Prunus webbii (Spach) Vierh., rosacea a distribuzione mediterraneo-orientale è stata rinvenuta per la prima volta in Sicilia nel territorio di Palazzolo Acreide nel 1995
(Foto Romano)

 

Estratto e ridotto da Webbia n. 50 fasc. 1, pag. 37-43, 1995

PRUNUS WEBBII (SPACH) VIERH., SPECIE NUOVA PER LA FLORA DI SICILIA

C. MARCENO', D. OTTONELLO & S. ROMANO


Dipartimento di Scienze Botaniche dell'Università, Via Archirafi 38 - 90123 Palermo


Nel corso di indagini floristiche condotte nel territorio del siracusano (Sicilia sud-orientale) e stato rinvenuto un Prunus che risulta nuovo per la flora di Sicilia.
Dall'analisi dei caratteri morfologici del materiale raccolto e in base al riscontro avuto con le opere floristiche consultate, tale entità e da attribuire a
Prunus webbii (Spach) Vierh. Ad essa corrisponde la seguente descrizione:
Prunus webbii (Spach) Vierh., Osterr. Bot. Zeitschr. 65: 21. 1915.
BASIONIMO-Amygdalus webbii Spach (1843).
DESCRIZIONE-Pianta arbustiva alta 2-3 metri, densamente ramificata, con rami divaricati e terminanti a spine; foglie lanceolate, piccole, ottuse, seghettate sul bordo, larghe 6-8 mm e lunghe 20-30 mm, con picciolo lungo 5-10 mm; nervatura pennata, la principale ben evidente, le secondarie meno. Fiori più piccoli che in Prunus dulcis (Miller) D.A. Webb, lunghi circa 10 mm, di colore roseo-pallido e subsessili. Frutti grigio-verdastri, tomentosi, ovali (18 x 16 x 10 mm), appianati alla base e con mucrone apicale di 0,5 mm circa; pericarpo coriaceo deiscente a maturità, endocarpo duro, compatto e scarsamente poroso, con apice acuminato e pungente; seme di sapore amaro.

ICONOGRAPHIA - PIGNATTI, Flora d'Italia. 1: 615 (1982).

MATERIALE ESAMINATO-Palazzolo Acreide (SR), c.da Pianette, 8 giugno 1993, Marcenò, Ottonello et Romano (PAL, FI)-(fig. 1).

DISTRIBUZIONE-
P. webbii e specie dell'elemento geografico Est-Mediterraneo la cui area di distribuzione, desunta da WEBB (1963), BROWICZ (1972); GREUTER et al., (1983), PHITOS & DAMBOLDT (1985), interessa la Penisola balcanica (Jugoslavia, Albania, Bulgaria e Grecia), l'isola di Creta, la parte nord-occidentale e centrale dell'Anatolia e l'Italia meridionale.

Relativamente a quest'ultima, fino ad ora le uniche segnalazioni riguardanti la specie erano quelle riportate da FIORI (1924) e riferentisi ad alcune stazioni (S. Severo, Apricena, ccc.) poste sul Gargano, in Puglia; più recentemente l'entità è citata da FENAROLI (1970) e da PIGNATTI (1982) che riconfermano le suddette località.

CARATTERISTICHE STAZIONALI E CONSIDERAZIONI FITOSOCIOLOGICHE

La stazione di rinvenimento di P. webbii (Spach) Vierh. ricade nel F. 645 "Vizzini" (IGM 50.000) ed è ubicata in contrada Pianette (Palazzolo Acreide, SR), nei pressi della S.S. 287, a circa m 500 s.l.m.; il substrato è costituito prevalentemente da calcareniti e calcari organogeni, di età compresa fra Oligocene e Miocene inferiore, facenti parse della cosiddetta formazione "Palazzolo" (RIGO e BARBIERI, 1958).

Dal punto di vista climatico, riferendoci alla stazione di rilevamento di Siracusa, nell'area si hanno circa 640 mm di precipitazioni annue, una temperatura media annuale di 18° C e un periodo secco di 4-5 mesi circa (maggio-agosto); la stazione è quindi soggetta ad un clima che oscilla tra il mesomediterraneo e il termo-mediterraneo, secondo la classificazione di BAGNOULS e GAUSSEN (1957).

In queste condizioni
P. webbii vive in maniera ottimale e costituisce, assieme ad altri elementi floristici, una fitta macchia purtroppo ricotta dalle colture a dei lembi relitti.

Dal punto di vista fitosociologico, tale vegetazione è identificabile con l'ass. Salvio-Phlomidetum fruticosae Barbagallo, Brullo et Fagotto '79, dell'Oleo-Ceratonion Br.-Bl. '36 em. Rivas Martinez '75, descritta per la zone da BARBAGALLO et al. (1979). Questa associazione si presenta ricca di specie dell'elemento geografico mediterraneo-orientale e viene inclusa nella serie dinamica delle leccete come aspetto di degradazione del Doronico-Quercetum ilicis Barbagallo, Brullo et Fagotto 79 (BARBAGALLO et al., l.c.).

A tal proposito riportiamo un rilievo fitosociologico (tab. 1) effettuato della stazione in oggetto.
(Per brevità la tabella è omessa; la si può consultare sul lavoro originale; nota del curatore)

Dall'analisi della tabella si evince l'elevato indice di ricoprimento che
P. webbii, assieme a Calicotome infesta, presenta fino a costituire una fitta e intricate vegetazione nella quale l'entità sembra avere il proprio optimum ecologico come dimostrato dall'abbondante fruttificazione. A tal proposito una ricognizione negli ambienti circostanti alla stazione ha portato al rinvenimento, qua e là, di esemplari arbustivi con foglie piu grandi, rami non spinescenti, mancanza quasi assoluta di frutti, talora soltanto qualcuno per pianta e in tal cave della stessa grandezza di quelli di P. webbii. Tutto ciò ci induce ad ipotizzare che possa trattarsi di esemplari derivati da un processo di ibridazione tra P. webbii e P. dulcis.

L'indagine bibliografica riguardante l'ecologia e il ruolo fitosociologico della specie nelle altre parti dell'areale hanno portato alle seguenti conclusioni.

Relativamente alle stazioni di P. webbii della Puglia, le uniche notizie ecologiche si riferiscono a PIGNATTI (l.c.) che riporta la specie nella fascia compresa tra 0-600 m e la considera componente della macchia. A parte ciò, non ci risulta siano state fatte indagini fitosociologiche in queste popolazioni.

HORVAT et al. (1974), per quanto riguarda la Penisola Balcanica, non lo riportano in nessun aspetto vegetazionale da loro studiato, ma citano EM (1962) che per la Macedonia ha descritto l'ass. Pruno webbii-Juniperetum excelsae.

Notizie piu dettagliate vengono riportate invece da ZOHARY e ORSHAN (1966) e riguardano il ruolo fitosociologico che
P. webbii riveste nella vegetazione di Creta. Questi autori lo collocano tra le caratteristiche dei Quercetalia ilicis orientalia Zohary et Orshan '66, ordine speciale dei Quercetea ilicis Br.-Bl. '47 che inquadrerebbe la vegetazione a macchia della Grecia e delle Isole Egee. In seno a questo sintaxon differenziale la sue presenza viene riportata in diverse associazioni boschive distribuite del livello del mare fino a circa m 1000 di altitudine e floristicamente molto ricche di sclerofille mediterranee.

CONCLUSIONI

La presenza di
P. webbii in un tipo di vegetazione naturale a macchia in cui compaiono diversi elementi floristici a distribuzione mediterraneo-orientale contribuisce a rendere peculiare tale fitocenosi che, verosimilmente, nel passato è stata molto piu diffusa in conseguenza della minore antropizzazione.

Il siracusano, con questa nuova entità, si riconferma come particolarmente ricco di specie dell'elemento mediterraneo-orientale che spesso trovano in questo territorio il loro limite di espansione occidentale.

Sulla base dei dati in letteratura abbiamo cercato di delineare l'areale di
P. webbii (fig. 2) (Per brevità la figura è omessa; la si può consultare sul lavoro originale; nota del curatore); in esso si nota, tra l'altro, che la stazione siciliana, allo stato attuale delle conoscenze, rappresenta il limite sud-occidentale di questa interessante entità.