Lacrimae Rerum


 

CITTA’: TERZO MILLENNIO

Le città attuali sono organismi molto complicati e quindi fragili.

Tutto il sistema economico attuale si basa su una gigantesca bolla speculativa.  Una serie di crisi potrà distruggere le città nella loro forma attuale. Allora le favelas cresceranno e si andranno organizzando attorno ai poli tecnologici incorporando tutte le innovazioni che si riveleranno accessibili a piccoli gruppi. Si tornerà ad un’economia di scambi materiali limitati. La mobilità sarà assicurata maggiormente dalla facilità di spostare le abitazioni realizzate con strutture modulari. L’impiego dell’automobile si ridurrà mentre al contrario si avrà una crescita enorme dello scambio di informazioni telematiche.

Le città assumeranno la struttura di agglomerati spontanei di abitazioni incrostate attorno agli impianti essenziali per la generazione di energia, il riciclo dei rifiuti, la produzione di beni ad alta tecnologia e la difesa militare. Questi impianti saranno in gran parte sotterranei. Le strutture sociali torneranno ad essere di tipo patriarcale.  Le attuali grandi città saranno in parte abbandonate non essendo più gestibili per il venir meno degli strumenti di controllo politico, dopo il crollo dell’economia globale.

 

 

 

 

 

NOTA

 CITTA’: TERZO MILLENNIO – CITTA’:MENO ESTETICA, PIU’ ETICA.
Concorso per idee realizzato con strumenti informatici nell’ambito della Biennale di Venezia.

Sarà opportuno analizzare molto brevemente l’idea di fondo di questo concorso per idee.  Si tratta di proporre una moratoria nella corsa verso la creazione di forme corrispondenti agli attuali canoni estetici (se ne esistono) per cercare il rinnovamento dell’etica.  Si tratta di un’etica insita in nuove forme architettoniche? Si tratta di un rinnovamento interiore della società?

Tutti questi interrogativi, ed altri ancora, che il titolo del concorso certamente suscita, sono stati ovviamente il terreno fecondo da cui far nascere soluzioni e proposte. Ma sarebbe stato utile ricordare che un proposito del tutto analogo ha dominato i costruttori delle città europee quando il nascente cristianesimo ha chiesto di abbandonare le forme e gli stili della grande architettura greco-romana.  Il risultato sulle prime è stato a dir poco catastrofico.  

Come noto tutta l’Europa si riempì di gigantesche rovine essendo tutte le costruzioni imperiali colpite e distrutte più dagli abitanti che non dagli invasori.  Non solo vennero distrutti e depredati i monumenti ricchi di statue e luccicanti d’oro, ma caddero in rovina per abbandono acquedotti, ponti e strade, poiché tutto ciò che apparteneva al mondo romano era considerato fonte di peccato e simbolo del male. 

Dal 500 al mille non sappiamo che cosa sia accaduto e quale fosse il paesaggio poiché non abbiamo immagini realistiche di quel mondo urbanistico in trasformazione sotto la spinta di popolazioni che volevano realizzare una nuova etica e negavano la bellezza del mondo classico.  Bisognerà aspettare i primi anni del 1400 perché fosse ammesso lo studio delle antiche forme ed il ritorno a costruire città e palazzi imitando l’architettura greco-romana. 

Quindi il passaggio dall’estetica classica all’architettura etica cristiana ha richiesto ben cinque secoli, durante i quali si instaurò un’architettura spontanea, spesso molto bella, ma non certo frutto di un progetto colto.  Durante quei cinque secoli regnò l’architettura delle favelas, mentre l’unico elemento ordinatore venne fornito dalle necessità della difesa militare.  

Come ci narra Raul Glaber, superato l’anno mille, ebbe inizio una straordinaria fioritura di chiese, che non furono più solo di mattoni, ma che vennero rivestite di pietre e di marmi bianchi! Nel nord dell’Europa nacque lo stile gotico che richiese l’invenzione di tecniche costruttive talmente innovative da apparire oggi quasi inspiegabili. 

Qualcuno come Roland Bechmann (Le radici delle Cattedrali) si è affannato a dire che le chiese gotiche sono nate da ragioni ambientali e dall’opportunità di rendere più pratico il modo di costruire.  Le ragioni spirituali non esisterebbero. In realtà il gotico nasce dalla spiritualità del cristianesimo accompagnata alla tecnologia dei popoli del nord. 

Quella stessa tecnologia che permise ai vichinghi di costruire navi ed attrezzi dotati di una straordinaria efficienza. Nel mio progetto si immagina un percorso simile, anche se più rapido, grazie ai mezzi tecnici di cui oggi disponiamo. Si immagina un raggrupparsi attorno alle centrali elettriche, attorno alle fabbriche, alle miniere.  Si immagina un fiorire di un’architettura spontanea, senza architetti.  

Già oggi in certe zone dell’Asia centrale la gente si accalca attorno agli oleodotti ai quali sottrae petrolio. Sbrigativamente si può dire che è proprio l’attuale regresso della cultura dominante la prova che la strada verso un nuovo medioevo è già iniziata.