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il racconto inizia lentamente: come input un ricordo, una suggestione,
una emozione; successivamente la trama si sviluppa in figure collegate
tra loro da un filo all’apparenza invisibile. La narrazione non è
mai, comunque abbandono, rilassamento, ma scontro continuo tra contraddizioni
e incoerenze, nella ricerca dell’organizzazione razionale del "campo".
La
composizione si anima alla maniera di un racconto di "Le mille e una notte"
o come in un film di Luis Buñuel dove il sogno si sviluppa in un
altro sogno; all’interno di una storia sono incastrate quindi differenti
immagini che giocano, si rincorrono, si susseguono incollate tra loro solo
dall’ironia. La logicità della narrazione è solo apparente
e comunque creata ad arte per camuffare le emozioni non per spiegarle;
è colui che osserva che deve districarsi tra i grumi antropomorfi
che nascondono il soggetto principale della storia.
Il
risultato quindi non è mai facilmente decodificabile, anche perché
all’interno delle immagini si creano movimenti segnici, alle volte accidentali,
prodotti dall’uso emozionale dei materiali e degli strumenti dell’operare.
Sovente è la tecnica, con la sua capacità alchemica di modificare
gli elementi la scintilla che accende la visione; è la voglia di
usare certi strumenti, di sentire fragranze antiche perse nel tempo: il
pungente odore dell’acquaragia, il profumo della colofonia, la penetrante
effusione del bitume o della vernicetta ... che stimola ad operare. Per
questo la tecnica non è uno strumento produttivo acritico della
visione, ma un vocabolario, una grammatica dell’espressione; il riguardare,
lo storcere, il piegare, il manipolare lo schema delle conoscenze gonfia
le possibilità emozionali del fare e spesso, se non sempre, queste
libertà scavalcano il bisogno del dire. La conoscenza e il possesso
della tecnica, la confidenza con gli strumenti del mestiere libera perciò
dalla difficoltà dell’esecuzione e rende più sereno il procedere.
Ivo Mosele
Hanno scritto: Gino Barioli, Edoardo Bertizzolo, Sergio Bonato, Maria Lucia Ferraguti, Patrizia Foglia, Marco Fragonara, Manlio Gaddi, Massimo Gasparini, Benvenuto Guerra, Nicola Miceli, Alda Miolo, Vincenzo Perna, Mario Rigoni Stern, Guido Savio, Marisa Scopello, Stefania Seccareccia, Giorgio Segato, Davide Simonazzi, Alfredo Tisocco.
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