Ascolta il suono delle sue campane

Le fondazioni della vecchia Chiesa di Casiacco vennero eseguite nel 1904; poi i lavori rimasero fermi fino al 1910, anno in cui prese la cura pastorale di Casiacco Don GioBatta Cristante. Sotto la guida del nuovo Parroco, molto attivo, la chiesa venne portata a termine nel 1915 e il giorno 25 marzo, festa dell'Annunciazione, con grande concorso di popolo venne benedetta. Nella mente degli anziani sono scolpiti fortemente i ricordi relativi a quegli anni di attività febbrile del paese, che si sentì tutto impegnato alla costruzione della nuova chiesa. Le donne con la gerla portavano la ghiaia dall'Arzino. Gli uomini coi carri trasportavano i sassi dal monte Albignons. Il legname occorrente venne in gran parte acquistato con la vendita di legna ricavata da un bosco donato alla chiesa. Nella ricostruzione della chiesa di Casiacco, si è cercato di valorizzare e rendere presenti nel ricordo del passato, le due preesistenze più significative: il Campanile ed il vecchio Altare maggiore. La pianta della nuova chiesa è ad elle e si dispone a lato del basamento della torre campanaria, creando uno spazio che funge da filtro tra interno ed esterno. Il Campanile diviene così il punto focale del complesso, accentuato dalla presenza del grande tetto in rame a due falde spioventi che, con la semplice facciata bianca triangolare, si affaccia sulla piazza principale. L'interno viene illuminato attraverso la vetrata d'ingresso. Un'altra grande apertura illumina la zona presbiterale nell'area retrostante: viene lasciato in vista il piccolo giardino ricavato nel vecchio catino absidale, con al centro il preesistente e restaurato altare maggiore, rivestito di marmi preziosi. Il presbiterio con il nuovo altare maggiore, il prezioso dorato tabernacolo e l'ambone, si allunga su un lato dando spazio alla statua della Vergine e ai Santi Patroni. Nell'area retrostante è stato costruito un corpo più basso, con la sacrestia al piano terra, magazzino e centrale termica al piano interrato. Nella scelta dei materiali si è cercato di attenersi ad una rigorosa semplicità dettata dall'ambiente circostante e dalla funzione dell'edificio. Le strutture portanti antisismiche delle facciate, sono state rivestite all'esterno con graniglia di marmorino color chiaro e dipinte di bianco all'interno. Il grande tetto a due spioventi, dall'abside agli ingressi, è sorretto da grandi travature lamellari in legno, disposte a raggiera e convergenti verso la torre campanaria. Le pareti interne, lungo tutto il perimetro, sono state rivestite con tavole in legno tinteggiato che s'innalzano fino al tetto nella zona absidale. Le pavimentazioni interne sono in lastre di pietra locale levigata. Iniziata nel 1985, la ricostruzione è terminata l'anno successivo e, con una sontuosa cerimonia, domenica 4 gennaio 1987, alla presenza del Vescovo di Concordia-Pordenone, ne è stata decretata l'apertura al culto. Dopo la ricostruzione della Parrocchiale "S. Osvaldo", oltre alla realizzazione di due edifici abitativi e alla casa canonica che chiudono lo spazio a levante della piazza, si è provveduto al riassetto definitivo di quest'ultima. Prima del terremoto, la piazza consisteva in una grande area inclinata ed indifferenziata, in cui era posto al centro il Monumento ai Caduti. Con una sofferta decisione dell'Amministrazione Comunale e dell'intera comunità, si è optato per il trasferimento del monumento nel piazzale del cimitero. La piazza è stata concepita a più livelli, collegati da scalinate e rampe a spazi pedonali. Il progetto è stato realizzato in collaborazione con lo scultore Simon Benetton. Una scultura bronzea, formata da due ali che si congiungono verso l'alto, è stata collocata nel punto focale sud, diventando un simbolico ingresso alla piazza e quindi anche alla Chiesa.

La chiesa di S. Osvaldo  sorse a partire dal 1904 sul terreno di Butti Francesco, adiacente all'Oratorio pubblico, ormai insufficiente, del quale venne demolita la navata e sul presbiterio si costruì una casetta

Progettata dall'architetto Gianpaolo Bortoluzzi di Pordenone, la nuova chiesa di Casiacco è stata aperta al culto il 4 gennaio 1987

È veramente bello il colpo d'occhio sull'ingresso che si ha dall'altare maggiore

Lo splendido tabernacolo con doratura in foglia d'oro zecchino, risparmiato dal sisma del 1976, fu trasportato dalla parrocchiale di Vito d'Asio nel '500, su imperio del vescovo Nores, in attuazione dei decreti del Concilio di Trento, che istituivano i tabernacoli per l'eucarestia, da porre al centro dell'altare.