CORSO ANNUALE DI FORMAZIONE FORMATORI
Dicembre 2000 – Marzo 2001

Premessa
Sempre più frequentemente il volontariato organizzato si pone il problema della propria crescita, sia rispetto ai contenuti affrontati nel lavoro, che agli ambiti di intervento, che alle modalità di azione.
La formazione è sempre più considerata come uno degli impegni principali che le organizzazioni devono darsi soprattutto nell’ottica di offrire un servizio qualificato e che risponda alle vere esigenze delle persone.
Non sempre, nei gruppi, c'è un'attenzione alle esigenze di formazione; dove c'è chi si occupa della formazione, non sempre ha reali competenze rispetto alla sua organizzazione, gestione, valutazione. Perciò le iniziative che si prendono poco hanno di formativo oppure risultano staccate dal vero contesto di lavoro dei gruppi.
Si sente l’esigenza di far crescere all’interno dei gruppi delle persone che abbiano una capacità di lettura dei bisogni formativi, di analisi delle dinamiche interne ai gruppi, nonché una capacità di progettazione della formazione e di gestione di situazioni d'aula.

Finalità del corso
L'obiettivo è dare indicazioni (contenuti teorici ma anche tecniche) a persone chiamate a formare altri che -a loro volta- dovranno aiutare membri di associazioni di volontariato a "fare bene il volontario".
E per "fare bene il volontario", chi desidera occupare il suo tempo in azioni di utilità sociale deve maturare conoscenze per capire sempre meglio:
- cosa fare (di cosa può occuparsi)
- come farlo (non con improvvisazione, ma con uso "tecnico" delle risorse)
- perché farlo (mantenendo e facendo crescere la motivazione della solidarietà).
E' evidente perciò che c'è bisogno non di "addestratori", ma di "formatori".

Destinatari
Sono coloro che nelle organizzazioni hanno assunto il ruolo di pensare ad azioni formative di vario genere e devono decidere in merito.
Sono i responsabili della formazione o quadri del volontariato.
Poiché la base di partenza dei partecipanti potrebbe essere molto diversa, il percorso formativo andrà impostato in modo da permettere di socializzare ed integrare i vari livelli di esperienza.

Aree di contenuto
1. Sociologica: come leggere i bisogni a cui dare risposta
La "lettura dei bisogni" resta la base di partenza indispensabile per una azione efficace.
E’ necessario acquisire dei quadri di riferimento anche teorici su tre aspetti:
a. bisogni del territorio
- la necessità della lettura dei bisogni;
- come ottimizzare l'uso delle fonti e dei dati;
- come cogliere il cambiamento e i bisogni emergenti;
- come distinguere il possibile nella complessità delle situazioni;
b. bisogno delle associazioni e dei gruppi, ai fini di una risposta efficace
- come valutare se l’impegno associativo e le risorse disponibili consentono un intervento adeguato ed efficace;
- come tradurre le carenze organizzative in bisogni formativi;
c. bisogni degli individui
- come analizzare e cogliere le esigenze dei singoli in un gruppo o in una organizzazione.

2. Formativo-sociale: come impostare azioni formative adatte al mondo del volontariato
L’intervento sociale del volontariato ha uno specifico che lo differenzia da quello delle istituzioni pubbliche o delle aziende economiche: la motivazione della solidarietà.
Perciò formare un volontario per un efficace intervento, comporta diversi aspetti:
-la formazione deve essere motivante: deve sostenere ed approfondire i principi
-la formazione tecnica deve essere adeguata e "professionale"
-la formazione del comportamento e della responsabilità organizzativa deve far capire che è diverso muoversi individualmente o come parte di una associazione
-la formazione alla progettualità deve permettere una migliore impostazione e uno sviluppo delle attività
-la formazione alla comunicazione è un elemento essenziale, allo scopo di:
a. migliorare la comunicazione all'interno del gruppo risolvendo problemi e conflitti;
b.rafforzare la comunicazione con l'esterno evitando il ripiegamento del gruppo su se stesso.

3. Pedagogica: come padroneggiare gli strumenti e le tecniche della formazione
E' necessario acquisire una competenza sui metodi e le tecniche di progettazione, gestione d'aula, conduzione di gruppi, ecc.

Metodologia
Si partirà dalla conoscenza dei partecipanti, non solo per avere indicazioni su esigenze ed aspettative, ma soprattutto per valorizzare le esperienze pregresse ed usarle come una risorsa per il lavoro didattico. La ricognizione di tali esperienze verrà fatta sia telefonicamente prima dell'iscrizione, sia con eventuale questionario, sia attraverso materiale inviato dai partecipanti;
Si cercherà di individuare e presentare dei casi che possano servire come esemplificazione rispetto alle tematiche da affrontare, e come punto di partenza di una giornata di formazione;
Ai docenti delle varie giornate sarà chiesta la sistematizzazione dei contenuti oltre che la disponibilità all'analisi delle esperienze sia simulate che reali.
Parte integrante del metodo sarà la proposta di lavoro intermodulo: tra un modulo e il successivo i partecipanti svolgeranno una breve ricerca da presentare al ritorno in aula.

Struttura del Corso:

I MODULO: L’ANALISI DEI BISOGNI
Venerdì 1 dicembre 2000 ore 10.00 – 18.00
Sabato 2 dicembre 2000 ore 9.00 – 17.00

II MODULO: LA COMUNICAZIONE COME STRUMENTO FORMATIVO E IL LAVORO D'EQUIPE
Venerdì 19 gennaio 2001 ore 10.00 – 18.00
Sabato 20 gennaio 2001 ore 9.00 – 17.00

III MODULO: LA PROGETTAZIONE FORMATIVA E GLI STRUMENTI DELLA FORMAZIONE
Venerdì 23 febbraio 2001 ore 10.00 – 18.00
Sabato 24 febbraio 2001 ore 9.00 – 17.00

IV MODULO: LA VALUTAZIONE FORMATIVA
Venerdì 23 marzo 2001 ore 10.00 – 18.00
Sabato 24 marzo 2001 ore 9.00 – 17.00

Coordinamento:
Francesca Busnelli - Fondazione Italiana per i Volontariato

Sede del Corso:
Fondazione Italiana per il Volontariato - Via Nazionale, 39 - 00184 Roma - (IV piano)

Si prega di inviare il modulo d’iscrizione, compilato in tutte le sue parti, a: Serena Torri Segreteria Organizzativa Fondazione Italiana per il Volontariato Via Nazionale, 39 00184 ROMA Tel. 06/474811 – Fax.06/4871811-4814617 E-mail: formaz.vol@fivol.it

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