Gli amici di Erwin - RITORNA ALLA PRIMA PAGINA

enso che nessuno di noi possa affermare di non aver mai letto una striscia di Charlie Brown & C., o di non possedere, nel suo cassetto, tra le sue cianfrusaglie, o tra i suoi ricordi, un oggetto, un libro, un diario, un quaderno che raffiguri qualcuno della sua banda.

Charlie Brown può certamente competere con Topolino e Charles Schultz può contendere la palma della notorietà e della fama a Walt Disney.

Eppure, questo è il triste destino di chi diventa famoso, niente è più stereotipato, nel sentire comune, di Charlie Brown. Ogni presentazione che ne leggerete ve lo presenterà come un eterno perdente, vi dirà dell'amore non corrisposto per la ragazzina dai capelli rossi o dello scherzo infinito di Lucy che gli impedisce di calciare il pallone ovale… Così vale, del resto, di ogni altro personaggio dei Peanuts.
In realtà il mondo delle "noccioline" è molto più complesso, variegato e interessante. Basta pensare che in 50 anni Schultz ha disegnato la bellezza di circa 15.000 strisce giornaliere e di 2.500 tavole domenicali…

Pertanto, tuffandoci insieme in questo mondo di carta, faremo delle scoperte a dir poco eccezionali. Non ci credete? Ve ne anticiperò solo qualcuna.

La ragazzina dai capelli rossi ignora Charlie Brown? Ma se al campeggio delle ragazze si è picchiata con Piperita Patty, in nome di Charlie Brown!
Charlie Brown non è mai riuscito a calciare il pallone? Favole! Anche Lucy, ogni tanto, sa mantenere le promesse.
Lucy perfida e menefreghista? Macché! Nessuno come lei sta in pena quando Charlie Brown è all'ospedale.
Di tutto questo parleremo nelle prossime puntate. Ma per iniziare qualche altra curiosità. Come sono grandi gli originali delle strisce disegnate da Schultz? Qualcuno ha avuto forse la fortuna di vederle dal vivo, in occasione di qualche mostra, ma per chi non ha avuto questa possibilità, ecco qui accanto una foto che ce ne dà una idea.

Charles Schultz è stato l'unico disegnatore dei Peanuts e ha dato disposizioni affinché dopo la sua morte nessuno continui a disegnare le sue strisce. Anche per questo motivo l'impresa di questo maestro del fumetto può considerarsi la prima vera opera d'arte consegnata a quel nuovo genere letterario che - grazie a Umberto Eco, Oreste del Buono e Elio Vittorini - è ora considerato il fumetto.

Per il momento non esiste una vera e propria opera omnia (e critica) in italiano. E' vero che la casa editrice Baldini & Castoldi sta pubblicando in ordine cronologico tutte le strisce di Schultz, ma è anche vero che l'operazione lascia un po' insoddisfatti i cultori dei Peanuts.
Infine qualche nota più tecnica. Il fumetto, e nella sua fattispecie la striscia, obbedisce a delle ferree leggi stilistiche, come un sonetto nel mondo della poesia o una novella in letteratura. Ogni striscia deve rigorosamente compiersi in quattro battute, così che abbia in sé un senso compiuto e d'altra parte inserirsi in una storia in più puntate logica e conseguente. Il disegnatore deve assicurare una striscia per ogni giorno e una tavola più lunga per la domenica. Finora Schultz è l'unico disegnatore di streaps che abbia resisito ai terribili ritmi di questo genere, con una fedeltà di cinquanta anni. Persino il grande discepolo di Schultz, Bill Watterson, creatore di Calvin e Hobbes, ha desistito dopo una decina d'anni di tali ritmi quotidiani. Solo qualche anno in più ha resistito Quino, il padre dell'inossidabile Mafalda (la quale, tra parentesi, è una assidua lettrice di Charlie Brown, come testimoniano numerose strisce). Onore dunque a questo grande uomo di cui volentieri ci intratterremo a parlare nelle prossime puntate.

                                                                                  andreamar

Le illustrazioni di questo articolo sono tratte dal sito www.peanuts.com

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