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Ultimo aggiornamento 20 febbraio 2000
Introduzione
I formati di registrazione
Il laserdisc
In ogni campo della tecnologia le cose cambiano molto rapidamente: nascono nuove applicazioni e strumenti che sostituiscono i vecchi, che cadono in disuso e vengono presto dimenticati. Anche nell'Home Theater succede proprio così.
Quando si sono visti i primi 'laserdisc' qualcuno pensava che il VHS aveva la vita contata. E invece non andò così: il VHS sopravvive ancora e invece il laserdisc stesso può oramai considerarsi obsoleto.
Dal punto di vista 'umano' le vittime sono i (pochi) appassionati di vecchia data dell'home theater, che hanno 'investito' nell'acquisto di numerosi laserdisc ed ora vedono il proprio investimento afflitto da non pochi problemi: il lettore sara' sempre meno sfruttato in quanto la produzione di laserdisc già prima esigua è destinata ad azzerarsi, ma ancor piu' i laserdisc posseduti potranno essere visti fino a quando il lettore non avra' qualche problema ... e poi ? La sostituzione sarà impossibile, la riparazione quantomeno difficoltosa.
Il DVD oramai anche in Italia è una certezza: in breve tempo ha raggiunto un'enorme diffusione.
Il tempo passa, e le cose cambiano: se da una parte dobbiamo guardare al futuro, a informarci su cosa c'e' all'orizzonte, dall'altra parte già possiamo vedere cosa può gia essere considerato 'roba del passato'. Ora non conosciamo ancora quale formato prevarrà per la registrazione su DVD (DVD-RW? DVD-RAM?) Ma di sicuro solo uno è destinato a divenir 'presente', mentre gli altri passeranno direttamente alla categoria 'passato', cosi' come oramai ne fanno parte il Video-CD, il DIVX, il....vinile !
Queste sono le considerazioni per le quali è nata questa sezione della FAQ. Dalla nascita della FAQ di cose ne sono cambiate, e molte informazioni sono state aggiunte man mano che la situazione evolveva in maniera significativa. Alcuni 'capitoli dell' Home Theater' invece hanno visto il tramonto:togliere del tutto tali pagine era proprio un peccato. La FAQ deve rimanere sempre 'attuale', ma nello stesso tempo è giusto tenere in considerazione quelli che sono stati i 'primi passi' dell'Home Theater... ecco il perchè della sezione 'Il passato' nella FAQ dell'Home Theater.
Il primo risale al 1970, quando la Philips ha impiegato una cassetta di forma quadrata con due bobine di nastro una sopra l'altra per un formato denominato VCR (Video Cassette Recorder). La guerra degli standard nacque qualche anno dopo, quando la Sony ideò il Betamax nel 1975, mentre la JVC un anno dopo propose il VHS (Video Home System). I due sistemi usavano lo stesso nastro ma erano incompatibili tra loro (dimensioni cassette, ecc.). Il VHS la spuntò nel 1984, quando iniziò a diffondersi a scapito del Betamax. Nel frattempo erano nate alternative a tale sistema ma che non raggiunsero mai una notorietà sufficiente (VCR Long Play della Philips nel 77, 'Super Video Recording' della Grundig nel 78, il V2000 della Grunfig e Philips nel 79)
Nel 78 Philips e MCA hanno introdotto il primo disco ottico per la registrazione di
audio-video: il Laser Vision, dal quale venne poi definito nel 79 lo standard del Compact
Disc. Due anni dopo il Laser Vision inizio' a diffondersi con il nome di Laserdisc. Ebbe
fortuna in Giappone grazie alla passione degli orientali per il Karaoke, al quale il
laserdisc si prestava bene grazie alle possibilità di sottotitolazione.
Per avere un nuovo supporto dobbiamo aspettare fino al 1992, quando Philips propose il
CD-I, una sorta di CD-ROM utilizzabile anche con un lettore collegato al televisore.
Questo sistema aveva il grosso limite di avere una durata massima di 74 minuti (come il
CD), troppo poco per l'utilizzo con un film. La qualità video era leggermente migliore
del VHS, ma questo non bastò a farlo decollare.
Si tratta di un sistema DVD-pay-per-view, con il quale un dischetto DIVX acquistato ad
un prezzo abbastanza basso può essere visionato solo per un limitato periodo. Scaduto
questo periodo, si puo' scegliere se utilizzarlo ancora pagando una specie di 'noleggio'
che da il diritto di vederlo ancora per 48 ore. Tutto questo è realizzato collegando il
lettore DIVX ad un 'server' attraverso linea telefonica, che contabilizza il numero di
visioni del DIVX e lo comunica all'utente con una 'bolletta'.
Ci sono state molte perplessità sull'utilizzo di questo sistema, in diretta competizione
col sistema DVD (I lettori DIVX sono in grado di leggere i DVD, ma non viceversa). La
battaglia è stata combattuta tra le grandi case di distribuzione che sono a favore di uno
o dell'altro sistema. In Europa comunque di DIVX non se ne è mai parlato.
Da qualche mese è uscita la notizia che sono cessati gli studi e gli investimenti per
diffondere tale sistema anche negli Stati Uniti.
Cominciamo coi vantaggi rispetto ad una videocassetta:
Gli svantaggi si riducono alla non registrabilita', al prezzo piu' elevato e alla minore quantita' di titoli disponibili (in Italia il problema non si pone neppure, i titoli disponibili sono davvero pochi; negli USA invece la scelta e' vastissima). Un altro piccolo difetto e' il fatto di doversi alzare a cambiare disco, nel caso il film occupasse piu' dei due lati di un singolo laserdisc (in genere, se supera le due ore).
Bisogna distinguere tra i laserdisc PAL (europei) e NTSC (americani).
I dischi PAL hanno solo le tracce (SX e DX) digitali non compresse (PCM), paragonabili
alle tracce di un CD, ascoltabili ovviamente in Dolby Prologic. I PAL non contengono e non
possono contenere la traccia Dolby Digital
I dischi NTSC possono contenere oltre alle tracce digitali non compresse anche la traccia
DD.
Se paragonato ad un VHS l'immagine risulta con un contrasto e una definizione molto
maggiore. Il segnale è registrato sempre in formato composito, ma le 'linee di
informazione' rispetto ad una videocassetta sono circa il doppio.
I laserdisc sono quasi sempre in 'formato panoramico' (widescreen 1.85:1 oppure 2.35:1).
Quasi nessun laserdisc è registrato in 16:9 anamorfico.
Non consideriamo neppure per un istante l'Italia, Paese nel quale il LD ha avuto una
brevissima e sfortunatissima "parentesi". Negli USA, attualmente praticamente
tutti i titoli in DVD sono presenti anche su LD, mentre non e' vero il contrario: alcune
cosette come la quadrilogia di "Alien" o la trilogia di "Guerre
Stellari" non esistono e non sono nemmeno annunciate in formato DVD, e alcuni (pochi)
film sono ancora annunciati solo in laserdisc. Le cose cambieranno molto presto, comunque,
dato l'enorme successo che sta riscuotendo il DVD negli USA.
C'e' una differenza fondamentale tra i laserdisc in formato NTSC (USA e Giappone) e quelli in formato PAL (Europa), oltre allo standard video: i dischi NTSC hanno QUATTRO tracce audio, due digitali e due analogiche, mentre i PAL hanno solo le due digitali. Cio' e' dovuto al fatto che il segnale NTSC occupa meno spazio di quello PAL, e quindi ne lascia libero di piu' per i segnali audio. Le possibilità audio di un laser disc sono:
Sui laserdisc NTSC il segnale DD viene modulato su portante analogica e inserito nel
canale destro FM.
In presenza della codifica DTS, questo invece si trova sulle uscite digitali: quindi i
laserdisc DTS per essere ascoltati hanno bisogno del decoder apposito, altrimenti bisogna
accontentarsi della traccia analogica FM.
Ad ogni modo, le due tracce audio digitali non compresse, PCM, hanno le stesse
caratteristiche delle analoghe tracce presenti sui CD, mentre le due analogiche sono
decisamente meno valide: sono un filo inferiori come qualita' alle tracce di una
videocassetta Hi-Fi, e la traccia destra soprattutto puo' presentare problemi con le voci,
soprattutto se il protagonista alza la voce... In pratica, le tracce analogiche sono
utilissime per il Dolby Digital e per le voci di commento, del regista o di chi per lui.
Le due sigle indicano il tipo di rotazione del disco, che può essere a velocità
lineare costante (CLV), come il CD, o velocità angolare costante (CAV), come un LP. Tutti
i lettori laserdisc sono compatibili con entrambi i sistemi. Sono i laserdisc stessi ad
essere fabbricati con i dati registrati in un modo o nell'altro, ed in alcuni casi vengono
usati entrambi (ad esempio primo lato in CLV e secondo lato CAV). Per alcuni titoli si
possono trovare edizioni in entrambi i formati.
Il sistema CAV(definito anche 'full features play') permette di avere le funzioni di
avanzamento lento regolabile, fermo immagine, ecc., ma hanno lo svantaggio che ogni lato
di un laserdisc dura al massimo 30 minuti. Il sistema CLV invece può registrare fino ad
un ora per lato, e costa meno. La maggior parte delle edizioni laserdisc usano il CLV.
Un problema del laserdisc e' il cosiddetto "laser rot", o, tradotto liberamente, "lebbra del disco": alcuni LD si deteriorano col tempo a causa di una cattiva fabbricazione, colla scadente o bollicine d'aria tra i due strati dei laserdisc. I casi comunque sono piuttosto rari, e le ditte che li producono, almeno teoricamente, ne garantiscono la sostituzione con esemplari non difettosi
La comparsa dello standard laserdisc risale agli anni 80, e da allora fino alla comparsa del DVD il laserdisc è stato la fonte video preferita per gli appassionati di Home Theater, grazie alla qualità più alta rispetto al VHS. Purtroppo per diffondersi capillarmente un sistema deve avere dei vantaggi che superano le controindicazioni. Negli anni 80 l'esigenza di avere un supporto 'registrabile' era sentita molto più di ora, e questo era un punto a favore per il VHS. Inoltre l'ingombro dei dischi era notevole, e il prezzo e' sempre rimasto molto alto. Questi fattori hanno impedito un incremento del numero dei laserdisc venduti e dei titoli disponibili, e i produttori stessi hanno ben presto smesso di investire in un supporto ritenuto troppo costoso anche per loro stessi.