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ra i personaggi più celebri e più popolari che la storia ricordi, possiamo senza dubbio citare Caio Giulio Cesare. La sua fama di condottiero, il suo carisma e la sua tragica fine hanno reso la sua figura immortale nei secoli.
     Tutti noi ricordiamo le sue gesta, pochi però conoscono la sua personalità. In barba ad una certa tradizione storica che lo descrive solenne e severo, oggi sappiamo che Cesare era un perfetto uomo di mondo, galante, ironico e soprattutto molto impulsivo.

     Come sempre capita quando si parla di un personaggio storico di tal livello, i giudizi sulla sua persona sono abbastanza discordanti: anche il suo aspetto fisico non sfugge alla regola. Lo storico Svetonio ce lo descrive alto, grassottello, con la pelle chiara e occhi vivissimi; Plutarco dice che era magro e di bassa statura. Non sapremo mai chi avesse ragione. Di certo sappiamo che vi fu un problema che afflisse Cesare tanto quanto la guerra contro Pompeo e Crasso: la calvizie. Pare che ne soffrisse fin da giovanissimo e che perdesse molto tempo, al mattino, per porvi rimedio.

     Cesare non poteva definirsi bello eppure la sua personalità non mancò di affascinare gli interlocutori, in particolare se di sesso femminile. Ebbe quattro mogli e amò un gran numero di donne: la più famosa di esse è Cleopatra, la regina d'Egitto. La sua fortuna con le donne era nota a Roma: durante i Trionfi ( le celebrazioni che si svolgevano a Roma ogni qualvolta un generale riportava una grande vittoria in battaglia) i suoi soldati, che avevano per l'occasione il diritto di deriderlo, non mancavano di chiamarlo Moechus Calvus, "l'adultero calvo".
     Un'altra qualità di Cesare fu la generosità. Era amato dai soldati per il suo coraggio ma anche perchè sapeva essere, nei momenti di pericolo, uno di loro. Alla sua morte fu trovato un testamento che lasciava ai cittadini romani buona parte del suo patrimonio (circa cento milioni di sesterzi) e donava alla città i suoi giardini, perchè divenissero un parco pubblico.
     Infine, non bisogna dimenticare che Cesare non fu solo un grande condottiero e un eccezionale uomo politico ma anche un raffinato uomo di lettere: tra i suoi scritti più importanti ricordiamo il "De Bello Gallico" e il "De bello civile". La particolarità di questi testi è che Cesare, nel raccontare le sue vicende di guerra, usava la terza persona singolare per parlare di sè: questo perchè la sua intenzione era quella di essere il più obiettivo possibile.
                   
                                                                                        Claudia

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