione dei segnali R-Y e B-Y).
Il formato RGB è presente sugli apparecchi europei attraverso tre pin della presa scart,
che deve essere contraddistinta appositamente come presa scart-RGB. Negli altri casi gli
stessi pin della presa scart non sono collegati. Anche il cavo scart deve essere di tipo
'RGB'. Attenzione: utilizzando il collegamento RGB ad esempio per collegare il DVD al
televisore, non si può agire sui controlli di saturazione del colore perche' tale tipo di
collegamento by-passa tali circuiti.
Il supporto DVD ha le seguenti caratteristiche e possibilità : Oltre 2 ore di
registrazione video ad alta qualità, che arrivano a 8 ore nei DVD a 'double-sided,
dual-layer' Scelta del formato widescreen (16:9) o standard (4:3) Capacità di registrare
fino a 8 tracce audio multi-canale. Può contenere fino a 32 sottotitoli Possibilità di
registrare sequenze filmate 'parallele' (ad esempio un film con due finali diversi
selezionabili) Possibilità di vedere la stessa scena da più punti di vista (fino a 9)
Menù interattivi per la scelta delle lingue, della traccia,ecc. Titoli iniziali e di coda
in più lingue
Non è detto che un disco DVD debba sfruttare tutte le potenzialità che il supporto
stesso offre: queste sono scelte della casa di distribuzione.
I lettori DVD offrono le seguenti possibilità: Scelta della lingua (per i menu, per
l'audio, per i sottotitoli) Effetti speciali in riproduzione (avanzamento veloce, fermo
immagine, ecc.) Blocco anti minore (per vietare la riproduzione di scene con contenuti
vietati) Compatibilità con gli audio CD
Alcuni lettori DVD hanno anche le seguenti caratteristiche : Uscita component RGB per
video di alta qualità Uscita analogica 5.1 dal decoder interno Compatibilità con i
video-CD
Tipo DVD |
Note |
Capacità |
Tempo playback |
Single-sided, single layer disc (DVD5) |
uno strato registrato su un lato del DVD |
4.7 Gb |
133 minuti |
Single-sided, double layer disc (DVD9) |
due strati registrati su un lato del DVD |
8.5 Gb |
241 minuti |
Double-sided, single-layer disc(DVD10) |
uno starto registrato su ciascun lato |
9.4 Gb |
266 minuti |
Double-sided double-layer disc(DVD18) |
due strati registrati sui deu lati del DVD |
17 Gb |
482 minuti |
| Velocità di rotazione | 3.34 m/s |
| Flusso video medio | 3.53 Mb/s (flusso video originale non compresso : 173 Mb/s) |
| Spessore DVD | 1,2 mm (stesso del CD) |
| Risoluzione video PAL Risoluzione video NTSC |
720 x 600 pixel 720 x 500 pixel |
| Flusso dati per AC-3 | 384 kb/s (il DVD può supportare anche i 448 kb/s) |
| Flusso dati per DTS | 1536 kb/s |
L'audio su DVD può essere di quattro tipi, ciascuno dei quali può permettere
determinati formati (numero di canali) :
| Sistema di compressione/codifica | mono | stereo | Surround | 5.1 | 7.1 |
| PCM lineare | x | x | x | ||
| Dolby Digital | x | x | x | x | |
| MPEG (1 o 2) | x | x | x | x | x |
| DTS | x | x | x | x | x |
Lo standard prevede che tutti i DVD devono poter essere ascoltati con un normale amplificatore Dolby Prologic, e pertanto tutti i lettori DVD, in presenza ad esempio di una codifica DD 5.1, possono 'tradurre' il segnale 5.1, ricavando un segnale stereo con Dolby Surround alle uscite analogiche. Tale traduzione fatta a posteriori dal lettore peggiora molto il segnale. In alcuni DVD invece, oltre al segnale 5.1, aggiungono anche delle tracce Dolby Surround indipendenti, di solito migliori di quelle calcolate dal lettore.
L'audio registrato a 24 bit di campionamento ad una frequenza di 96 KHZ è una possibilità che il supporto DVD permette. Rispetto al segnale PCM lineare registrato a 16 bit e 44 KHz , risulta, ad un ascolto attento, piu' esteso in frequenza, fornendo una 'scena sonora' piu' precisa e dettagliata. Ma per ascoltare tale tipo di registrazione serve :
Il collegamento tra DVD e amplificatore può essere fatto tramite cavo ottico.
La banda passante data dal DVD è sufficiente per risolvere 500 linee. Facendo due conti: 80 linee necessitano di 1 MHz, 500 linee vogliono 6.25 MHz. Dato che il segnale subisce attenuazioni notevoli alle alte frequenze, bisogna trovare un compromesso: usare circuiti e componenti di ottima qualità e progettazione comporta basse attenuazioni del segnale alle alte frequenze, ma aumento dei costi. Nel settore amatoriale è necessario contenere i costi, e quindi si sacrifica la qualità. La risoluzione si misura con un segnale chiamato "multiburst": si manda un treno di onde ad ampiezza fissa e a frequenza variabile e si vede come li tratta il dispositivo. Queste subiscono un degrado soprattutto in ampiezza. Le macchine attenuano il multiburst in vari modi a seconda della frequenza del "pacchetto" considerato, ma le attenuazioni maggiori sono quelle delle frequenza più alte: a 6MHz, trovi un 55% - 70% in meno dell'ampiezza originale. Quando l'attenuazione è superiore ad un certo livello, non si riesce più a capire la differenza tre due fronti d'onda cioè tra due dettagli d'immagine vicini, ma diversi. Tutto questo discorso per dire che le 500 linee del DVD sono SOLO teoriche! L'unico DVD "consumer" che vanta una risposta in frequenza (il test descritto prima) piatta (=senza attenuazione o esaltazione) da 0 a 6 MHz è il Faroudja / EAD DVD1000 che costa in USA $4995 e in Italia Lit. 17.650.000.....
Il DVD ha una capacità superiore al CD in quanto i dati sono scritti con una dimensione minore. Il pick-up laser emette una luce con frequenza più alta (minore lunghezza d'onda). Invece della luce infrarossa (780 nm) utilizzata nei lettori CD, viene usata una luce rosso arancio (650-635 nm).
Su DVD i dati relativi a video, audio e sottotitoli sono registrati in sequenza e
quindi durante la riproduzione vengono letti tutti (tutti i sottotitoli, tutte le colonne
sonore, ecc.). Quando si seleziona una traccia audio, viene però mandata alle uscite solo
quella.
Alcuni lettori DVD permettono di visualizzare la quantità di dati che arriva dal disco in
ogni secondo (si tenga conto che è il totale). Dischi come 'Contact' viaggiano intorno ai
10Mbit/sec perche' hanno molte features aggiuntive: colonne sonore a 5.1 canali in più
lingue, commenti del regista, molti sottotitoli, ecc. Ovviamente questo pesa sul bitrate
meno del video, ma comunque toglie spazio al segnale video.
Le colonne sonore occupano uno spazio diverso a seconda del tipo : DD a 5.1 canali occupa
384 Kbit/sec (oppure 448 oppure 640), una traccia PCM stereo non compressa occupa 1440
kbit/sec, una traccia DTS compressa a 5.1 canali occupa circa 1500 Kbit/sec. Invece nel
caso di più formati video sullo stesso disco questi vengono separati, ad esempio
anamorfico su un lato e pan&scan sull'altro.
Dopo aver acquistato un lettore con un certo 'codice' (in Italia i lettori sono regione 2) è possibile 'modificarlo' per renderlo 'universale' (ossia che può leggere i DVD acquistati ovunque). Per far questo bisogna aprire il coperchio del lettore e, effettuare (o far effettuare da un negozio specializzato) una semplice operazione che può essere, a seconda del modello, una saldatura, o un ponticello. Questa operazione ha però lo svantaggio di far decadere la garanzia, e per tanto la si fa a proprio rischio e pericolo. Bisogna anche dire che esistono alcuni lettori (per ora solo in America) che sono 'code free' e pertanto sono già predisposti per selezionare il codice da leggere via telecomando. Non è escluso che prossimamente anche in Italia siano posti in vendita lettori 'code free'.
I DVD musicali registrati in DTS non hanno bisogno della predisposizione DTS, cosa che invece serve per estrarre l'audio DTS dai DVD video registrati con tale sistema. Anche un normale lettore CD audio è in grado di far ascoltare l'audio DTS di un DVD musicale DTS. Questo perchè la 'posizione' all'interno del segnale codificato dove si trova l'audio DTS su un DVD audio è differente e puo' essere letta senza predisposizione del lettore.
Per sfruttare le elevate risoluzioni dei proiettori, ben maggiori di quanto necessario
per il PAL o per il NTSC, si usano dei moltiplicatori di linee. Essenzialmente un
moltiplicatore di linee elabora i semiquadri televisivi e le varie linee che li compongono
in modo da "inventare" informazioni addizionali (linee, punti) aumentandone la
definizione "apparente". Ne esistono vari modelli che possiamo raggruppare in
base alla risoluzione dell'immagine in uscita: Duplicatori : questi raddoppiano la
risoluzione del segnale televisivo. Alcuni operano sui punti orizzontali dell'immagine
(risoluzione verticale), ma la maggior parte si occupa dei punti verticali cioè raddoppia
il numero di linee orizzontali del quadro televisivo. In pratica, qausi tutti i
duplicatori fungono da de-interlacciatori. Triplicatori : pochi modelli: se escludiamo
prodotti destinati al mercato professionale, esiste solo il Faroudja VP301 (VP301U è la
versione che si adatta ai segnali PAL e SECAM). Forniscono un quadro televisivo
progressivo (= non iterlacciato) con risoluzione 800*600 Quadruplicatori : raddoppiano la
risoluzione orizzontale e verticale del quadro televisivo fornendo in uscita un'immagine
in formato progressivo. Sono adatti ai tritubo migliori.
E' interessante notare che tutti i proiettori montubo (LCD, DLP) formano immagini di tipo
progressivo, ma solo alcuni incorporano un duplicatore di linee.
Nei televisori al plasma viene sfruttato lo stesso principio delle lampade a fluorescenza.Ogni pixel dello schermo è formato da 3 piccole celle di Neon, racchiuse tra due fogli di vetro (davanti e sul fondo), con elettrodi nella parte superiore e inferiore e separate da pareti a sinistra e destra. Quando agli elettrodi viene applicata una tensione, il gas passa dallo stato gassoso allo stato di plasma, emettendo raggi ultravioletti. Questi raggi colpiscono dei fosfori posti sul fondo della cella, presenti nelle tre colorazioni di base (verde,blu,rosso).
Il nome esatto è S/P-DIF, ossia Sony/Philips Digital InterFace, e indica il protocollo dell'interfaccia, ossia la codifica con cui trasmettere un segnale indipendentemente dal mezzo. Tale segnale può essere trasmesso con collegamento elettrico con cavo coassiale oppure collegamento ottico che sfrutta le fibre ottiche.
Ovviamente i due collegamenti sono 'in alternativa': trasportano infatti lo stesso
identico segnale (il 5.1), anche se nulla vieta di effettuare entrambi i collegamenti. Ma
quale è il migliore dal punto di vista della qualità del segnale ? Ci sono pro e contro:
il collegamento ottico sfrutta una doppia conversione elettrico-ottico nel lettore DVD e
ottico-elettrico all'interno dell'amplificatore. Questo fatto potrebbe causare un degrado
del segnale ma se i convertitori sono buoni tale degrado è inesistente (d'altronde si
tratta di un segnale digitale, che difficilmente può essere degradato da tale
conversione). Il vantaggio del collegamento ottico è che assolutamente immune da campi
elettromagnetici. Dal lato economico bisogna anche dire che i cavi in fibra ottica sono di
solito più corti ma più costosi di quelli coassiali.
Comunque le differenze tra i due tipi di collegamento sono veramente esigue, e la maggior
parte delle persone non è in grado di riconoscere il collegamento usato anche in un
confronto comparato.
Il collegamento bi-wiring tra amplificatore e diffusore utilizza un cavo per le alte
frequenze e un cavo per i bassi. Solo alcune casse possono essere collegate in questa
maniera avendo i connettori doppi (4 invece che 2).Nel caso le casse vengano usate con un
cavo normale i connettori sono ponticellati a due a due e i cavi vengono collegati
all'amplificatore nella maniera convenzionale : nero-nero rosso-rosso. Nel caso si decida
di adottare il collegamento bi-wiring si devono rimuovere i due ponticelli e utilizzare un
cavo di sezione maggiore per le frequenze basse (indicate di solito con la lettera LF)
rispetto a quello per le frequenze alte (indicate di solito con la lettera HF) ovviamente
per tutte due i colori.
I vantaggi del collegamento bi-wiring sono comunque del tutto trascurabili, anche se i
negozianti a volte vorrebbero far credere l'opposto (i costi dei cavi speciali a volte è
impressionante !)
Il videoCD è un formato che non ha avuto successo in seguito alle sue scarse caratteristiche. E' nato nel 1994 e utilizzava la compressione MPEG-1 per registrare segnali audio-video (ma la capienza massima era solo di 74 minuti). Inoltre la qualità sia dell'audio che del video era superiore ad un VHS ma sicuramente peggiore del laserdisc.
Le trasmissioni in questo standard sono praticamente nulle o comunque molto limitate.
Per vedere programmi in PalPlus serve un decoder che in alcuni modelli di televisori è
integrato, o il alternativa può essere affiancato ai televisori non provvisti.
Prevede un formato 16/9 anamorfico e sfrutta alcune linee in più del Pal per portare
informazioni video pur avendo le classiche 625 linee per quadro. Elimina anche alcuni
difetti di interferenze tra la luminanza e la crominanza. Questi miglioramenti sono dovuti
a diversi meccanismi di trasmissione dei dati.
www.scriba.com : il sito di riferimento, curato da Christian Spazzoli
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