Storia delle esplorazioni 1990/92.  

di Angelo Miccoli

L’inizio delle esplorazioni della grave risale al 1967 ad opera di Franco Orofino; esplorazione che terminava dopo il primo pozzo d’ingresso (14m), e con uno sviluppo planimetrico di circa venti metri. Per ventitré anni la grotta è stata solo oggetto di visita da parte di gruppi locali, con sicuramente  scarsa convinzione che la grotta continuasse. Bisogna infatti aspettare fino al 1990; quando due speleologi del G.S.S. peraltro appena costituito (1989), decidono di riesplorare la grotta, messa lì tra il programma di uscite di quell’anno come una qualsiasi altra grotta della bassa murgia da visitare. Qualcosa di diverso però stava per accadere rispetto alle uscite precedenti, qualcosa che avrebbe cambiato non solo la storia esplorativa della singola grave di Monte Castel Pagano, ma un po’ di tutto il mondo ipogeo della bassa murgia fino ad allora conosciuto. Eppure la grotta era lì, come ferma nel tempo, ad aspettare qualcuno che individuasse quella piccolissima fessura soffiate che mai nessuno aveva notato, ma soprattutto creduto come una probabile prosecuzione. Fessura non sfuggita al G.S.S. che con caparbietà e impegno costante da parte di tutto il gruppo,  riusciva ad allargarla e ad oltrepassarla con non poche difficoltà, dato che ci volevano buone doti di contorsionismo, oltre ad un fisico molto esile. Difficoltà e rovinosi tagli sulla pelle divennero trascurabili, quando oltre la strettoia davanti ai nostri occhi apparve qualcosa di inimmaginabile: “ la grotta continuava alla grande.’’ La prosecuzione non era altro che la continua della frattura precedentemente percorsa dopo il pozzo di ingresso, frattura che saliva fino ad una seconda strettoia, questa volta assolutamente impraticabile; troppo spessa e soprattutto troppo dura per essere allargata con sistemi tradizionali (mazzetta e scalpello), ci voleva qualcosa di più violento e più efficace come la cosiddetta “ disostruzione violenta.’’ Per questo tipo di lavoro non si poteva fare altro che chiamare il G.S.M. con il quale avevo avuto modo di andare in grotta, proprio durante una di queste esplorazioni con al seguito il sopracitato tipo di disostruzione. Si decide di collaborare fino alla fine dell’esplorazione e si inizia così ad allargare la strettoia. Dopo diverse uscite la strettoia è certamente più larga tanto che in una uscita singola di gruppo riusciamo a passarla, trovandoci così,  difronte ad una serie di pozzi che ci condurranno alla base di un pozzo ascendente (sala da tè); siamo circa ad una trentina di metri di profondità dall’ingresso e con una piccolissima finestra a circa tre metri di altezza in attesa di essere oltrepassata. Finestra che viene superata dopo una ulteriore disostruzione da parte del G.S.M., che con occhi increduli posano gli occhi su un meandro in leggera salita, che li condurrà in seguito ad affacciarsi sul p45, pozzo interno che diventa senza dubbio, il pozzo più profondo della bassa murgia. Il pozzo alla sua base chiude, ma il G.S.M., che sicuramente ci crede in questa grotta, riesce con una serie di punte ad oltrepassare il p45 in quota con un traverso e ad intercettare la frattura principale che continua dalla parte opposta, con una piccola risalita ed una serie di pozzi impostati sulla stessa frattura, portano la grotta ad una profondità di - 101m. A questo punto le esplorazioni si interrompono, molte sono le difficoltà che la grotta concede a chi volesse continuare l’esplorazione fra strettoie strappa tute e depositi di fango che ti riempiono completamente il corpo. La grotta ritorna così nel suo silenzio e tranquillità, vedendo solamente gli speleo durante I corsi o per delle ripetizioni del fondo, con la speranza di trovare qualcosa di nuovo.   

Nuovo tratto esplorazioni 1997/98

  Bisogna aspettare cinque anni prima che la grotta balzasse di nuovo alle cronache speleologiche della regione. Tutto inizia con una delle solite discese in grotta, giusto per evitare il caldo torrido che nel mese dell’agosto 1997 era veramente proibitivo. Così Giuseppe e Luca mentre scazzatissimi sono li a decidere il da fare (o meglio cosa non fare), iniziano per gioco a lanciare delle pietre verso un foro tra I massi di crollo dello scivolo che porta alla base della sala da tè. Qualcosa di intuitivo balza nelle loro teste: le pietre lanciate rotolano per un buon tratto, fino a sentirle urtare su di un pavimento, almeno una decina di metri più sotto. La curiosità a questo punto si fa grande e iniziando ad asportare il materiale che occlude l’orifizio, riescono ad allargarlo di quel tanto per riuscirvi ad entrare ed esplorare la nuova via. L’ingresso si presenta con uno scivolo pieno di fango ed un pozzo di dieci metri, così l’esplorazione dei due  continua fino alla base, dato che per mancanza di materiale è impossibile continuare. Ma si ritorna la settimana dopo pieni di entusiasmo e soprattutto di materiale armando così ulteriori pozzi che impostati lungo una frattura ortogonale alle precedenti esplorazioni scendono verso nuove zone ricche di meandri e pozzi. Le esplorazioni di un intero anno da parte del G.S.S. hanno portato a raddoppiare lo sviluppo planimetrico della cavità, e ad incrementare la serie di pozzi, almeno di una decina con un dislivello massimo della cavità di 105m. Le ultime esplorazioni si sono concentrate su di una fattura soffiante alta una quindicina di metri e larga due che probabilmente dovrebbe congiungere con le zone esplorate nel 1992; infatti mancano appena dieci metri per incrociarle.       

CONCLUSIONI

L' esplorazione è momentaneamente interrotta, ma sarà ripresa in seguito anche dato che la frattura principale è stata percorsa per solo 50m nella sua lunghezza e quindi nasconde ancora altri pozzi e strettoie aspettando che uno speleo li violi.

La grotta con gli oltre 20 pozzi ,alcuni dei quali di notevoli dimensioni (47m, 45m, 35m, 36m, 20m) è sicuramente una grotta di grande interesse. Infatti , con i suoi 104m di dislivello massimo nasconde oltre 340 m di pozzi percorribili.

 

Date le innumerevoli possibilità esplorative in futuro la grava di Castel Pagano sarà sicuramente oggetto del nostro desiderio fino ad allora la esploreremo nei nostri sogni.