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Abbasso il rumore!
campagna promossa dalla Agenzia Europea la Sicurezza e la Salute sul Lavoro

IL RUMORE NEGLI AMBIENTI DI LAVORO

Circa un terzo dei lavoratori in Europa è esposto a livelli di rumore potenzialmente pericolosi per almeno un quarto dell’orario di lavoro. E non è a rischio esclusivamente chi lavora nelle industrie pesanti come la cantieristica navale. Il rumore può rappresentare un problema in molti ambienti di lavoro, dalle fabbriche alle aziende agricole, dai call center alle sale per concerti. Inoltre, la perdita dell’udito causata dal rumore rappresenta ancora circa un terzo di tutte le malattie professionali".

L’emanazione del Decreto legislativo n. 277 ha avuto un forte impatto sulle aziende perché impone degli obblighi specifici che si traducono in una prevenzione concreta dei rischi derivanti dalla esposizione a rumore. Il decreto richiede che la valutazione del rischio rumore si concreti con la predisposizione di uno strumento preventivo, il Rapporto di Valutazione del rumore (art. 40).

 

ISPESL
(Istituto superiore per la prevenzione e la sicurezza del lavoro):
Linee Guida Rischio Rumore

Decreto legislativo n. 277/91
Norme riguardanti la protezione dall'inquinamento acustico in ambiente di lavoro

La legge fissa tre soglie di rumore (80, 85 e 90 dbA) che permettono di individuare quattro classi di esposizione al rumore per i lavoratori:

Valore medio giornaliero
(Leq/g) in db(A)
Classe di rischio
minore di 80 rischio assente
tra 80 e 85 rischio lieve
tra 85 e 90 rischio consistente
oltre 90 rischio grave

La legge dispone che il datore di lavoro è comunque tenuto a ridurre al minimo il rumore prodotto, anche se inferiore alla soglia di 80 dBA.

Quando viene superata la soglia di 80 dBA, intervengono delle disposizioni specifiche in termini di informazione, controllo sanitario periodico e uso di mezzi di protezione individuali.
 


Gli obblighi del datore di lavoro
Valutazione del rumore
In base all'articolo 40, ogni datore di lavoro deve provvedere alla valutazione del rischio rumore presente nella propria azienda al fine di (i) individuare i lavoratori esposti a rischio ed i relativi luoghi di lavoro e (ii) attuare se necessario gli interventi preventivi e protettivi previsti dal decreto  legge.


I dispositivi di protezione individuale 
L'uso dei mezzi di protezione individuale dell'udito (cuffie, archetti, inserti auricolari) è regolato dall'art. 43 del decreto 277/91 che stabilisce l'obbligo di metterli a disposizione per livelli di esposizione quotidiana al rumore superiori a 85 db(A) e l'obbligo d'uso per livelli superiori a 90 db(A).



La Settimana europea per la sicurezza e la salute sul lavoro verterà sul problema del rumore sul lavoro e si svolgerà all'insegna dello slogan ‘Abbasso il rumore!’, con il sottotitolo, ‘Il rumore sul lavoro – ti può costare più dell'udito’.
> Visita la pagina dell'Agenzia Europea per la salute e la sicurezza sul lavoro

StudioSandon
ingegneria per l'Ambiente e la Sicurezza

Servizi:

  • Misure di rumore – perizie fonometriche - fonometria
  • Relazioni Acustiche per Legge 277 / 91 (protezione e prevenzione negli ambienti di lavoro)
  • Valutazione previsionale di Clima Acustico (legge 447/95 – art.8)
  • Valutazione di impatto acustico
  • Relazioni a firma di Tecnico Competente in acustica ambientale per rilascio Nulla Osta Impatto Acustico
  • Verifica requisiti acustici passivi degli edifici (D.P.C.M. 5/12/1997)
  • Verifica dei requisiti acustici nei luoghi di intrattenimento danzante e di pubblico spettacolo e nei pubblici esercizi (DPCM n.215 del 16/04/99)
  • Piani di zonizzazione acustica
  • Contenimento e prevenzione inquinamento acustico da traffico veicolare (DPR 30/03/2004 n.142)
  • Acustica architettonica (misure e consulenze per teatri, sale concerto, luoghi di spettacolo)

 

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